Chernobyl senza elettricità: quali pericoli emergono?
- 20 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Non è la prima volta che il sarcofago di Chernobyl finisce nel mirino di attacchi legati al conflitto: questa volta un ordigno esploso a brevissima distanza ha interrotto l’alimentazione elettrica esterna della centrale, provocando preoccupazioni per la sicurezza degli impianti e per il controllo dei sistemi di raffreddamento.
In febbraio una testata ad alto potenziale esplosivo aveva già perforato la struttura protettiva del reattore 4, il nucleo del disastro del 1986; l’evento odierno non è stato un impatto diretto sul sarcofago ma un colpo ravvicinato che ha lesionato la rete elettrica di supporto alla centrale.
Rafael Grossi ha riferito:
«Diverse sottostazioni elettriche ucraine sono state colpite da un attacco militare su larga scala. Una di queste è quella della centrale nucleare di Chernobyl, che ha perso tutta l’alimentazione elettrica esterna, così come diverse altre linee elettriche verso altre centrali nucleari. L’AIEA sta monitorando attivamente gli sviluppi per valutare l’impatto sulla sicurezza nucleare.»
L’intelligence militare ucraina ha avvertito:
«Gli attacchi missilistici contro la rete elettrica del Paese potrebbero portare a una seconda Chernobyl.»
Analisti e tecnici ucraini segnalano che i bombardamenti dell’esercito di Vladimir Putin stanno progressivamente avvicinandosi alle infrastrutture nucleari: in alcuni casi i danni alle linee elettriche si sono verificati a poche centinaia di metri dai reattori, con particolare preoccupazione per la centrale di Zaporizhzhia, situata vicino alla linea del fronte.
Rafael Grossi ha dichiarato:
«Sono profondamente preoccupato per la situazione difficile delle centrali nucleari ucraine e per i potenziali rischi che ciò comporta per la sicurezza nucleare.»
Il contesto storico è rilevante per comprendere il rischio: quando il sito di Chernobyl fu occupato nel marzo 2022, l’ingresso incontrollato di forze armate nella zona di esclusione interruppe le attività di monitoraggio e provocò esposizioni radioattive tra alcuni militari. Dopo il ritiro delle truppe occupanti, i livelli radiologici misurati nell’area erano tornati ai valori normali, ma l’episodio ha evidenziato la fragilità della protezione delle infrastrutture nucleari in tempo di guerra.
Danni al sarcofago e rischi del blackout
Il complesso di Chernobyl comprende quattro reattori dismessi e strutture per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi; l’ultimo impianto operativo fu spento nel 2000. Il reattore 4 è stato isolato con un nuovo involucro di acciaio e cemento completato nel 2016, ma successive verifiche dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica hanno evidenziato problemi strutturali e funzionali.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha rilevato:
«La struttura aveva perso le sue principali funzioni di sicurezza, inclusa la capacità di confinamento.»
Sebbene siano state eseguite riparazioni locali, l’Agenzia ha sottolineato la necessità di un ripristino completo per evitare ulteriore degrado e garantire la sicurezza a lungo termine del sito.
Rafael Grossi ha detto:
«Il sito necessita di un ripristino completo per prevenire un ulteriore degrado e garantire la sicurezza nucleare a lungo termine.»
La perdita di alimentazione esterna costituisce un pericolo concreto perché alimenta sistemi fondamentali: pompe di raffreddamento, ventilazione e strumenti di monitoraggio. Le centrali dispongono di generatori diesel di emergenza e batterie, ma questi sistemi hanno autonomia limitata; un blackout prolungato, o la compromissione delle vie di rifornimento per i combustibili dei generatori, può ridurre rapidamente la capacità di controllo e di contenimento.
Dal punto di vista istituzionale, la protezione delle installazioni nucleari rientra nelle competenze di organismi internazionali come l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, oltre a sollevare questioni di diritto internazionale umanitario: attacchi contro infrastrutture civili che comportano rischi radiologici possono avere rilevanza legale e politica sul piano multilaterale.
Osservatori internazionali chiedono il rispetto di misure di precauzione immediate, il ripristino dell’alimentazione e un accesso garantito degli esperti per ispezioni e interventi tecnici. La situazione resta sotto stretta osservazione mentre le autorità e le agenzie competenti valutano le misure necessarie per ridurre il rischio di incidenti radiologici su vasta scala.