Corea del Sud rivede il modello banca-exchange in uno studio sulla concorrenza delle criptovalute
- 20 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le autorità di vigilanza della Corea del Sud stanno riesaminando una prassi consolidata che, di fatto, collega ciascun exchange di criptovalute a un unico partner bancario, nell’ambito di un’indagine più ampia sulla concorrenza nel mercato degli asset digitali.
La pratica, nota come modello “una piattaforma–una banca”, non è espressamente prevista dalla normativa nazionale ma si è affermata in risposta ai requisiti di antiriciclaggio e di adeguata verifica della clientela. Di conseguenza, molti exchange si sono appoggiati a rapporti esclusivi con istituti bancari domestici per gestire i flussi fiat in entrata e in uscita.
Il riesame è coordinato tra la Financial Services Commission (FSC) e la Fair Trade Commission, che stanno valutando se le prassi attuali possano contribuire a una concentrazione del mercato penalizzando operatori più piccoli o di nuova costituzione.
Analisi sulla struttura del mercato e concorrenza
Uno studio commissionato dal governo ha esaminato la struttura del mercato degli scambi di asset virtuali e l’impatto concorrenziale delle principali norme vigenti. La ricerca ha rilevato che l’accoppiamento tra exchange e singole banche può limitare l’accesso ai servizi bancari per operatori emergenti, favorendo la concentrazione attorno a pochi grandi player.
Secondo l’analisi, l’applicazione di criteri uniformi a piattaforme con profili di rischio e volumi molto diversi può risultare sproporzionata: mentre l’obiettivo è contenere il rischio di conformità, gli effetti osservati includono una maggiore liquidità e efficienza delle transazioni a vantaggio degli incumbents e barriere d’ingresso più elevate per i nuovi concorrenti.
La presenza di un mercato basato sul won fortemente concentrato implica che le dinamiche di liquidità e prezzo tendono a rafforzare i centri di negoziazione esistenti, con possibili ricadute sulla scelta dei consumatori, sui costi di transazione e sull’innovazione nel settore.
Quadro normativo e dibattito sui stablecoin
Il riesame arriva nel contesto della preparazione della seconda fase della proposta legislativa nota come Digital Asset Basic Act, il cui iter è stato rinviato e rimane oggetto di negoziazione, in particolare sulle modalità di vigilanza degli emittenti nazionali di stablecoin ancorate al won.
La legge proposta, sostenuta dal presidente Lee Jae-myung, prevederebbe la possibilità di emettere stablecoin ancorate al won subordinando la custodia delle riserve a depositari autorizzati, come gli istituti bancari. Al centro del confronto politico resta la questione se un organo di controllo dedicato debba autorizzare preventivamente gli emittenti o se sia più opportuno adottare una vigilanza che permetta la partecipazione anche di soggetti non tradizionalmente finanziari.
Il risultato di questo dibattito avrà implicazioni dirette sulla domanda di accesso bancario da parte degli operatori di mercato e sul disegno delle regole che definiscono ruoli, responsabilità e requisiti di trasparenza per custodians e intermediari.
Implicazioni regolatorie e possibili interventi
I regolatori stanno valutando una serie di opzioni per mitigare i rischi legati alla concentrazione senza indebolire la conformità antiriciclaggio. Tra le misure discusse figurano l’apertura delle infrastrutture di pagamento a più partner bancari, la definizione di requisiti differenziati di compliance in funzione del profilo di rischio e l’introduzione di soluzioni di custodia centralizzate o autorizzate che permettano accessi condivisi ai servizi bancari.
Misure di stampo antitrust potrebbero mirare a rimuovere ostacoli all’ingresso e a promuovere interoperabilità e trasparenza dei mercati, mentre interventi prudenziali manterrebbero l’attenzione sulla protezione dei consumatori e sulla stabilità finanziaria.
Qualsiasi cambiamento normativo richiederà un equilibrio tra obiettivi di supervisione, prevenzione dei rischi e promozione della concorrenza, con conseguenze non solo per gli exchange e le banche, ma anche per gli attori tecnologici interessati a offrire servizi nel settore degli asset digitali.
Prospettive e prossimi passi
I prossimi mesi dovrebbero vedere ulteriori consultazioni interagenzie e con gli stakeholder di mercato, volte a definire interventi proporzionati che tutelino la conformità e la sicurezza senza soffocare la concorrenza. Le autorità coinvolte analizzeranno scenari alternativi per ridurre la dipendenza da rapporti bancari esclusivi e valutare possibili misure normative o infrastrutturali che favoriscano un mercato più aperto e resiliente.