Forte domanda di etf, volumi elevati non spingono il prezzo
- 19 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
XRP ha registrato un calo sotto la soglia psicologica dei $2 dopo una correzione durata sei giorni, nonostante i flussi giornalieri di capitale verso gli ETF spot su XRP e un aumento significativo delle transazioni sulla rete. La domanda è: fino a che punto potrebbe scendere il prezzo?
Contesto di mercato
La svalutazione del prezzo di XRP si è intensificata dopo un’ondata di vendite diffuse sui mercati di criptovalute, innescata da timori geopolitici legati alla possibilità di nuove tariffe commerciali annunciate dal presidente Donald Trump e relative ad acquisti collegati a Greenland. L’effetto è stato un movimento di avversione al rischio che ha colpito anche i principali asset digitali come Bitcoin e Ether.
Nel corso della giornata sono state liquidate posizioni long per oltre $788,9 milioni, di cui circa $224 milioni riconducibili a Bitcoin. Le liquidazioni su XRP hanno raggiunto $39,5 milioni, il livello più elevato registrato da fine novembre 2025. Complessivamente, tra posizioni long e short sono stati cancellati circa $875 milioni, con un impatto stimato su circa 250.000 trader.
La domanda nei mercati dei derivati si è indebolita: il valore del Open Interest sui futures su XRP è sceso a $3,56 miliardi rispetto al picco annuale di $4,55 miliardi registrato all’inizio di gennaio, una riduzione che corrisponde a circa il 21,7%. Un calo ulteriore dell’Open Interest potrebbe accompagnare movimenti di prezzo al ribasso, come osservato in precedenti fasi di mercato.
Domanda istituzionale e attività on-chain
Nonostante la debolezza dei prezzi, l’interesse istituzionale su prodotti spot legati a XRP è rimasto stabile: i flussi cumulativi verso gli ETF spot registrano afflussi significativi, portando le masse complessive a oltre $1,5 miliardi. Anche alcune soluzioni di investimento globali hanno continuato a ricevere afflussi settimanali, a conferma di una domanda istituzionale persistente.
Parallelemente, l’attività sulla rete ha mostrato segnali di vivacità: il conteggio giornaliero delle transazioni sulla XRP Ledger è salito a livelli che non si vedevano da mesi, indicando un aumento dell’utilizzo operativo del network.
Tuttavia, questi fondamentali positivi — afflussi verso ETF e maggiore utilizzo della rete — non si sono tradotti in una tenuta del prezzo, segnalando che la dinamica dei mercati spot resta influenzata anche da fattori macroeconomici, dalla struttura dei derivati e dalla liquidità disponibile.
Analisi tecnica e livelli di supporto
Dal punto di vista tecnico, XRP ha perso circa il 18,5% rispetto al massimo delle ultime otto settimane e sta testando aree di concentrazione di costo che potrebbero fungere da supporto. Il mercato sta valutando un blocco di ordini giornaliero attorno a $1,96, livello in corrispondenza del quale, nei mesi precedenti, sono stati accumulati volumi rilevanti.
Il supporto successivo si colloca nella fascia tra $1,78 e $1,80, dove sono state acquisite quantità significative di XRP. Se questa zona non reggesse, il prezzo potrebbe proiettarsi verso la zona verde indicata dagli storici minimi locali, con un primo obiettivo attorno a $1,61 e un livello tecnico di lungo periodo rappresentato dalla EMA a 200 settimane, vicino a $1,41, considerata l’ultima linea di difesa per il prezzo.
L’indicatore di forza relativa (RSI) mostra un indebolimento della spinta rialzista ed è sceso ai livelli più bassi del 2026, suggerendo aumento della pressione di vendita. Una rottura definitiva al di sotto della support line di un canale discendente intorno a $2 potrebbe estendere la discesa verso $1,75 e, successivamente, al minimo di ottobre di circa $1,61.
Implicazioni per investitori e operatori
Per gli operatori, la situazione evidenzia come flussi istituzionali e attività on-chain siano fattori importanti ma non sufficienti a garantire la tenuta del prezzo in presenza di shock macro o di forte deleveraging nei mercati dei derivati. Le liquidazioni e l’andamento dell’Open Interest possono amplificare movimenti di prezzo e creare volatilità significativa nel breve periodo.
Chi investe o fa trading dovrebbe valutare un’adeguata gestione del rischio: definire stop loss coerenti, dimensionare le posizioni in funzione della volatilità e considerare l’orizzonte temporale e la diversificazione del portafoglio. L’analisi tecnica può offrire punti di riferimento utili, ma è importante integrare queste informazioni con indicatori di liquidità e valutazioni macro.
Prospettive e fattori da monitorare
Nei prossimi giorni saranno determinanti alcuni elementi: la capacità dei livelli di supporto descritti di sostenere la domanda, l’evoluzione dei flussi verso prodotti spot e derivati, l’andamento generale dei mercati finanziari in risposta a notizie geopolitiche e le eventuali novità regolamentari che possono influenzare la liquidità e la partecipazione istituzionale.
Un rafforzamento dei volumi sia sul mercato spot sia sui derivati, accompagnato da conferme tecniche, sarebbe necessario per ipotizzare un tentativo di ripresa più strutturale. In assenza di questi segnali, la pressione al ribasso potrebbe persistere e spingere il prezzo verso i livelli di supporto più profondi descritti in precedenza.
Questo testo non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Ogni operazione comporta rischi: gli investitori e i trader dovrebbero svolgere una ricerca indipendente e, se necessario, consultare un consulente finanziario prima di prendere decisioni.