Bitcoin: l’open interest recupera il 13% mentre le opzioni ribaltano i futures

Negli ultimi mesi l’Open Interest (OI) sui futures su Bitcoin ha registrato un aumento vicino al 13% dall’inizio dell’anno, un movimento che gli analisti interpretano come il possibile ritorno di una maggiore propensione al rischio nel mercato delle criptovalute.

Andamento recente e recupero dopo la deleveraging

Il rialzo attuale segue una fase di forte deleveraging che da ottobre a dicembre aveva visto l’esposizione sui derivati di Bitcoin contrarsi in concomitanza con una correzione generalizzata dei prezzi.

I dati mostrano che l’OI dei futures in termini di BTC è passato da circa 381.000 a 314.000 nell’arco di tre mesi, una riduzione pari a circa il 17,5%, mentre il prezzo ha subito una correzione dell’ordine del 36% a partire dai primi di ottobre.

Darkfost (analista di CryptoQuant) ha osservato questa dinamica spiegando:

“riflettendo una fase di riduzione del rischio e lo smantellamento delle posizioni con leva.”

Tuttavia, secondo lo stesso analista, l’OI sembra mostrare segnali di ripresa.

I dati di Coinglass indicano che l’OI in valore nozionale è salito da un minimo di otto mesi di 54 miliardi di dollari il 1° gennaio a oltre 61 miliardi il 19 gennaio, con un picco settimanale vicino ai 66 miliardi il 15 gennaio.

Darkfost ha aggiunto:

“Al momento l’open interest mostra segni di una ripresa graduale, suggerendo un lento ritorno dell’appetito per il rischio. Se questa tendenza proseguirà e si rafforzerà, potrebbe sostenere la continuazione del momentum rialzista, anche se per ora il rimbalzo resta relativamente moderato.”

Che cosa misura l’Open Interest

L’Open Interest rappresenta il numero o il valore nozionale dei contratti derivati ancora aperti e non ancora liquidati: in pratica misura quante scommesse attive sono presenti sul mercato in un dato momento.

Quando l’OI cresce entrano più operatori in posizioni con leva, segnalando maggiore fiducia e disponibilità al rischio; quando cala, invece, si osserva deleveraging: i trader riducono l’esposizione per abbassare il rischio complessivo.

Deleveraging e implicazioni di mercato

Osservando il periodo più ampio, l’OI sui futures resta comunque inferiore di circa il 33% rispetto al massimo storico di 92 miliardi di dollari registrato a inizio ottobre.

Questa contrazione è interpretata dagli analisti come un segnale di deleveraging che spesso coincide con fasi di minimo importanti: alleggerire la leva può infatti azzerare pressioni speculative e creare una base più solida per una possibile ripresa rialzista.

Darkfost ha commentato in proposito:

“Si tratta di un segnale di deleveraging che spesso segna fondo significativi, resettando di fatto il mercato e creando una base più robusta per un potenziale recupero rialzista.”

Opzioni vs Futures: cambiamento nella struttura del mercato

Un elemento rilevante emerso nella fase recente è il sorpasso dell’OI delle opzioni rispetto a quello dei futures, un fenomeno che segnala una crescente complessità e sofisticazione nelle posizioni istituzionali e professionali.

Secondo i dati di Checkonchain, l’OI aggregato delle opzioni su Bitcoin su tutte le borse si attesta attorno ai 75 miliardi di dollari, mentre l’OI dei futures è vicino ai 61 miliardi in valore nozionale.

Nic Puckrin, cofondatore e CEO di Coin Bureau, ha spiegato il significato di questo spostamento:

“Questo significa che grandi capitali stanno costruendo posizioni che influenzano il prezzo stesso attraverso meccaniche di copertura e scadenze. Non si tratta più solo di scommettere al rialzo o al ribasso.”

“Ci saranno meno cascades di liquidazioni, livelli di prezzo più stabili e la leva al dettaglio rischierà di rimanere intrappolata vicino a prezzi chiave. Il mercato di BTC si comporta meno come un casinò e più come un sistema finanziario strutturato.”

Attualmente l’OI delle opzioni è più elevato al livello di strike di 100.000 dollari, con circa 2 miliardi posizionati su Deribit, una delle principali piattaforme di derivati del settore.

Implicazioni per volatilità e gestione del rischio

L’aumento relativo dell’OI delle opzioni tende a ridurre la probabilità di forti ondate di liquidazione forzata, contribuendo a livelli di prezzo più persistenti e a una maggiore prevedibilità nei momenti di scadenza e di copertura.

Per gli operatori questo significa che la struttura del mercato sta evolvendo verso strumenti di gestione del rischio più avanzati e verso una partecipazione maggiore di capitali istituzionali, con potenziali effetti stabilizzanti sulla volatilità di Bitcoin.

Nel complesso, il graduale ritorno dell’OI e la transizione verso strategie basate su opzioni potrebbero favorire una fase di mercato meno impulsiva e più orientata a dinamiche di pricing guidate da coperture e posizionamenti a lungo termine.