Dopo Santa Maria Maggiore e San Giovanni, murata anche la porta santa di San Paolo: il rito raccontato

Dopo le cerimonie alle basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Giovanni in Laterano, si è svolto in forma privata il rito di muratura della Porta Santa della Basilica papale di San Paolo fuori le mura.

A presiedere la celebrazione è stato il cardinale James Michael Harvey, arciprete della basilica, accompagnato dal cerimoniere pontificio monsignor Ján Dubina e alla presenza del maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, l’arcivescovo Diego Giovanni Ravelli. Erano altresì presenti il padre abate Donato Ogliari e monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

La preghiera per i pellegrini

Nella breve preghiera iniziale il cardinale arciprete ha invocato protezione e sostegno per i pellegrini che, durante l’Anno Santo, hanno varcato la Porta Santa, perché custodiscano la fede ardente di San Paolo, la speranza costante e la carità che perdura nel tempo.

Il muro costruito dalle maestranze del Governatorato

Per sigillare la porta, le maestranze del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano hanno eretto un muro di mattoni all’interno della basilica, seguendo il rito previsto per la chiusura delle porte giubilari.

Il contenuto della capsa

All’interno del muro è stata inserita una capsa in bronzo appositamente realizzata, sulla quale sono incisi gli stemmi di Papa Francesco, che ha aperto il Giubileo ordinario 2025, e di Papa Leone XIV, che ha provveduto alla chiusura.

Nella capsa è stato deposto un contenitore metallico con la pergamena che attesta ufficialmente l’apertura e la chiusura della Porta Santa della basilica, firmata da alcuni dei presenti, insieme a medaglie e ricordi commemorativi.

Tra gli oggetti inseriti figurano una medaglia in oro e una in argento relative al primo anno di pontificato di Papa Leone XIV, una medaglia in argento corrispondente all’ultimo anno di pontificato di Papa Francesco, e dieci medaglie in bronzo a memoria del decennio tra il Giubileo della Misericordia del 2016 e il 2025. Sono state incluse anche una medaglia in bronzo della Sede Vacante 2025 e una medaglia commemorativa in argento preparata dalla basilica.

Nella capsa è stata inoltre riposta, all’interno di un sacchetto, la chiave della Porta Santa, simbolo tangibile del compimento del rito.

Sigillatura e conclusione del rito

La capsa in bronzo è stata collocata in un contenitore di piombo saldato e sigillato; il cardinale arciprete Harvey e l’arcivescovo Ravelli hanno quindi posizionato due mattoni, avviando la fase conclusiva della muratura.

L’apertura murata è stata infine coperta da una lastra di marmo recante una croce incisa. Il rito si è concluso con la recita del Padre nostro e la benedizione finale.

Questa sera è previsto il rito analogo per la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.

Significato e contesto

La muratura della Porta Santa rappresenta un atto liturgico e simbolico di grande rilievo nella tradizione giubilare della Chiesa cattolica: segna la conclusione del tempo speciale di grazia aperto dal Giubileo e celebra la continuità istituzionale tra i pontificati coinvolti.

Il coinvolgimento dell’arciprete della basilica, del cerimoniere pontificio e del maestro delle celebrazioni liturgiche sottolinea l’aspetto rituale e la cura tecnica necessaria per un evento che unisce dimensione spirituale, memoria storica e conservazione degli oggetti liturgici.

Negli archivi e nelle pratiche sacramentali della Santa Sede, questi gesti rafforzano il senso di comunione tra pellegrini e comunità ecclesiale, lasciando traccia materiale e documentale destinata a future consultazioni e celebrazioni.



Author: Tony
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