Scontro sul CLARITY Act: rendimento del dollaro e crisi di liquidità nella finanza decentralizzata

La proposta di legge sul mercato degli asset digitali denominata CLARITY, che ha saltato la seduta prevista per il 15 gennaio ed è stata rinviata alla fine del mese, si sta trasformando in uno scontro simbolico sulla capacità di intermediare il rendimento in dollari onchain: devono prevalere i protocolli aperti di finanza decentralizzata (DeFi) e le infrastrutture di pagamento alternative, o un ristretto insieme di grandi custodi e banche?

Le ultime bozze del testo, che restringono in modo più stringente le modalità con cui possono essere offerti incentivi sui stablecoin, hanno sollevato critiche da parte di emittenti di stablecoin e piattaforme istituzionali DeFi, i quali avvertono che la legge rischia di spingere il credito onchain all’estero invece di renderlo più sicuro all’interno dei Stati Uniti.

Dissenso di Coinbase e timori del settore

Coinbase ha ritirato il suo sostegno alla misura, segnando il punto di rottura delle preoccupazioni industriali: molti ritengono infatti che il compromesso favorisca gli attori tradizionali e imponga un modello punitivo per la DeFi e per i meccanismi di ricompensa.

Brian Armstrong said:

“Meglio non avere una legge che approvarne una sbagliata.”

Jake Chervinsky said:

“Si tratta di una normativa che potrebbe restare in vigore per cento anni. Possiamo prenderci tutto il tempo necessario per farla bene.”

Come CLARITY ridefinisce il rendimento in dollari onchain

Secondo il fondatore e CEO del mercato di credito onchain Clearpool, Jakob Kronbichler, il rischio principale della bozza è che i regolatori decidano dove il rendimento può esistere, anziché stabilire come gestire il rischio nei mercati onchain. Un simile approccio può limitare strutture di liquidità conformi sul territorio nazionale, spingendo l’attività verso giurisdizioni estere o verso pochi grandi intermediari già consolidati.

Jakob Kronbichler said:

“La domanda di rendimento in dollari non scomparirà a causa della normativa; se le strutture onchain conformi vengono ristrette, l’attività probabilmente si sposterà all’estero o si concentrerà in un numero limitato di intermediari tradizionali.”

Anche Ron Tarter, CEO dell’emittente di stablecoin MNEE e con esperienza legale, mette in guardia: se gli incentivi sui stablecoin saranno dirottati all’estero invece che resi trasparenti e conformi nel paese, gli Stati Uniti rischiano di perdere sia innovazione sia visibilità su questi mercati.

Sviluppatori, responsabilità e il test del controllo

Un elemento considerato positivo da alcuni osservatori è che la bozza non sembra identificare automaticamente come intermediari finanziari gli sviluppatori di software non‑custodial. Questa distinzione è vista come cruciale per preservare l’innovazione e facilitare l’adozione istituzionale di soluzioni decentralizzate.

La vera questione, tuttavia, rimane nell’assegnare obblighi di conformità agli attori che effettivamente controllano l’accesso, la custodia o i parametri di rischio: se il confine tra manutentori del software e soggetti che esercitano un controllo sostanziale si dovesse offuscare, i desk istituzionali potrebbero trovare difficile valutare le responsabilità e rifiutare prodotti di credito onchain rivolti al mercato statunitense.

Ron Tarter said:

“Il nodo sarà definire cosa significa decentralizzazione reale e come gestire situazioni in cui un piccolo gruppo può controllare in modo significativo gli esiti.”

Protezione del consumatore e trasparenza delle fonti di rendimento

Per i difensori della tutela dei risparmiatori, il problema centrale è distinguere chiaramente tra rendimenti opachi definiti dalle piattaforme — suscettibili di diluizione o riutilizzo dei fondi — e rendimenti derivanti dall’attività di rete, che sono più trasparenti dal punto di vista del disegno del protocollo.

Jesse Shrader said:

“È necessario che i token regolamentati dichiarino con chiarezza le fonti del loro rendimento, così che i consumatori possano valutare adeguatamente i rischi.”

Chi osserva il mercato auspica un approccio regolatorio proporzionato: un’impostazione troppo restrittiva potrebbe soffocare il mercato onchain conforme, mentre un approccio troppo permissivo potrebbe lasciare scoperti gli utenti rispetto a pratiche opache. L’obiettivo politico auspicabile è tutelare gli utenti senza vietare l’innovazione conforme né creare una normativa che soltanto i grandi custodi siano in grado di rispettare.

Implicazioni e prospettive legislative

La discussione sul testo di CLARITY avrà effetti di lungo periodo sulla localizzazione del credito istituzionale onchain e sui modelli di business delle piattaforme digitali. Il dibattito parlamentare dovrà bilanciare interessi di stabilità finanziaria, protezione dei consumatori e competitività dell’ecosistema tecnologico nazionale.

Un esame attento del linguaggio normativo, con test chiari sul controllo e requisiti di trasparenza per le fonti di rendimento, potrebbe offrire una soluzione capace di mantenere l’attività finanziaria conforme all’interno dei Stati Uniti senza soffocare le evoluzioni della DeFi e dei mercati onchain.