Istat: l’inflazione accelera, prezzi +1,5% nel 2025 e carrello della spesa più caro del 24% dal 2021
- 16 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Istat comunica che a dicembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2% rispetto a novembre 2025 e dell’1,2% rispetto a dicembre 2024, confermando la stima preliminare del tasso di inflazione.
In media annuale il 2025 chiude con una crescita dei prezzi al consumo pari all’1,5%, in accelerazione rispetto all’1,0% registrato nel 2024.
Fattori sottostanti all’accelerazione
L’aumento dell’inflazione a dicembre è stato trainato principalmente dalla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, passati da +0,9% a +2,6%, e dagli alimentari non lavorati, che sono saliti da +1,1% a +2,3%. Anche i servizi vari hanno contribuito all’accelerazione, mentre si è osservato un rallentamento dei prezzi dei beni non durevoli e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.
Contemporaneamente, si è accentuato il calo dei prezzi degli energetici regolamentati, la cui diminuzione è passata da -3,2% a -5,2%, una dinamica che ha parzialmente mitigato l’effetto dell’aumento nei comparti sopra citati.
Comportamento del carrello della spesa e dell’inflazione di fondo
L’inflazione di fondo, espressa al netto di energetici e alimentari freschi, è rimasta stabile a +1,7% a dicembre. Considerando la sola esclusione dei beni energetici, la variazione sale lievemente da +1,7% a +1,8%.
I prezzi dei Beni alimentari, cura della casa e persona hanno mostrato una accelerazione, passando da +1,5% a +1,9%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati da +2,0% a +2,2%. A livello congiunturale, la crescita è stata determinata soprattutto dall’aumento dei servizi di trasporto (+3,1%, anche per fattori stagionali) e dagli alimentari non lavorati (+0,4%), compensati solo in parte dalla diminuzione degli energetici regolamentati e da una lieve flessione dei servizi per la persona.
Indicatori armonizzati e misure alternative
L’Ipca (indice armonizzato dei prezzi al consumo) è aumentato dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua, confermando la stima preliminare; la variazione media annua per il 2025 è risultata pari a +1,7% rispetto al +1,1% del 2024.
L’Foi (indice al netto dei tabacchi) ha registrato una crescita dello 0,2% rispetto a novembre 2025 e dell’1,1% su base annua; la media d’anno è stata +1,4% (da +0,8% nel 2024). Per l’Ipca, la medesima misura dell’inflazione annuale è stata pari a +1,7% sia per le famiglie con livelli di spesa più bassi sia per quelle con spesa più elevata.
Andamento accumulato: carrello della spesa ed energetici
Nel periodo 2021–2025 l’aumento cumulato dell’indice generale dei prezzi è stato di 17,1 punti percentuali, mentre il carrello della spesa è cresciuto del 24%, evidenziando un aumento molto più marcato per i beni alimentari di prima necessità rispetto alla media dei prezzi.
Per gli energetici l’incremento cumulato nello stesso arco temporale è stato del 34,1%. Tale divergenza tra beni di consumo quotidiano ed energetici ha implicazioni significative per il bilancio delle famiglie e per le politiche pubbliche volte a sostenere il potere d’acquisto.
Antitrust ha avviato verifiche sul mercato alimentare per valutare dinamiche concorrenziali e trasparenza dei prezzi, in risposta al forte aumento del costo del carrello negli ultimi anni.
Implicazioni economiche e politiche
L’andamento dei prezzi rilevato a dicembre 2025 porta con sé alcune conseguenze pratiche: diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, particolare pressione sui redditi fissi e possibili richieste di adeguamenti salariali. Le autorità di politica monetaria e fiscale monitorano quindi sia l’inflazione complessiva sia le sue componenti core per calibrare eventuali interventi.
In ambito monetario, l’evoluzione dell’inflazione core e delle aspettative inflazionistiche è uno degli elementi che orientano le decisioni della Banca Centrale Europea in materia di tassi e di orientamento della politica monetaria. Sul fronte fiscale e della protezione sociale, i governi possono intervenire su trasferimenti, sussidi mirati e misure di contrasto alla povertà energetica e alimentare.
Prospettive e fattori di rischio
Le prospettive per l’inflazione nei prossimi mesi dipendono in larga misura dall’andamento dei mercati energetici, dall’evoluzione delle materie prime agricole, nonché dalle dinamiche dei salari e dai costi di trasporto. Un’attenzione particolare sarà riservata all’andamento dei prezzi alimentari e ai servizi di mobilità, che si sono dimostrati fattori determinanti nell’ultimo mese.
Per operatori economici, policy maker e consumatori resta centrale il monitoraggio delle misure più robuste di inflazione (come l’Ipca e la Foi) per valutare l’effettivo grado di pressione sui prezzi al dettaglio e per progettare interventi mirati a tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili.