Fertilità: la Fondazione Otb lancia un progetto ambizioso per preservarla
- 15 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Esiste una differenza cruciale tra le età della vita: quella della fertilità femminile non è illimitata, un aspetto che spesso viene sottovalutato nelle scelte personali e professionali. In Italia l’età media alla prima maternità è salita a 33,8 anni e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,18, trend che emerge con nettezza nel quadro del calo demografico degli ultimi anni.
Il contesto demografico e il ruolo del tempo biologico
Il fattore temporale ha un peso centrale quando si parla di maternità: posticipare decisioni riproduttive può ridurre significativamente le opzioni disponibili, anche quando la volontà di diventare genitori arriva in un secondo momento. Questo fenomeno è legato sia a dinamiche sociali — come l’allungamento dei percorsi di studio e carriera — sia a limiti biologici che non possono essere recuperati.
Il quadro demografico italiano riflette tali scelte: un tasso di fecondità basso e un’età di primo figlio in crescita incidono su politiche sociali, sul mercato del lavoro e sui sistemi di welfare, rendendo urgente una riflessione sulle misure di supporto alla genitorialità e sulla prevenzione dell’infertilità legata all’età.
L’iniziativa della Otb Foundation
Per rispondere a queste esigenze, la Otb Foundation, fondazione no profit del gruppo di moda Otb fondato da Renzo Rosso, ha lanciato in Italia un progetto pilota rivolto ai dipendenti delle sedi nazionali. L’iniziativa combina attività di educazione sulla fertilità con il finanziamento di percorsi di preservazione della fertilità, realizzati in collaborazione con il gruppo medico Genera PMA (Procreazione medicalmente assistita).
L’obiettivo dichiarato è favorire una genitorialità informata e libera, offrendo momenti di formazione, strumenti di prevenzione e supporto concreto per chi sceglie o necessita di interventi di preservazione della fertilità.
Arianna Alessi ha detto:
«Questo progetto si inserisce in una serie di iniziative volte a promuovere l’uguaglianza di genere nei luoghi di lavoro del Gruppo, sostenendo le donne nei loro obiettivi personali e professionali e garantendo che le decisioni relative alla maternità siano sempre più libere e individuali.»
Arianna Alessi ha detto:
«In aggiunta ai servizi già offerti — dall’asilo aziendale alla flessibilità oraria, fino al sostegno ai neogenitori e ai programmi di formazione — abbiamo voluto introdurre un ulteriore intervento, poiché la copertura del social freezing da parte della sanità pubblica è limitata a specifiche patologie o soggetta a lunghi tempi di attesa, rendendo spesso necessario rivolgersi al privato con costi elevati.»
Formazione, accesso alle cure e finanziamento aziendale
Il progetto è stato illustrato in un incontro dedicato alla prevenzione e al futuro riproduttivo dei lavoratori, con l’intento di fornire informazioni tempestive e percorsi concreti di supporto. Una delle linee di azione è il finanziamento di trattamenti per la preservazione della fertilità per le dipendenti che aderiranno al programma.
Questa scelta mira anche a ridurre le disuguaglianze di accesso: in assenza di interventi pubblici adeguati, la possibilità di ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita o a misure come il social freezing diventa un privilegio riservato a chi può sostenere costi privati elevati.
Interventi scientifici e importanza dell’informazione
Al confronto ha partecipato anche il mondo medico-scientifico per sottolineare l’urgenza di un’informazione più efficace. Secondo gli esperti, la tempestività della conoscenza sul declino della fertilità è uno strumento di prevenzione che può influire anche sui trend demografici nazionali.
Filippo Maria Ubaldi ha detto:
«Il tempo è la variabile biologica centrale della fertilità e, a differenza di altri fattori, non può essere recuperato.»
Filippo Maria Ubaldi ha detto:
«Il problema odierno non è tanto la mancanza di possibilità tecniche, quanto il ritardo nell’informazione. Quando la consapevolezza arriva tardi, le opzioni si riducono; informare precocemente è una forma concreta di prevenzione che può avere ricadute anche sul quadro demografico del Paese.»
Laura Rienzi ha detto:
«La preservazione della fertilità va interpretata considerando l’età biologica, la qualità ovocitaria e le possibilità oggi offerte dalla scienza. In questo contesto, il social freezing può rappresentare per alcune persone un’opzione valida in un percorso di vita e lavoro in evoluzione, senza tuttavia ignorare il ruolo centrale del tempo biologico.»
Implicazioni e prospettive per politiche e aziende
L’esperienza promossa dalla Otb Foundation mette in luce la possibilità che le aziende svolgano un ruolo attivo nella promozione della salute riproduttiva dei propri dipendenti, tramite informazione, servizi e contributi economici. Tali interventi possono integrare, ma non sostituire, azioni di policy pubbliche più ampie volte a facilitare l’accesso alle cure e a sostenere la genitorialità.
Per gli esperti, una strategia efficace richiede quindi sinergie tra istituzioni sanitarie, datori di lavoro e comunità scientifica: migliorare la comunicazione sui limiti biologici, ampliare l’offerta di servizi di prevenzione e valutare soluzioni organizzative che permettano di conciliare tempi di vita e lavoro sono elementi chiave per affrontare le sfide demografiche e sociali del paese.