Saks Global in fallimento: esce il ceo Baker, entra Van Raemdonck

Saks Global ha presentato istanza di fallimento mediante procedura volontaria ai sensi del Chapter 11 presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale del Texas, contestualmente annunciando un cambio alla guida esecutiva.

Richard Baker, nominato amministratore delegato il 2 gennaio, ha lasciato il ruolo dopo poche settimane; al suo posto è stato indicato Geoffroy van Raemdonck, membro del consiglio di amministrazione di Moncler Spa.

Geoffroy van Raemdonck ha dichiarato:

“Sono impaziente di assumere la carica di amministratore delegato e di proseguire il percorso di trasformazione dell’azienda, affinché Saks Global mantenga un ruolo centrale nel futuro del commercio al dettaglio di lusso.”

L’azienda ha assicurato che intende onorare i programmi dedicati alla clientela, continuare i pagamenti futuri ai fornitori e mantenere stipendi e benefit per i dipendenti durante la procedura.

Per sostenere le attività operative e le iniziative di ristrutturazione, Saks Global ha ottenuto un finanziamento di circa 1,75 miliardi di dollari dai creditori, finalizzato a fornire liquidità durante il periodo di riorganizzazione.

Dettagli dell’operazione e quadro giuridico

La procedura ai sensi del Chapter 11 permette a un debitore di continuare le operazioni mentre negozia un piano di ristrutturazione con i creditori sotto la supervisione del tribunale fallimentare statunitense.

Nel caso di Saks Global, il finanziamento ottenuto è di tipo debtor-in-possession ed è destinato a garantire operatività e pagamenti essenziali durante la fase di riorganizzazione aziendale.

Cause della crisi finanziaria

La crisi del gruppo è stata alimentata da un significativo aumento dell’indebitamento conseguente all’acquisizione del concorrente: Richard Baker, allora presidente della Hudson’s Bay Co., guidò l’acquisto di Saks Fifth Avenue nel 2013 e successivamente la fusione con Neiman Marcus Group per circa 2,65 miliardi di dollari, dando origine a Saks Global.

Quell’operazione ha caricato la nuova società con oltre 2 miliardi di dollari di nuovo debito proprio mentre le vendite globali del segmento lusso iniziavano a rallentare, erodendo i margini e la liquidità.

I fornitori hanno progressivamente ridotto le consegne a fronte di ritardi nei pagamenti e Saks Global non ha effettuato un pagamento di riferimento legato all’acquisizione pari a 100 milioni di dollari, scaduto a fine dicembre, aggravando le tensioni finanziarie.

Il debito complessivo del gruppo è ora stimato intorno a 5 miliardi di dollari, mentre il fatturato annuo si attesta sotto i 6 miliardi di dollari, una struttura finanziaria che ha reso difficoltosa la copertura degli obblighi correnti.

A differenza di alcuni concorrenti come Bloomingdale’s e Nordstrom, Saks aveva scelto di non ampliare l’offerta verso un lusso più accessibile, una strategia che non ha contribuito ad aumentare le vendite nei periodi di contrazione della domanda.

Patrimonio immobiliare e valore per i creditori

Un elemento di forza dell’azienda è il consistente patrimonio immobiliare che include i punti vendita di Saks Fifth Avenue, Saks Off 5th, Bergdorf Goodman e Neiman Marcus, per un’estensione complessiva stimata intorno a 1,2 milioni di metri quadrati in location strategiche.

Molti negozi sono coperti da contratti di locazione storici con canoni al di sotto del livello di mercato e da clausole che coinvolgono gli inquilini nelle scelte di riqualificazione dei centri commerciali, fattori che possono preservare valore nel processo di ristrutturazione o vendita.

In caso di fallimento strutturato, questi asset immobiliari rappresentano una leva significativa per i creditori che potrebbero acquisire controllo operativo o monetizzare gli spazi per recuperare parte dei finanziamenti concessi.

Implicazioni per stakeholders e scenari possibili

La procedura in Chapter 11 mira a preservare il valore aziendale mentre si negozia con i creditori; tra gli scenari possibili vi sono la ristrutturazione del debito, la vendita di asset non strategici o la cessione del controllo societario ai creditori.

Per i dipendenti e i fornitori, la priorità è la continuità dei pagamenti e delle forniture: il finanziamento ottenuto dovrebbe coprire salari e forniture essenziali nel breve periodo, ma rimangono rischi su termini e tempistiche delle ricompense.

Per i clienti, il gruppo ha dichiarato l’intenzione di mantenere i programmi commerciali e l’operatività, ma la riorganizzazione potrebbe comportare la chiusura di alcuni punti vendita o la modifica dell’offerta commerciale in funzione della sostenibilità economica.

Il ruolo del tribunale fallimentare sarà centrale nel valutare il piano di ristrutturazione, nell’approvare il finanziamento debtor-in-possession e nel supervisionare eventuali transazioni che riguardino asset rilevanti o la governance aziendale.

Nel medio termine, la sorte di Saks Global dipenderà dall’efficacia del piano di ristrutturazione, dalla capacità di riallineare costi e redditività e dall’eventuale interesse di investitori o operatori del settore disposti a rilevare porzioni dell’attività.



Author: Tony
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