Perché il ciclo quadriennale di Bitcoin ha vacillato e cosa ci aspetta
- 13 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il 2025 si è rivelato deludente per molti investitori in criptovalute: il consueto ciclo quadriennale di Bitcoin ha generato un rimbalzo più contenuto del previsto e non ha innescato una ripresa diffusa nel mercato delle altcoin. Secondo il market maker di criptovalute Wintermute, il cambiamento osservato sembra essere strutturale piuttosto che una semplice pausa ciclica, rendendo la possibile ripresa del 2026 dipendente da fattori ancora incerti.
Nel suo rapporto sul mercato OTC degli asset digitali, Wintermute afferma che il consolidato meccanismo di “riciclo” dei capitali — per cui i guadagni in Bitcoin e Ether venivano redistribuiti nelle altcoin alimentando rally narrativi prolungati — si è interrotto nel 2025.
Al contrario, la liquidità si è concentrata su un ristretto gruppo di asset a grande capitalizzazione, in larga parte trainati dagli ETF e dagli afflussi istituzionali. Ne è derivata una breadth di mercato più ridotta e una maggiore divergenza nelle performance, con il capitale che è diventato più selettivo invece di ruotare ampiamente tra token.
Dinamiche di mercato nel 2025
La diffusione dei US spot Bitcoin ETF ha ulteriormente inclinato i mercati degli asset digitali verso la partecipazione istituzionale, accentuando la concentrazione sui principali asset. Questa tendenza ha ridotto la partecipazione speculativa su progetti più piccoli e ha favorito le valute digitali considerate più liquide e accessibili da operatori professionali.
Il risultato è stato un mercato con meno fenomeni di rally simultanei per un ampio numero di token e con movimenti di prezzo più decisi su pochi prodotti chiave.
Osservazioni di Wintermute
Wintermute said:
“Il 2025 ha fornito prove che il tradizionale ciclo quadriennale sta diventando obsoleto. La breadth di mercato si è ridotta significativamente, con i rally delle altcoin che sono durati in media circa 20 giorni, contro i circa 60 giorni dell’anno precedente. Solo un piccolo numero di token ha sovraperformato, mentre il mercato più vasto ha continuato a scendere, penalizzato dagli overhang legati ai token unlock.”
Perché la breadth si è compressa
Tra i fattori che hanno contribuito alla compressione figurano i grandi afflussi verso strumenti regolamentati come gli ETF, la crescita delle casse digitali delle imprese (treasury companies) focalizzate su pochi asset e la persistenza di sovrani problemi tecnici e finanziari legati allo sblocco programmato di token (token unlock) che ha creato pressioni di offerta.
Inoltre, la memoria del mercato riguardo al bear market 2022–2023 — caratterizzato da perdite marcate, fallimenti di operatori e liquidazioni forzate — ha ridotto la propensione al rischio del retail, mentre gli investitori istituzionali hanno aumentato la loro predominanza nelle dinamiche di prezzo.
Cosa servirebbe per migliorare il 2026
Secondo Wintermute, la ripresa del mercato nel 2026 richiederebbe almeno uno dei seguenti sviluppi:
1) l’espansione dei mandati di ETF e delle treasury aziendali digitali oltre i soli Bitcoin e Ether, permettendo una maggiore allocazione su asset differenti;
2) una nuova forte performance dei principali asset in grado di generare un effetto ricchezza esteso e riaccendere l’interesse verso altre classi di token;
3) il ritorno dell’attenzione degli investitori retail verso le criptovalute, oggi maggiormente concentrate su temi come l’intelligenza artificiale, le azioni e le materie prime.
Il ruolo degli investitori retail
Riportare gli investitori al dettaglio nel mercato crypto non è semplice. Nei periodi recenti molti piccoli risparmiatori hanno preferito strategie di accumulo regolari verso indici azionari come il S&P 500 o temi ad alto potenziale come intelligenza artificiale, robotica e informatica quantistica, che hanno offerto rendimenti competitivi rispetto alle criptovalute nel 2025.
Alcuni osservatori del settore ritengono che il ritorno del retail dipenda più dalle condizioni macroeconomiche che dalla sola narrativa di mercato. In particolare, le mosse di politica monetaria della banca centrale statunitense giocano un ruolo chiave.
Own Lau said:
“I nuovi flussi di partecipazione sono probabilmente legati a quanto aggressivamente la Federal Reserve ridurrà i tassi, creando un ambiente di capitale più economico e una maggiore propensione al rischio.”
Le aspettative di mercato, monitorate anche attraverso strumenti come il tool FedWatch del CME Group, indicano attualmente la possibilità di alcune riduzioni dei tassi nel corso dell’anno, un elemento che potrebbe alterare significativamente il bilancio rischio/rendimento per gli investitori in asset rischiosi.
Implicazioni e scenari per il futuro
Se le banche centrali dovessero allentare la politica monetaria, si creerebbero condizioni più favorevoli a un ritorno della liquidità verso asset rischiosi, incluse le criptovalute. Tuttavia, l’impatto potrebbe concentrarsi ancora una volta sui principali asset, a meno che non si verifichi una diversificazione degli strumenti regolamentati o un ampliamento dei mandati istituzionali.
Al contrario, se la domanda rimane ancorata a temi tecnologici alternativi e la struttura del mercato digitale resta dominata da pochi grandi partecipanti, la trasformazione osservata nel 2025 potrebbe consolidarsi e rendere meno probabile una ripresa ampia nel breve termine.
Conclusione
Il 2025 ha evidenziato come il mercato delle criptovalute sia in una fase di transizione: la crescente influenza istituzionale e la concentrazione di liquidità hanno modificato le dinamiche storiche di rotazione dei capitali. Per il 2026, l’esito dipenderà dall’interazione tra decisioni di politica monetaria, evoluzione dei veicoli regolamentati come gli ETF e dalla capacità del mercato di attrarre nuovamente gli investitori retail.