Strade Sicure: quanti militari sono davvero impiegati e cosa potrebbe cambiare in 12 domande e risposte
- 13 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
E quanti sono i militari impiegati nelle attività nazionali e all’estero? Oltre 6.000 unità sono dedicate all’operazione Strade Sicure, mentre circa 7.400 militari sono dislocati all’estero in 17 operazioni e 22 missioni, distribuiti in 25 Paesi tra Europa e bacino del Mediterraneo, Medio Oriente e Africa.
Origini e quadro normativo
L’operazione Strade Sicure è nata il 4 agosto 2008 con la legge 125/2008, che ha introdotto la possibilità di impiegare personale delle Forze Armate per esigenze straordinarie di prevenzione della criminalità in aree metropolitane o ad alta densità abitativa. Il personale militare è posto a disposizione dei prefetti e viene impiegato per la vigilanza di siti e obiettivi sensibili nonché per attività di pattugliamento congiunto alle Forze di Polizia.
Successivamente la disciplina è stata aggiornata: la legge 178/2020 ha prorogato e regolamentato ulteriormente l’impiego militare per la prevenzione della criminalità e del terrorismo, attribuendo al personale militare funzioni di agente di pubblica sicurezza quando operante nell’ambito dell’operazione.
Il primo contingente aveva una consistenza iniziale di 3.000 militari per sei mesi, impiegati a supporto dei prefetti per la vigilanza di siti sensibili — inclusi i centri di accoglienza — e per attività di perlustrazione in concorso con le Forze di Polizia. Nel corso degli anni disposizioni successive hanno variato organici e durata; la manovra 2025 ha prorogato l’impiego fino al 2027 con un contingente stabilito in 6.000 unità.
Risultati e attività svolte
I dati complessivi delle attività realizzate dall’avvio dell’operazione evidenziano un forte impegno sul territorio: sono stati effettuati oltre 60 milioni di controlli a persone e veicoli e registrati più di 100.000 fermi, arresti o denunce.
Tra i risultati operativi rientrano il sequestro di circa 2.000 armi, il ritiro di 17.000 veicoli e il recupero di oltre 2,5 tonnellate di sostanze stupefacenti. Sul versante ambientale, l’impiego dei militari nella sorveglianza della Terra dei Fuochi ha permesso di individuare quasi 2.000 incendi dolosi e oltre 8.300 siti di sversamento illecito, avvalendosi anche dell’impiego di droni per il monitoraggio di aree estese.
Queste attività hanno integrato i controlli ordinari delle forze di polizia, fornendo capacità di sorveglianza aggiuntive e supporto logistico e tecnologico alle autorità locali e agli enti preposti alla tutela ambientale.
Evoluzione del perimetro operativo
Nel tempo il perimetro operativo dell’operazione è stato esteso per rispondere a esigenze specifiche decise dal Governo, pur rimanendo nell’ambito della stessa iniziativa. In occasione di grandi eventi o situazioni emergenziali lo Stato ha incrementato e diversificato l’impiego dei militari.
Tra gli eventi che hanno richiesto un rafforzamento si ricordano EXPO 2015, il Giubileo della Misericordia, il G7, il sisma nel Centro Italia, l’emergenza sull’Isola di Ischia, la XXX Universiade e il Vertice G20 di Roma. Durante il Giubileo della Misericordia oltre 1.500 militari sono stati impiegati su scala nazionale, con un massiccio presidio su Roma e un potenziamento del dispositivo di difesa aerea curato dall’Aeronautica Militare.
In periodo di emergenza sanitaria la dotazione dell’operazione è stata temporaneamente incrementata: da maggio 2020 a marzo 2022 il contingente è stato rafforzato con 753 militari per sopperire alle necessità legate all’emergenza Covid.
Compiti e limiti dei militari
Il piano di impiego del personale militare è adottato con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero della Difesa, previa consultazione del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica integrato dal Capo di stato maggiore della difesa e con preventiva informazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Ministro dell’Interno riferisce periodicamente alle competenti commissioni parlamentari.
I militari impiegati nell’operazione assumono la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, il che consente loro di effettuare fermi per identificazione, per la ricerca di armi o droga e interventi in caso di flagranza di reato. Agiscono in concorso con le Forze di Polizia per il presidio del territorio e la tutela di obiettivi sensibili.
Tuttavia i militari non rivestono la qualifica di agenti di polizia giudiziaria: non possono avviare indagini di propria iniziativa, ricevere denunce formali o procedere a interrogatori giudiziari. Le attività investigative e le funzioni tipiche della polizia giudiziaria restano di competenza delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia civilmente preposte.
Impatto istituzionale e prospettive
L’impiego delle Forze Armate in operazioni come Strade Sicure risponde a esigenze di sicurezza e di integrazione tra capacità militari e forze di polizia, specialmente in contesti urbani ad alta criticità o durante eventi ad alto rischio. Tale scelta solleva questioni di governance e controllo democratico, che vengono affrontate attraverso la normativa di riferimento e il ruolo di vigilanza delle commissioni parlamentari.
In prospettiva, eventuali modifiche alla durata, all’organico e alle funzioni dell’operazione dipenderanno dall’analisi del contesto di sicurezza, dalle valutazioni delle istituzioni competenti e dagli orientamenti di politica pubblica volti a bilanciare la tutela dell’ordine con il rispetto dei confini costituzionali delle funzioni militari e di polizia.