Il comune di Milano ordina la demolizione dei cantieri in via Fauché
- 12 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È il primo caso di questo tipo e resta da verificare se sarà isolato o se porterà a decisioni analoghe anche per altri cantieri; in ogni caso segna un passaggio significativo nella complessa vicenda giudiziaria che riguarda l’urbanistica a Milano. Ieri il Comune di Milano ha ordinato l’abbattimento dei lavori in corso in via Fauché, relativi a un grattacielo con circa 200 appartamenti realizzato all’interno di un cortile, progetto che era stato posto sotto sequestro per presunto abuso edilizio.
Secondo quanto comunicato da Palazzo Marino, l’ordine di demolizione è conseguenza della sentenza dello scorso novembre del Consiglio di Stato, che ha ritenuto che le caratteristiche dell’intervento superassero i limiti della ristrutturazione ricostruttiva.
La pronuncia del Consiglio di Stato chiarisce che, per qualificare un’operazione come semplice ristrutturazione e quindi permettere l’utilizzo di una super Scia, è necessario che demolizione e ricostruzione siano atto contestuale e che l’intervento rispetti la sagoma e la volumetria preesistenti. Secondo i giudici, l’intervento in via Fauché non soddisfa tali condizioni.
Il palazzo costruito nel cortile può dunque essere demolito in quanto non è stato completato e non ospita ancora inquilini né quelle cosiddette famiglie sospese che in altri casi hanno complicato eventuali provvedimenti demolitori. Proprio questa assenza di occupanti rende più agevole l’esecuzione dell’ordine rispetto a situazioni ormai concluse.
Contesto giuridico e amministrativo
La sentenza amministrativa può avere un valore più limitato e riferito al singolo caso, ma introduce un quadro interpretativo che le amministrazioni locali devono tenere in considerazione. Il confronto tra gli strumenti urbanistici — come il Pgt — e le procedure autorizzative semplificate, quali la Scia o la super Scia, si sta ridefinendo alla luce di pronunciamenti giurisdizionali che precisano i presupposti per qualificare gli interventi edilizi.
Per i comuni questo significa una maggiore attenzione nella valutazione preliminare dei titoli edilizi e nell’applicazione di criteri che tutelino sia il paesaggio sia la sicurezza giuridica dei procedimenti amministrativi.
Ripercussioni sulle politiche comunali
Nei fatti la scelta di intervenire su via Fauché si inscrive in una più ampia revisione delle scelte urbanistiche attuata da Palazzo Marino. L’amministrazione sta modificando il Pgt per privilegiare il Piano attuativo come strumento principale per rilasciare autorizzazioni, ha rimodulato competenze e procedure legate alla vecchia commissione Paesaggio e richiede alle imprese immobiliari di adeguare i propri titoli a costruire, rinunciando talvolta a Scia già ottenute e corrispondendo oneri di urbanizzazione aggiuntivi.
Queste scelte amministrative mirano a garantire maggiore controllo e trasparenza nelle trasformazioni urbane, ma hanno anche effetti immediati sul settore immobiliare, influenzando tempi di cantierizzazione e valori delle operazioni già avviate.
Termini di esecuzione e sanzioni
Dal momento della notifica del provvedimento, il proprietario dell’area dispone di 90 giorni per procedere alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi. In caso di inadempienza, dal 91° giorno è prevista una sanzione amministrativa che va da 2.000 a 20.000 euro e, come misura coercitiva, il Comune di Milano può acquisire gratuitamente l’area al patrimonio pubblico.
L’esito del caso di via Fauché sarà osservato attentamente da amministrazioni, operatori immobiliari e soggetti coinvolti nelle pratiche urbanistiche, perché potrà influire su futuri orientamenti interpretativi e sulle prassi autorizzative adottate nei procedimenti locali.