Paesi emergenti spingono il boom degli smartphone: Apple resta regina
- 12 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il lancio dell’iPhone 17 ha generato un impulso evidente nel quarto trimestre, mentre l’iPhone 16 ha continuato a registrare buone prestazioni in mercati come Giappone, India e nel Sud-est asiatico. A rafforzare la domanda ha contribuito anche il cosiddetto effetto rimbalzo del ciclo di sostituzione post-pandemia: milioni di utenti che avevano rimandato l’aggiornamento del dispositivo sono tornati a sostituire i terminali.
Apple ha ottenuto, nel quarto trimestre del 2025, una quota record pari a un quarto delle spedizioni globali, il livello più elevato mai raggiunto dall’azienda in un singolo trimestre.
Samsung si è posizionata al secondo posto con il 19% del mercato e una crescita annua contenuta, intorno al 5%. Il resto del mercato è dominato da produttori cinesi, con in testa Xiaomi, seguita da Vivo e Oppo.
Al di fuori della top five, alcuni marchi emergenti hanno mostrato performance particolarmente rilevanti: Nothing e Google, ad esempio, hanno segnato crescite rispettivamente del 31% e del 25% nel 2025, intercettando nicchie di consumatori attratti da design distintivi, integrazione software e strategie di prezzo mirate.
2026: stime in calo
Lo scenario per il 2026 appare invece più complesso. Secondo i dati e le analisi di Counterpoint, il mercato globale degli smartphone è destinato a rallentare a causa di limitazioni nell’approvvigionamento di componenti chiave, in particolare di DRAM e NAND, insieme a un aumento generalizzato dei costi dei materiali.
I produttori di chip stanno concentrando risorse e investimenti sulle infrastrutture per i data center dedicate all’intelligenza artificiale, riducendo temporaneamente la capacità produttiva destinata al segmento degli smartphone. Questo cambio di priorità ha già iniziato a tradursi in primi rincari nei prezzi al dettaglio. Sulla base di queste dinamiche, la società di ricerca ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2026, tagliando le stime di spedizioni di circa il 3% rispetto alle proiezioni precedenti.
Le ripercussioni operative e commerciali potrebbero essere significative: margini più stretti per i produttori, aumento del prezzo finale per i consumatori o una compressione delle funzionalità dei dispositivi per contenere i costi. I segmenti di fascia media e bassa sono i più esposti a variazioni di prezzo sensibili, mentre i brand premium potrebbero assorbire meglio l’incremento dei costi grazie alla maggiore capacità di trasferirli sul prezzo finale.
Per mitigare l’impatto, le aziende del settore stanno valutando diverse strategie: diversificazione dei fornitori, accordi di fornitura pluriennali, maggiore integrazione verticale, ottimizzazione del bill of materials e un rafforzamento delle offerte di servizi digitali per compensare i ricavi hardware. Anche le politiche pubbliche volte a incentivare la capacità produttiva nazionale di semiconduttori possono giocare un ruolo nella riduzione della vulnerabilità alle strozzature globali.
Dal punto di vista geografico, mercati con forti dinamiche di sostituzione come India e il Sud-est asiatico mostrano ancora segnali di resilienza, ma l’incertezza sui prezzi e sulla disponibilità dei componenti potrebbe rallentare i ritmi di crescita. Nel complesso, gli analisti prevedono per il 2026 una contrazione moderata del mercato con opportunità selettive per marchi agili e per chi saprà adattare la propria catena di fornitura e il proprio modello commerciale.