Corea del Sud apre alle società: via libera agli investimenti in criptovalute dopo nove anni
- 12 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Financial Services Commission (FSC) della Corea del Sud sta aggiornando le proprie linee guida per permettere alle società di investire in asset digitali, ponendo fine a un divieto durato nove anni sulle partecipazioni istituzionali nel settore.
Un alto funzionario della Financial Services Commission (FSC) ha detto:
“Pubblicheremo le linee guida definitive a gennaio o febbraio e consentiremo le transazioni in valuta virtuale per scopi di investimento e finanziari da parte di persone giuridiche.”
Dettagli delle nuove linee guida
Le norme proposte consentirebbero alle società quotate e agli investitori professionali di destinare fino al 5% del capitale di rischio aziendale a cripto-asset, ponendo però vincoli significativi su quali strumenti e dove possano essere negoziati.
Gli investimenti sarebbero limitati alle prime 20 criptovalute per capitalizzazione di mercato e potrebbero essere effettuati esclusivamente sulle cinque principali piattaforme regolamentate operanti in Corea del Sud.
Rimane aperto il dibattito sull’inclusione dei stablecoin ancorati al dollaro, come Tether e il suo USDT, che richiedono ulteriori valutazioni da parte delle autorità competenti.
Motivazioni e contesto normativo
Il divieto originario risale al 2017, quando le autorità finanziarie limitarono la partecipazione istituzionale per timori legati al riciclaggio di denaro e alla tutela degli investitori. La revisione attuale è parte di uno sforzo più ampio per bilanciare l’innovazione digitale con i requisiti di contrasto allecircolazione illecita di capitali.
La pubblicazione delle linee guida aggiornate è stata comunicata al gruppo di lavoro sui cripto il 6 gennaio, mentre un approccio graduale alla liberalizzazione era stato annunciato in una fase preparatoria prevista per il 2025.
Limitazioni operative e requisiti di conformità
Oltre al limite del 5% sul capitale, le imprese dovranno operare su mercati regolamentati e rispettare norme di trasparenza, rendicontazione e gestione del rischio stabilite dall’autorità di vigilanza. Le regole mirano a evitare esposizioni eccessive e a garantire che le transazioni aziendali possano essere tracciate e sottoposte a controlli anti-riciclaggio.
Per i stablecoin si valuta l’introduzione di requisiti patrimoniali stringenti e di meccanismi che tutelino il diritto degli utenti alla conversione, allineandosi alle pratiche internazionali in materia di riserve e trasparenza.
Potenziale impatto sui mercati coreani
Secondo le stime riportate, l’apertura alle partecipazioni societarie potrebbe convogliare nei mercati cripto somme dell’ordine di decine di trilioni di won. Un esempio citato è Naver, che disponendo di un capitale azionario rilevante potrebbe, in teoria, allocare fondi significativi in Bitcoin o altri asset consentiti.
L’accesso regolamentato degli operatori istituzionali potrebbe stimolare la domanda e facilitare lo sviluppo di prodotti finanziari locali, come fondi negoziati in borsa spot su Bitcoin (ETF) e la diffusione di strutture di tesoreria in asset digitali (DAT).
Al contempo, una maggiore apertura interna ridurrebbe l’incentivo per le grandi aziende a spostare investimenti all’estero per aggirare le limitazioni locali, favorendo invece la crescita dell’ecosistema cripto nazionale e delle startup blockchain.
Strategia nazionale su CBDC e stablecoin
Il governo ha inserito la moneta digitale di banca centrale (CBDC) e la regolamentazione dei stablecoin tra gli obiettivi strategici, puntando a impiegare tramite CBDC una quota significativa dei pagamenti del tesoro nazionale entro il 2030.
Il piano di politica economica comprende anche l’istituzione di un regime di autorizzazione per gli emittenti di stablecoin, con requisiti quali la copertura integrale delle riserve e garanzie legali per il diritto di rimborso degli utenti, misure volte a rafforzare la fiducia e la stabilità del sistema.
Prossimi passi e implicazioni per gli operatori
Le linee guida definitive, attese per i prossimi mesi, definiranno termini operativi, criteri di ammissibilità degli asset e obblighi di conformità. Le imprese interessate dovranno preparare policy interne di gestione del rischio e adeguare le procedure di rendicontazione per rispettare i nuovi vincoli normativi.
Per le autorità sarà fondamentale monitorare l’impatto sull’integrità dei mercati e sull’adeguatezza patrimoniale delle società, mantenendo un equilibrio tra promozione dell’innovazione finanziaria e tutela degli stakeholder.
Il quadro normativo in evoluzione in Corea del Sud si inserisce nel più ampio dibattito globale su come integrare gli asset digitali nei sistemi finanziari tradizionali, garantendo al contempo controlli efficaci contro rischi sistemici e operativi.