Pressione del governo degli Stati Uniti indicata come una delle principali cause dell’esclusione bancaria
- 12 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un nuovo rapporto dell’istituto di riflessione Cato Institute sostiene che la maggior parte dei casi di debanking negli Stati Uniti è riconducibile a pressioni governative più che a scelte autonome degli istituti finanziari.
Risultati principali del rapporto
Secondo l’analisi condotta dall’analista Nicholas Anthony, le chiusure di conti o il rifiuto di servizi bancari possono manifestarsi in forme differenti e quasi sempre coinvolgono un’interazione tra istituzioni finanziarie e autorità pubbliche.
Nicholas Anthony said:
“While media and political narratives often attribute these closures to political or religious discrimination, this study finds that the majority of debanking cases stem from governmental pressure.”
Tipologie di debanking
L’autore distingue varie modalità con cui si verifica il fenomeno: quella legata a motivazioni religiose o politiche, quando si ritiene che una banca chiuda un conto per convinzioni del cliente; la forma operativa, quando la chiusura è decisa perché il rapporto non è più ritenuto conveniente dall’istituto; e la forma imposta, derivante da interventi o pressioni delle autorità governative.
Debanking governativo: diretto e indiretto
Nel rapporto viene sottolineato che il debanking legato allo Stato può avvenire in due modalità: in modo diretto, attraverso ordini, lettere o provvedimenti che richiedono l’interruzione del servizio; oppure in modo indiretto, tramite regolamentazioni, linee guida o pressioni regolatorie che rendono il mantenimento del rapporto oneroso per la banca.
Nicholas Anthony said:
“Based on public evidence, governmental debanking appears to be the most significant issue majority of cases over time can be found where government officials have intervened in the market by either directly or indirectly telling banks how to run their business.”
Come esempio di intervento diretto, il rapporto cita lettere indirizzate da agenzie federali — tra le quali la Federal Deposit Insurance Corporation — a istituti finanziari con l’invito a sospendere attività legate ai servizi per il settore crypto.
Nicholas Anthony said:
“Furthermore, the agency failed to provide a timeline or follow up with those financial institutions. So, in practice, these letters were effectively termination orders.”
Esempi e impatto sul settore crypto
Negli ultimi anni molte società del settore crypto hanno denunciato la chiusura di conti o il rifiuto di servizi bancari. Tali azioni sono spesso interpretate dagli operatori come parte di una strategia politica volta a limitare l’espansione degli asset digitali.
Tra i casi pubblici, il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, ha negato che la propria banca chiuda conti per motivi religiosi o politici, sostenendo che le pressioni provengono da entrambe le parti del panorama politico statunitense. In altri episodi, imprenditori del settore come Jack Mallers (CEO di Strike) e Houston Morgan (responsabile marketing di ShapeShift) hanno segnalato la chiusura di conti personali senza spiegazioni chiare.
Proposte di intervento e ruolo del Congresso
L’analisi indica che, oltre agli interventi esecutivi e alle nomine in senso favorevole al crypto operati da alcune amministrazioni, è il Congresso che potrebbe adottare riforme strutturali per attenuare il fenomeno del debanking.
Tra le proposte avanzate nello studio figurano la revisione del Bank Secrecy Act, la soppressione di regole di riservatezza che rendono opache le segnalazioni tra autorità e banche e l’eliminazione della pratica della regolazione basata sul cosiddetto rischio reputazionale, che spesso induce gli istituti a interrompere rapporti per timore di ripercussioni esterne.
Nicholas Anthony said:
“Doing so would reduce the incentives to debank, expose how widespread debanking has become, and cut out the tools that the government has used to pressure banks and other financial institutions.”
Nicholas Anthony said:
“If Congress wants to bring relief and reduce the debanking phenomenon, it’s time to eliminate the confidentiality that has shrouded the system. It’s time to take the practice of reputational risk regulation off the table. And it’s time to reform the Bank Secrecy Act regime that has deputized financial institutions as law enforcement investigators.”
Conseguenze politiche e regolamentari
Qualsiasi cambiamento normativo comporterebbe ricadute significative: da un lato ridurrebbe il potere delle autorità di usare strumenti informali per influenzare il mercato bancario; dall’altro richiederebbe meccanismi di controllo e trasparenza per evitare rischi di riciclaggio o frode. Per questo motivo le proposte di riforma implicano un bilanciamento tra tutela della privacy, efficienza della lotta al crimine finanziario e garanzie per la libertà economica.
In sintesi, il rapporto del Cato Institute sollecita un dibattito pubblico e legislativo più approfondito sulle modalità con cui lo Stato e le autorità regolatorie interagiscono con il sistema bancario, al fine di limitare pratiche che possono avere effetti sistemici sui diritti finanziari dei cittadini e sulla competitività dei settori emergenti.