Colombia impone l’obbligo di segnalazione per gli exchange di criptovalute

Colombia ha introdotto un regime obbligatorio di segnalazione per i fornitori di servizi legati alle criptovalute, imponendo a exchange e intermediari di raccogliere e trasmettere dati su utenti e transazioni come parte della vigilanza sul settore degli asset digitali.

La disciplina è contenuta nella Risoluzione 000240, pubblicata il 24 dicembre, che incorpora un regime di segnalazione per le criptovalute allineato agli standard internazionali sviluppati dall’OECD, incluso il Crypto-Asset Reporting Framework (CARF).

Secondo le nuove disposizioni, gli exchange, i custodi e altri fornitori di servizi devono comunicare informazioni identificative e dati sulle transazioni relative agli utenti definibili come “reportabili”, consentendo lo scambio automatico di tali informazioni con le autorità fiscali estere.

La risoluzione stabilisce inoltre obblighi di due diligence e criteri di valutazione, compresi metodi per la determinazione del valore di mercato, e prevede sanzioni per i fornitori che non rispettano i requisiti normativi.

Le obbligazioni di segnalazione sono rivolte ai fornitori di servizi e non impongono direttamente obblighi di comunicazione ai singoli utenti; tuttavia la raccolta e la trasmissione dei dati potrebbero avere implicazioni pratiche per la privacy e le procedure operative delle piattaforme.

La norma entra in vigore con la pubblicazione e richiede alle piattaforme interessate di aggiornare i propri sistemi di conformità e reporting prima dei primi cicli informativi previsti dal nuovo quadro normativo.

Quadro normativo internazionale e rapporti con il CARF

Il CARF rappresenta uno standard globale sostenuto dall’OECD per la raccolta e lo scambio automatico di dati su transazioni e conti legati a criptovalute. L’obiettivo è colmare le lacune informative che possono ostacolare l’applicazione delle norme fiscali a livello transnazionale.

In un aggiornamento di novembre, l’OECD ha indicato che circa 48 giurisdizioni hanno già adottato o stanno per rendere applicabili norme compatibili con il CARF, mentre altre 27 sono previste avviare lo scambio di informazioni entro il 2028. Questo processo mira a creare coerenza regolamentare e facilitare l’identificazione di redditi transfrontalieri derivanti da asset digitali.

Impatto sulle piattaforme e sugli utenti

Per le piattaforme l’adeguamento comporterà aggiornamenti dei sistemi di identificazione degli utenti, dei registri delle transazioni e dei processi di valutazione degli asset. Tali cambiamenti implicano investimenti tecnologici e risorse umane per rispettare le scadenze e gli standard di qualità richiesti dalle autorità fiscali.

L’applicazione pratica del nuovo regime solleva questioni operative e di tutela della privacy, poiché i dati raccolti potrebbero essere condivisi tra più autorità fiscali internazionali. Le piattaforme dovranno bilanciare obblighi di trasparenza fiscale e conformità alle norme nazionali sulla protezione dei dati.

In termini di tempistiche globali, è previsto che il primo ciclo di segnalazione relativo al CARF inizi nel 2026, con i primi scambi automatici di informazioni attesi per il 2027; questi passaggi richiedono che i fornitori di servizi adeguino in anticipo i propri processi.

Negli Stati Uniti è in discussione una normativa denominata CLARITY Act, che potrebbe essere approvata nel 2026 e definire in modo organico classificazione, tassazione ed emissione degli asset digitali, introducendo un quadro normativo più chiaro per operatori e investitori.

Parimenti, alcune autorità in India hanno espresso preoccupazioni sul fatto che le transazioni in criptovalute possano complicare l’attività di accertamento fiscale, segnalando rischi da valutare a livello parlamentare e amministrativo.

Conseguenze politiche e amministrative

L’introduzione di obblighi di segnalazione per i fornitori di servizi cripto ha diverse ricadute politiche: favorisce un maggiore allineamento internazionale nella lotta all’evasione, aumenta la capacità delle autorità fiscali di accertare redditi transfrontalieri e rafforza la cooperazione amministrativa tra stati.

Tuttavia, l’implementazione comporta anche sfide: la necessità di armonizzare criteri di valutazione per asset spesso volatili, la definizione di procedure di due diligence uniformi e la gestione delle possibili tensioni con normative nazionali sulla riservatezza dei dati.

Dal punto di vista economico, requisiti più stringenti potrebbero aumentare i costi di compliance, specialmente per operatori di minori dimensioni, spingendo il mercato verso una concentrazione o verso l’offerta di servizi tramite giurisdizioni con regimi regolatori più favorevoli.

Prossimi passi e raccomandazioni operative

Le piattaforme interessate dovranno innanzitutto valutare gli impatti tecnici e normativi della Risoluzione 000240, aggiornare i sistemi di identificazione clienti e le procedure di monitoraggio delle transazioni e predisporre report in conformità con i formati richiesti.

Le autorità fiscali nazionali, in coordinamento con organismi internazionali, dovranno fornire chiarimenti operativi sui criteri di valutazione e sulle modalità di scambio delle informazioni per ridurre incertezze applicative e garantire omogeneità nelle pratiche di controllo.

In prospettiva, l’evoluzione normativa richiederà attenzione continua da parte degli operatori, investimenti in conformità e una cooperazione rafforzata tra enti fiscali e regolatori per bilanciare efficacemente trasparenza fiscale, innovazione finanziaria e tutela dei diritti degli utenti.

In sintesi, l’adozione di obblighi di segnalazione in Colombia si inserisce in un più ampio movimento internazionale volto a migliorare la trasparenza fiscale nel mercato delle criptovalute, con conseguenze operative, amministrative e politiche che richiederanno adattamenti sia da parte delle piattaforme che delle autorità.