La corsa globale all’ia sta ridisegnando crescita e lavoro: l’analisi di Lombard Odier

Secondo la recente Global CIO Viewpoint, redatta da Michael Strobaek, Global Chief Investment Officer, e da Filippo Pallotti, Macro Strategist, presso la Banque Lombard Odier & Cie SA, l’adozione dell’Intelligenza Artificiale promette di esercitare un contributo tangibile e crescente sulla produttività e sulla crescita potenziale dell’economia degli Stati Uniti nel prossimo decennio.

Il rapporto stima che, in assenza di shock esterni significativi, l’AI potrebbe incrementare la crescita potenziale degli Stati Uniti fino a circa il 2,1% annuo in media nei prossimi dieci anni, con un picco stimato intorno al 2,4% nella metà degli anni 2030. Questo progresso sarebbe soprattutto il risultato di guadagni di produttività del lavoro, particolarmente marcati nei comparti dei servizi.

Un impatto graduale sull’occupazione, con riflessi sul capitale umano

Il documento mette in chiaro che l’introduzione diffusa dell’IA non si tradurrà in un’immediata disoccupazione di massa, ma in cambiamenti graduali nella domanda di lavoro. Gli effetti saranno più pronunciati sui lavoratori con redditi medi e alti, che presentano maggiori probabilità di essere riorientati verso attività a più elevato valore aggiunto o di beneficiare di processi di riqualificazione.

I segmenti a reddito basso risultano relativamente meno esposti, con possibili aumenti solo limitati della disoccupazione frizionale. In questo scenario, i deficit demografici — come l’invecchiamento della popolazione e una minore immigrazione — potrebbero essere parzialmente compensati dai miglioramenti di produttività indotti dall’IA, sostenendo così la forza lavoro attiva e i livelli di produzione aggregata.

Per tradurre questi potenziali benefici in risultati concreti è necessario un mix di politiche pubbliche e iniziative private: programmi di formazione continua, incentivi per l’assunzione e la riqualificazione, nonché adeguamenti dei sistemi di protezione sociale per gestire le transizioni professionali.

LLM, AGI e architetture: scenari tecnologici e limiti attuali

Un fattore determinante sarà la traiettoria evolutiva dei Large Language Models (LLM) e la loro possibile transizione verso una Intelligenza Artificiale Generale (AGI). I modelli oggi più noti, come ChatGPT, Gemini o DeepSeek, ottengono risultati eccellenti in compiti linguistici ma mostrano ancora limiti nella comprensione profonda del mondo, nella pianificazione autonoma e nella previsione accurata delle conseguenze delle azioni.

Gli autori osservano che il vero salto di produttività potrebbe arrivare soltanto se si svilupperanno modelli-agenti dotati di rappresentazioni mentali del contesto e in grado di apprendere da segnali multimodali — video, audio e interazioni ambientali — integrando percezione, ragionamento e azione.

Se questa evoluzione dovesse accelerare, le proiezioni di crescita verrebbero riviste al rialzo; in alternativa, anche senza un’AGI compiuta, l’adozione progressiva di versioni potenziate di LLM continuerà comunque a produrre benefici economici, sebbene più distribuiti nel tempo.

Stati Uniti e Cina: strategie diverse nella competizione per l’AI

Il rapporto evidenzia le differenze strategiche tra le politiche industriali di Stati Uniti e Cina nella corsa alla supremazia tecnologica. Le imprese statunitensi privilegiano spesso architetture proprietarie e piattaforme chiuse, finalizzate a preservare vantaggi competitivi di lungo periodo attraverso ecosistemi integrati.

Al contrario, la strategia cinese tende a favorire la diffusione e l’integrazione su scala ampia: modelli facilmente distribuibili e fortemente incorporati nei processi produttivi e nei servizi locali, promuovendo adozione rapida e scalabilità.

Questi approcci distinti riflettono differenze strutturali nelle economie e nelle politiche industriali dei due Paesi e possono condurre a percorsi paralleli di sviluppo tecnologico. Le conseguenze geopolitiche includono tensioni su catene di approvvigionamento, controllo dei dati, standard tecnici e regolamentazione delle esportazioni tecnologiche.

Implicazioni per investitori, istituzioni e governance

Per gli investitori e i decisori pubblici, le evidenze suggeriscono la necessità di adeguare strategie e politiche: sostenere investimenti in infrastrutture digitali, promuovere la formazione di competenze avanzate e definire regole chiare su concorrenza, privacy e sicurezza informatica.

Una governance efficace richiede inoltre coordinamento internazionale sulle regole d’uso e sulla condivisione delle migliori pratiche, per minimizzare rischi sistemici e favorire un’adozione dell’IA che massimizzi i benefici sociali e occupazionali.

In sintesi, il rapporto conclude che l’Intelligenza Artificiale ha il potenziale per sostenere un’accelerazione della crescita e della produttività, ma la portata degli effetti dipenderà sia dall’evoluzione tecnologica — in particolare dalla possibile comparsa di AGI o di modelli-agenti multimodali — sia dalle scelte politiche e industriali adottate a livello nazionale e internazionale.