L’era dei rendimenti facili delle crypto probabilmente è finita con il crollo di ottobre

BitMEX sostiene che il crollo del mercato crypto verificatosi tra il 10 e l’11 ottobre ha colpito duramente i market maker, segnando la fine di un periodo in cui molti operatori potevano ottenere rendimenti relativamente facili dalle strategie sui contratti perpetui.

Secondo il rapporto State of Crypto Perpetual Swaps in 2025 pubblicato da BitMEX, l’evento ha cancellato circa 20 miliardi di dollari, configurandosi come «l’episodio più distruttivo nella storia dei market maker sofisticati nel settore crypto».

BitMEX ha dichiarato:

“È stato l’evento più distruttivo per i market maker sofisticati nella storia delle crypto.”

Crollo di ottobre e meccanismi di auto-deleveraging

La dinamica che ha innescato la crisi è stata un ciclo di auto-deleveraging: gli exchange chiudono posizioni a leva vincenti per coprirsi e limitare ulteriori perdite, disattivando di fatto le strategie di copertura utilizzate dai market maker.

BitMEX ha spiegato:

“Il loop di auto-deleveraging ha rotto le strategie ‘delta-neutral’ considerate ‘sicure’, costringendo i market maker a ritirare la liquidità e lasciando i libri degli ordini ai minimi di anni.”

Effetti sui libri degli ordini e sulle controparti

I market maker svolgono un ruolo cruciale garantendo controparti per le transazioni: mantengono posizioni spot e aprono posizioni corte per neutralizzare il rischio. Quando i meccanismi automatici hanno chiuso le coperture corte, molti si sono ritrovati con posizioni spot scoperte in un mercato in caduta libera.

BitMEX ha osservato:

“Questa violazione della promessa di ‘neutralità’ ha spinto i market maker a ritirare liquidità a livello globale nel quarto trimestre, determinando i libri degli ordini più sottili visti dal 2022.”

Strategie di rendimento e compressione dei tassi di funding

Per anni i contratti perpetual sono stati una fonte di rendimento: gli operatori coltivavano il funding, sfruttavano gli spread e si affidavano ai motori degli exchange per mantenere barriere di prezzo. Nel 2025, secondo BitMEX, questo modello ha mostrato segni di collasso.

BitMEX ha dichiarato:

“Per anni i perpetual swaps sono stati una grande fonte di alpha per il rendimento: coltivare il funding, catturare lo spread e fidarsi del motore dell’exchange per mantenere le barriere. Quell’era di rendimento facile e stabilità strutturale sembra essere terminata nel 2025.”

La strategia di arbitraggio tra mercato spot e futures è diventata sovraffollata, con i tassi di funding che sono scesi fino al 4%, ridimensionando i guadagni storici e rendendo queste operazioni meno remunerative rispetto anche ai Treasury bills.

Frammentazione del mercato e pratiche B-Book

Il report evidenzia inoltre una polarizzazione del mercato: da un lato gli operatori che cercano esecuzioni corrette (“fair matchers”), dall’altro gli exchange con modelli B-Book che, secondo BitMEX, agiscono come market maker interni e talvolta applicano clausole che annullano operazioni redditizie.

BitMEX ha affermato:

“È emerso chiaramente che operazioni B-Book aggressive prendevano la posizione opposta rispetto ai trade degli utenti e rifiutavano di pagare quando perdevano.”

Migrazione verso Perp DEX e i limiti della decentralizzazione

Il rapporto segnala una migrazione dei volumi verso Perp DEX ad alte prestazioni, citando esempi come Hyperliquid, ma mette in guardia sul fatto che la decentralizzazione non è una panacea contro le manipolazioni di mercato.

BitMEX ha osservato:

“Il lancio del token Plasma (XPL) a settembre ha fornito agli attaccanti una ‘mappa di liquidazione’, e token illiquidi pre-lancio senza oracoli di prezzo sono stati manipolati per innescare liquidazioni su posizioni perp on-chain.”

Secondo BitMEX, questo episodio dimostra che la trasparenza on-chain non garantisce automaticamente la protezione degli utenti quanto l’affidabilità di exchange centralizzati consolidati.

BitMEX ha rilevato:

“Il fallimento di piattaforme non validate e ad alto rischio ha liberato spazio perché exchange collaudati e innovazioni genuine possano prosperare.”

Conseguenze per il mercato e prospettive

Il risultato combinato di questi fattori è una riduzione della profondità del mercato e una maggiore cautela da parte dei provider di liquidità. Ciò può tradursi in maggiore volatilità, spread più ampi e costi di esecuzione superiori per gli utenti.

Per i regolatori e gli operatori istituzionali, la crisi mette in evidenza la necessità di valutare i meccanismi di gestione del rischio degli exchange, la trasparenza degli algoritmi di matching e l’efficacia dei protocolli on-chain nel prevenire abusi.

Nel medio periodo, il mercato potrebbe vedere una selezione naturale a favore di piattaforme con infrastrutture resilienti, regole chiare e prassi di gestione del rischio verificate, mentre strategie di rendimento passivo basate su funding e arbitraggio potrebbero dover essere ricalibrate.