Le sanzioni scatenano flussi di fondi verso indirizzi crypto illeciti ai massimi storici nel 2025
- 9 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nel 2025 il valore totale di criptovalute ricevute da indirizzi illeciti ha raggiunto un massimo storico, spinto in larga misura dal tentativo di entità soggette a sanzioni di eludere restrizioni internazionali.
Secondo i dati raccolti da Chainalysis, gli indirizzi associati ad attività illecite hanno incassato almeno $154 miliardi nel corso del 2025, un incremento del 162% rispetto ai $59 miliardi del 2024.
Una parte rilevante di questa crescita è riconducibile all’attività on‑chain di stati o entità nazionali sanzionate. In particolare, Russia ha lanciato nel febbraio 2025 il token garantito dal rublo A7A5, il quale ha registrato transazioni per oltre $93,3 miliardi in meno di un anno.
Chainalysis ha dichiarato:
“Nel 2025 abbiamo osservato un aumento significativo dell’attività di stati nazionali nelle catene di blocchi, che rappresenta l’ultima fase nella maturazione dell’ecosistema illecito on‑chain.”
Il Global Sanctions Inflation Index stimava a maggio che esistessero poco meno di 80.000 entità e persone sanzionate a livello globale. Parallelamente, il Center for a New American Security ha rilevato che nel 2024 gli Stati Uniti hanno inserito un numero senza precedenti di soggetti nella propria lista di soggetti designati e bloccati, con 3.135 nuove iscrizioni.
Predominio delle stablecoin nelle transazioni illecite
L’uso di stablecoin nelle attività illecite ha seguito la stessa traiettoria di crescita osservata nell’economia crypto legittima: le stablecoin hanno rappresentato l’84% del volume attribuito ad indirizzi illeciti nel 2025.
Chainalysis ha osservato:
“Questo rispecchia le tendenze più ampie dell’ecosistema, dove le stablecoin occupano una quota significativa e in crescita dell’attività cripto per i loro vantaggi pratici: trasferibilità transfrontaliera agevole, volatilità ridotta e ampia utilità.”
Incidenza delle attività illecite rispetto al totale delle transazioni
Nonostante l’aumento in termini assoluti, l’uso illecito delle criptovalute resta marginale rispetto all’insieme delle transazioni: circa il 99% dei volumi non risulta associato ad attività illecite e la quota attribuibile a tali attività rimane sotto l’1% del totale.
Chainalysis ha aggiunto:
“Questi volumi illeciti sono ancora trascurabili se confrontati con l’economia cripto complessiva, che è in larga parte costituita da transazioni legittime.”
Chainalysis ha inoltre rilevato:
“La quota di volumi attribuibili a attività illecite è aumentata lievemente rispetto al 2024 ma rimane inferiore all’1%.”
Gli analisti prevedono che, con il progredire delle attività di scoperta e attribuzione degli indirizzi sospetti, il valore totale rilevato come illecito potrebbe aumentare ulteriormente nel 2026, pur mantenendo una dimensione contenuta rispetto al mercato globale delle criptovalute.
Ruolo della valuta fiat e stime sui proventi criminali
Nonostante la crescita delle transazioni cripto associate ad attività illecite, la valuta fiat rimane il mezzo principale per il trasferimento di proventi criminali. Il United Nations Office on Drugs and Crime ha stimato in passato che il valore dei proventi criminali globali sia equivalente a circa il 3,6% del prodotto interno lordo mondiale.
Implicazioni politiche e operative
L’incremento delle operazioni on‑chain riconducibili a entità sanzionate evidenzia come le misure di restrizione economica possano spingere parte delle attività verso strumenti digitali. Questo fenomeno solleva questioni complesse per le autorità di vigilanza, che devono bilanciare l’efficacia delle sanzioni con la necessità di monitorare e prevenire l’abuso delle infrastrutture cripto.
Per gli organismi preposti al contrasto del riciclaggio e alla compliance finanziaria, la crescita dell’uso di stablecoin rende cruciale lo sviluppo di capacità tecniche per l’analisi on‑chain, la collaborazione internazionale e l’armonizzazione delle norme antiriciclaggio (AML) su scala transfrontaliera.
In assenza di un approccio coordinato tra giurisdizioni, l’efficacia delle misure restrittive può essere erosa dalla disponibilità di soluzioni tecniche che facilitano la circolazione di valore oltre i confini tradizionali. Allo stesso tempo, la percentuale relativamente bassa di volumi illeciti rispetto al totale delle transazioni sottolinea che molte delle sfide sono concentrate in nicchie specifiche dell’ecosistema cripto.