Giorgetti: più spese per la difesa senza sacrificare le priorità sociali
- 9 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Giancarlo Giorgetti ha risposto in question time al Senato a un’interrogazione del M5s sulle fonti di finanziamento per l’aumento delle spese militari dicendo:
“Nella misura in cui, tramite l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, si potrà tollerare un percorso di crescita della spesa netta più ampio limitatamente alle maggiori spese per difesa e sicurezza, l’aumento prospettato non comporterebbe alcuna rinuncia alle risorse destinate alle principali priorità sociali richiamate dagli interroganti.”
Giancarlo Giorgetti ha quindi precisato:
“Trattandosi di una flessibilità in deroga, l’attivazione della clausola di salvaguardia non richiederebbe la pubblicazione di un nuovo Piano strutturale di medio termine, ma comporterebbe comunque la necessità di chiedere al Parlamento uno scostamento dagli obiettivi programmatici, da approvare previo coinvolgimento dello stesso.”
Giancarlo Giorgetti ha aggiunto un elemento procedurale collegato alla definizione del quadro macroeconomico:
“Per il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza — anche al fine di rispettare gli impegni assunti durante il Summit della Nato svoltosi a L’Aja lo scorso giugno — è fondamentale attendere gli esiti della stima del deficit 2025 che Istat notificherà alla Commissione europea a marzo.”
Giancarlo Giorgetti ha poi indicato lo scenario in cui la notifica confermasse un quadro di finanza pubblica meno problematico:
“Nel caso in cui tale stima risultasse inferiore al 3 per cento, si aprirebbe la procedura di uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo. Ciò consentirebbe di confermare le linee indicate nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, ossia un incremento graduale della spesa per difesa e sicurezza con una incidenza sul Pil che può salire fino a circa 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio coperto dalla legge di bilancio.”
Contesto istituzionale e impatto finanziario
La decisione di ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale e al meccanismo di flessibilità in deroga ha ricadute sia di natura tecnica sia politica. Sul piano tecnico, l’attivazione di tali strumenti richiede notifiche e valutazioni ufficiali da parte di Istat e della Commissione europea, oltre a un dibattito parlamentare per autorizzare eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica.
Sul piano politico, la possibilità di destinare maggiori risorse a difesa e sicurezza influisce sulla distribuzione delle risorse nel bilancio statale e apre un confronto tra maggioranza e opposizione sulle priorità di spesa. L’ipotesi di un aumento graduale con un impatto fino a 0,5 punti di Pil entro il triennio rappresenta una scelta che dovrà essere giustificata sia in termini strategici sia di compatibilità fiscale.
Il coinvolgimento del Parlamento è centrale: anche se la flessibilità fosse concessa a livello europeo, ogni richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici deve essere approvata dagli organi legislativi nazionali, che valutano impatti di bilancio e coerenza con priorità sociali e di sicurezza interna.
Reazione della maggioranza e critica della Lega
L’intervento del ministro ha suscitato osservazioni da parte di esponenti della maggioranza, in particolare dal senatore della Lega Claudio Borghi, che ha commentato l’impostazione procedurale annunciata.
Claudio Borghi ha detto:
“Giorgetti ha confermato quanto riferito in commissione: per eventuali spese aggiuntive in difesa non è previsto uno stanziamento diretto in legge di bilancio, bensì un’ipotesi che richiederebbe uno scostamento approvato dal Parlamento dopo la verifica che si tratti di spese esterne al patto di stabilità. Una conferma che, al momento, non abbiamo.”
Claudio Borghi ha inoltre espresso riserve sulle finalità delle spese ammesse alla deroga:
“Se le spese addizionali consentite dall’Unione sono limitate alla difesa, la nostra richiesta è che quelle risorse siano impiegate per la sicurezza interna e per il rafforzamento delle forze dell’ordine sul territorio, non per mandare militari al fronte.”
Claudio Borghi ha concluso osservando:
“Da qui a decidere se voteremo uno scostamento ce ne passa: ci sono molte valutazioni da fare.”
Prossime tappe e considerazioni politiche
Nei prossimi mesi l’attenzione sarà focalizzata sulla notifica della stima del deficit 2025 da parte di Istat alla Commissione europea e sull’eventuale evoluzione della procedura per disavanzo eccessivo. L’esito di tali esercizi tecnici influenzerà la possibilità di utilizzare la flessibilità prevista e determinerà il calendario delle decisioni parlamentari.
Dal punto di vista politico, il governo dovrà conciliare l’esigenza di adempiere agli impegni internazionali in materia di difesa con la necessità di garantire risorse per le politiche sociali e per la sicurezza interna, tenendo conto delle sensibilità all’interno della propria coalizione e delle valutazioni formulate dalle istituzioni europee.