Crans-Montana, la nota della Farnesina scatena l’inchiesta italiana: i pm di Roma indagano per omicidio colposo
- 8 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Procura di Roma ha aperto un fascicolo relativo all’incendio avvenuto a Crans-Montana (nel Canton Vallese, Svizzera), episodio che nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2026 ha causato la morte di 40 persone, tra cui sei cittadini italiani, e ha provocato numerosi feriti, con un impatto particolarmente grave anche tra i minorenni.
L’inchiesta è stata avviata con le ipotesi di reato di omicidio colposo e incendio, mentre le autorità mantengono massimo riserbo sulle fasi preliminari del procedimento.
Indagine e competenze
I magistrati capitolini hanno aperto il fascicolo in ragione della competenza prevista per i casi che coinvolgono cittadini italiani all’estero. Secondo quanto è stato comunicato alle autorità giudiziarie, la Farnesina ha trasmesso una nota informativa a piazzale Clodio sulle circostanze dell’incidente di Capodanno.
La Procura ha indicato che le indagini operative saranno delegate alle forze dell’ordine competenti per acquisire documentazione, testimonianze e rilievi tecnici necessari a ricostruire la dinamica e le eventuali responsabilità.
Elementi emersi e ipotesi sulla causa
Fonti investigative riferiscono che la comunicazione del ministero degli Esteri avrebbe messo in rilievo il ruolo dei titolari della struttura dove si è sviluppato l’incendio, elementi che potrebbero tradursi in iscrizioni nel registro degli indagati.
Le prime verifiche tecniche indicano che l’incendio sarebbe stato innescato dall’uso di candele pirotecniche (sparkler) apposte su bottiglie di champagne durante i festeggiamenti: le scintille avrebbero raggiunto il soffitto e favorito la rapida propagazione delle fiamme all’interno del locale conosciuto come bas Le Constellation.
Bilancio delle vittime e feriti
Le autorità locali hanno aggiornato il bilancio a 40 vittime e 116 feriti, numero rivisto rispetto a una prima stima che segnalava 119 feriti dopo aver chiarito che tre persone ricoverate quella notte non erano collegate all’evento.
Tra i casi più gravi, alcuni centri ospedalieri hanno effettuato interventi complessi per ustioni estese: è stato riferito che per quattro pazienti sono stati impiegati innesti per un totale di circa 13.000 centimetri quadrati di pelle, trattamento eseguito in strutture specialisti tra cui Niguarda.
Vittime italiane e rimpatrio delle salme
Le autorità italiane hanno predisposto il rimpatrio delle salme: su un volo di Stato operato con un velivolo C-130 sono rientrati in Italia cinque giovani identificati come Achille, Chiara, Giovanni, Emanuele e Riccardo. La sesta vittima italiana, Sofia Prosperi, non è rientrata con quel volo in quanto residente a Lugano.
A Genova è stata segnalata commozione per il funerale di Emanuele Galeppini, uno degli italiani deceduti nell’incendio, evento che ha richiamato l’attenzione pubblica sul dolore per la tragedia e sulle necessità di supporto alle famiglie.
Implicazioni legali e istituzionali
Dal punto di vista giuridico, l’apertura del fascicolo non implica automaticamente iscrizioni di persone nel registro degli indagati, ma costituisce l’avvio formale delle verifiche per accertare responsabilità penali e eventuali violazioni delle norme di sicurezza. Le autorità italiane e svizzere dovranno cooperare per l’acquisizione degli atti e per eventuali rogatorie internazionali.
Sul piano amministrativo e politico, il caso solleva interrogativi sulle autorizzazioni per eventi, le procedure antincendio nei locali pubblici e la gestione delle misure preventive da parte degli organizzatori. Potrebbero essere avviati approfondimenti anche sulle norme tecniche applicabili e sui controlli di vigilanza.
Sostegno ai sopravvissuti e prossimi passi
Oltre agli accertamenti giudiziari, è previsto un impegno per garantire assistenza medica e supporto psicologico alle persone coinvolte e alle famiglie delle vittime. Le strutture sanitarie coinvolte continueranno a fornire cure specialistiche per le ustioni e la riabilitazione, mentre le autorità consolari sono impegnate nel coordinamento delle attività di rientro e nel supporto ai connazionali.
Nei prossimi giorni la Procura proseguirà con le acquisizioni documentali e con le audizioni necessarie; il proseguimento delle indagini sarà orientato a ricostruire con precisione la dinamica dell’incendio, le responsabilità organizzative e l’adeguatezza delle misure di sicurezza adottate nella struttura.