Cmd torna completamente italiana: Loncin Motor esce dal capitale
- 8 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Newsletter
Cmd, azienda italiana specializzata nella produzione di motori, ha concluso un’operazione di reverse buyout che riporta il controllo societario interamente in mani nazionali.
I fratelli Giorgio e Mariano Negri, fondatori dell’impresa nel 1989, hanno riacquistato il 67% del capitale che avevano ceduto nel 2017 alla multinazionale cinese Loncin Motor Co. Ltd, in una fase in cui quel partner aveva sostenuto l’espansione internazionale della società. L’operazione è stata perfezionata con un esborso pari a 17,4 milioni di euro.
Mariano Negri ha detto:
“Riportare in Italia il baricentro decisionale e produttivo significa riaffermare un’identità costruita in oltre trent’anni e creare le condizioni migliori per affrontare le sfide tecnologiche e industriali future.”
Mariano Negri ha aggiunto:
“In una fase congiunturale complessa per il settore automobilistico continuiamo a investire perché crediamo nelle potenzialità di crescita dell’azienda.”
L’azienda mantiene le proprie radici produttive nel Mezzogiorno: quattro stabilimenti sono localizzati ad Atella (provincia di Potenza) mentre il centro di ricerca e sviluppo e gli uffici amministrativi operano in Campania, nel comune di San Nicola La Strada (CE). La leadership ha esplicitamente dichiarato l’intenzione di rimanere ancorata al territorio e di valorizzare la base industriale locale.
Mariano Negri ha affermato:
“Scegliamo di restare fedeli alle nostre origini nel Mezzogiorno e in particolare in Basilicata, che può rappresentare un’area di rilancio industriale anche in una fase economica complessa.”
Il piano industriale del gruppo si articola su tre direttrici principali: consolidare i rapporti con grandi committenti dell’industria automobilistica, incrementare gli investimenti in ricerca orientata a motorizzazioni ibride e ampliare la presenza nel settore aerospaziale. Queste scelte riflettono una strategia volta a ridurre la dipendenza da un singolo ciclo di mercato e a puntare su segmenti ad alto contenuto tecnologico.
Tra i clienti di riferimento figurano nomi di primo piano come Lamborghini e Ferrari, cui si affiancano commesse provenienti da partner asiatici e austriaci. L’azienda segnala un fatturato 2025 superiore a 38 milioni di euro e una forza lavoro composta da circa 200 persone, di cui 60 impiegati con contratto a termine tramite agenzie interinali.
Per i primi anni del 2026 la società dichiara di avere in portafoglio ordini pari a circa 40 milioni di euro l’anno per i prossimi dieci anni, elemento che garantisce una visibilità significativa sul fatturato futuro, anche grazie a contratti rilevanti con Lamborghini valutati intorno a 20 milioni di euro annui.
L’operazione di riacquisizione ha comportato anche un aumento del capitale sociale, che è passato da 16,8 a 25,9 milioni di euro, con riflessi sulla struttura patrimoniale e sulla capacità di finanziare nuovi investimenti industriali e tecnologici.
Fondata dalla famiglia Negri nel 1989, la società svolge da oltre trent’anni attività di progettazione, prototipazione e sviluppo di motori e soluzioni ingegneristiche per la propulsione. Nel 2012 è entrata nel programma Elite della Borsa Italiana, percorso che ha favorito la crescita e l’accesso a strumenti finanziari e manageriali dedicati alle imprese in espansione.
Contesto e significato dell’operazione
Il reverse buyout costituisce un’operazione in cui la proprietà originaria recupera il controllo su una società precedentemente ceduta a investitori esterni. Nel caso di Cmd, la transazione ridisegna l’equilibrio proprietario e segnala la volontà di ristabilire autonomia decisionale in ambito industriale e tecnologico, fattore spesso ritenuto strategico nelle filiere ad alto valore aggiunto come quella della propulsione.
Dal punto di vista regionale, il ritorno del controllo nelle mani della famiglia fondatrice può avere effetti positivi sull’occupazione e sugli investimenti locali, rafforzando la filiera produttiva e la capacità di attrarre competenze specializzate. Sul piano industriale nazionale, operazioni di questo tipo contribuiscono a mantenere in Italia asset tecnologici sensibili e know-how produttivo.
Prospettive industriali e rischi
Le scelte strategiche messe in campo — focalizzazione sui grandi clienti, spinta verso l’ibrido e diversificazione nel settore aeronautico — mirano a bilanciare crescita e resilienza. Tuttavia, permangono rischi legati alla natura ciclica del mercato automotive, alla competizione internazionale e alle sfide della transizione energetica, che richiedono continui investimenti in ricerca e aggiornamento tecnologico.
Per sostenere il progetto industriale, sarà importante il dialogo con le istituzioni locali e nazionali per misure che favoriscano innovazione, formazione tecnica e infrastrutture logistiche, elementi che possono rafforzare la competitività dell’azienda e dell’intero distretto produttivo del Mezzogiorno.