Il 2025 segna il secondo miglior anno di sempre per le operazioni di private equity
- 8 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’attività di exit nel private equity europeo ha segnato il secondo miglior anno di sempre, con un’accelerazione significativa nella seconda metà dell’anno: il valore delle dismissioni è raddoppiato rispetto al primo semestre grazie a diverse operazioni di grande entità. Le uscite complessive sono state 1.336 per un controvalore totale di 299,8 milioni di dollari, segnalando una ripresa rilevante del mercato delle dismissioni.
Moura ha osservato:
“A livello regionale, Regno Unito e Irlanda, insieme all’Europa meridionale, hanno registrato un quarto trimestre particolarmente brillante.”
Parallelamente, la raccolta di capitali dei fondi europei ha rallentato, seguendo il trend globale dopo due anni di record consecutivi. I volumi raccolti in Europa si situano attualmente sui minimi dell’ultimo decennio per il 2025, una dinamica influenzata dalla minore presenza di megafund chiusi nel periodo e da una maggiore attenzione verso il segmento mid-market.
Analista di PitchBook ha osservato:
“Il rallentamento riflette il minor numero di megafund chiusi in Europa, a fronte di una maggiore attenzione verso il segmento mid-market.”
Questa concentrazione sul mid-market indica una possibile frammentazione delle strategie degli asset manager e un riposizionamento delle allocazioni degli investitori istituzionali. I megafund — fondi di dimensioni molto elevate che possono supportare grandi acquisizioni e operazioni di leva significativa — tendono a generare picchi nel volume di raccolta; la loro assenza comporta quindi fluttuazioni nei totali annuali di fundraising. Nel breve termine, un mix più orientato al mid-market può favorire maggiore attività operativa e transazioni più frequenti, ma con tagli di dimensione inferiore.
Il mercato Usa
Negli Stati Uniti il 2025 ha confermato una solida resilienza dell’attività di investimento: nonostante alcune incertezze nella prima parte dell’anno, l’attività è accelerata nella seconda metà, consentendo di chiudere l’anno con un incremento annuo del 5,8% nel numero di operazioni e del 30,8% nel valore. Complessivamente sono stati annunciati o completati oltre 9.000 deal per un controvalore vicino a 1.200 miliardi di dollari, riportando il mercato su livelli analoghi al picco del 2021.
Kyle Walters, analista di PitchBook, ha detto:
“Si tratta solo della seconda volta nella storia dell’asset class in cui il valore delle transazioni supera la soglia dei 1.000 miliardi di dollari, riportandosi su livelli di attività simili al picco del 2021.”
L’attività di exit negli Stati Uniti è risultata particolarmente robusta, segnando un ulteriore anno di forte crescita. Come per gli investimenti, i volumi di dismissioni non erano stati così elevati dal 2021: il numero di exit si è attestato a 1.288 per un controvalore che è aumentato del 92% arrivando a 727 milioni di dollari, un balzo sostenuto da alcune operazioni di rilievo, incluse diverse quotazioni in Borsa.
Kyle Walters ha aggiunto:
“Sia l’attività di investimento sia quella di exit hanno chiuso l’anno con slancio, posizionando l’ecosistema del private equity per una fase di crescita sostenuta anche nel prossimo futuro, supportata da un contesto macroeconomico in miglioramento, caratterizzato da multipli tagli dei tassi da parte della Federal Reserve e da una maggiore visibilità dei mercati.”
Nonostante la vivacità degli investimenti e delle dismissioni, la raccolta negli Stati Uniti è rimasta il punto debole per l’intero anno: sono stati raccolti 277,9 miliardi di dollari attraverso 327 fondi, cifre in calo rispettivamente del 27,2% e del 51% su base annua. Questo deficit si riflette nelle strategie di crescita degli operatori, che possono attendere segnali più stabili dai mercati delle uscite prima di rilanciare programmi intensivi di raccolta.
Kyle Walters ha concluso:
“Qualora la forte attività di exit dovesse proseguire, la raccolta potrebbe beneficiare di un miglioramento nel 2026, sebbene l’impatto sarebbe verosimilmente visibile solo nella seconda metà dell’anno.”
Dal punto di vista degli investitori istituzionali e dei gestori, un ciclo di uscite sostenute aumenta la liquidità disponibile e può facilitare il ritorno di capitali verso nuovi fondi. Tuttavia, la tempistica di questo riciclo dipende dalla fiducia nei mercati pubblici e privati, dalle condizioni di valutazione e dalle decisioni delle banche centrali. Riduzioni dei tassi da parte della Federal Reserve tendono a migliorare la visibilità sui multipli di valutazione e a stimolare sia le IPO sia le operazioni di M&A, favorendo un contesto più propizio per le dismissioni.
In prospettiva, il settore del private equity si trova in una fase di riequilibrio: l’aumento delle exit e la ripresa dei valori di transazione creano le premesse per un consolidamento della raccolta di capitale, ma la piena ripresa del fundraising richiederà tempo e conferme sulla stabilità macroeconomica e sulla sostenibilità dei ritorni per gli investitori.