Babylon ottiene 15 milioni di dollari da A16z per lanciare prestiti nativi su Bitcoin
- 7 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati, Newsletter
Babylon, protocollo decentralizzato orientato a consentire lo staking nativo di Bitcoin e il prestito garantito in BTC, ha raccolto 15 milioni di dollari tramite l’acquisto dei token nativi BABY da parte della divisione crypto di Andreessen Horowitz, nota come a16z Crypto.
a16z Crypto ha comunicato che il finanziamento servirà a sostenere lo sviluppo dell’infrastruttura nativa per Bitcoin del protocollo.
a16z Crypto ha scritto:
“La limitata programmabilità del Bitcoin ha lasciato ingenti quantità di BTC inattive; abilitare il suo impiego come garanzia potrebbe sbloccare una rilevante fonte di capitale onchain e consentire al BTC di operare come asset produttivo all’interno della finanza decentralizzata.”
Secondo la società finanziatrice, trasformare il Bitcoin in una risorsa utilizzabile come collaterale rappresenta un potenziale vettore di crescita per il capitale onchain e per l’ecosistema della finanza decentralizzata (DeFi).
Fondato nel 2022 come protocollo di staking per Bitcoin da David Tse e Fisher Yu, Babylon Labs sta sviluppando un sistema nativo di vault senza fiducia che permette di impiegare BTC come garanzia per prestiti onchain mantenendo la valuta sulla rete Bitcoin e sotto il controllo diretto dell’utente.
Integrazione con Aave e roadmap
Babylon ha avviato una collaborazione con Aave Labs per introdurre il prestito garantito nativamente in Bitcoin su Aave V4, l’architettura di lending più recente di Aave. L’obiettivo è realizzare uno specifico “Bitcoin-backed Spoke” che permetta l’uso di BTC come collaterale senza ricorrere a wrapper o custodi centralizzati.
La roadmap prevede l’avvio delle attività di testing nel primo trimestre del 2026 e una commercializzazione congiunta del prodotto prevista per aprile 2026, secondo quanto dichiarato dalle parti coinvolte.
Performance del token e dinamiche di mercato
Il token BABY ha registrato una forte crescita nelle ultime sedute, con un apprezzamento di circa il 5% nel corso della giornata di riferimento, riflettendo l’interesse degli operatori per le soluzioni che abilitano l’uso produttivo del Bitcoin.
L’evoluzione del lending garantito in Bitcoin
Il settore del prestito garantito da attività digitali ha subito una forte criticità dopo il crollo del 2022 che coinvolse operatori rilevanti, mettendo in luce problemi legati a bilanci poco trasparenti, rehypothecation e leva eccessiva. Negli anni successivi, e in particolare nel 2025, il comparto ha iniziato a riorientarsi verso modelli più cauti.
La ripresa si basa su principi quali la piena collateralizzazione, pratiche di custodia più rigide e controlli di rischio rafforzati. Questi cambiamenti sono volti a limitare la propagazione del rischio sistemico e a rendere i prodotti più adatti anche a clienti istituzionali o a uso finanziario conservativo.
Alcuni operatori del settore hanno rilanciato offerte di prestiti garantiti in Bitcoin con approcci diversificati: ad esempio, Coinbase ha riproposto negli Stati Uniti un prodotto che consente a utenti idonei (esclusi quelli nello Stato di New York) di ottenere prestiti fino a 100.000 dollari in USDC contro BTC mantenuti sulla piattaforma, in esecuzione su Base, il layer-2 di Coinbase, con servizi tecnici forniti da partner specializzati.
Xapo Bank ha lanciato prestiti in dollari garantiti da Bitcoin, destinati a clienti idonei che desiderano ottenere liquidità senza vendere i propri BTC, specificando che le garanzie sono custodite tramite soluzioni di custodia istituzionale basate su MPC e non vengono rehypothecate.
Analogamente, il prestatore di asset digitali Ledn ha adottato un modello di prestito completamente collateralizzato e focalizzato su Bitcoin, affermando che le posizioni di Bitcoin utilizzate come garanzia restano in custodia e non vengono riconcessi o riutilizzati per generare rendimento.
Mauricio Di Bartolomeo, cofondatore di Ledn, ha osservato che un numero crescente di possessori di Bitcoin usa prestiti garantiti da BTC per finanziare acquisti immobiliari, uno strumento che consente di ottenere liquidità preservando la posizione nel lungo periodo e spesso evitando eventi fiscalmente rilevanti legati alla vendita delle partecipazioni.
Implicazioni regolamentari e rischi
L’espansione di prodotti che permettono di usare Bitcoin come garanzia solleva questioni regolatorie e operative: le autorità di vigilanza si concentrano su aspetti quali la trasparenza dei bilanci, la protezione dei depositanti, le regole di custodia istituzionale e l’adeguatezza dei controlli di rischio.
I modelli che evitano wrapper e custodi terzi cercano di ridurre il rischio di controparte e la pratica della rehypothecation, ma pongono sfide tecniche non banali in termini di interoperabilità tra catene, sicurezza dei wallet e governance dei protocolli.
Dal punto di vista degli investitori e degli utilizzatori, il passaggio verso strutture più collateralizzate e custodialmente solide può aumentare la fiducia nell’offerta, ma è comunque essenziale valutare i rischi di mercato, di liquidità e tecnologici con attenzione.
Prospettive
Il finanziamento ottenuto da Babylon e l’interesse verso soluzioni che rendono il Bitcoin utilizzabile come collaterale indicano una tendenza verso l’integrazione più profonda di BTC nei prodotti finanziari onchain. Se attuate con robusti standard di custodia e controllo dei rischi, queste iniziative potrebbero ampliare le opportunità di liquidità per i detentori di Bitcoin e stimolare l’adozione di servizi finanziari decentralizzati a livello istituzionale.
Tuttavia, il successo di tali soluzioni dipenderà dalla capacità degli attori del settore di dimostrare resilienza operativa, conformità normativa e trasparenza finanziaria, elementi considerati ormai imprescindibili per una ripresa sostenibile del mercato del credito crypto.