Svolta sul Golden Power, primo ok alla riforma in commissione al Senato

Commissione Ambiente del Senato ha approvato un emendamento al decreto Transizione 5.0 che rivede i poteri del golden power. Il testo è ora atteso per la votazione in aula e, se confermato, passerà all’esame della Camera; resta la necessità di completare l’iter prima della scadenza del decreto, fissata al prossimo 20 gennaio.

La riformulazione della norma è stata presentata dal sottosegretario al Ministero dell’Economia, Federico Freni, ed è stata elaborata in seguito ai rilievi sollevati dalla Commissione europea riguardo alle modalità di applicazione della disciplina, con particolare attenzione al settore finanziario, bancario e assicurativo.

Prevalenza delle autorità europee

L’emendamento stabilisce la prevalenza della competenza delle autorità europee, come la Bce e l’Antitrust Ue, nelle valutazioni di natura prudenziale e concorrenziale connesse a operazioni di acquisizione nei settori interessati. In pratica, quando le suddette autorità stanno svolgendo accertamenti, l’attivazione dei poteri speciali nazionali viene sospesa fino al completamento delle istruttorie europee.

Il testo introduce quindi una regola di coordinamento che evita sovrapposizioni operative tra l’intervento nazionale e le competenze comunitarie, in particolare per le operazioni che coinvolgono istituzioni finanziarie e mercati regolamentati.

Ambito applicativo e modifiche alla disciplina esistente

L’emendamento interviene sulla normativa originaria introdotta dalla legge del 2012, la quale aveva esteso l’ambito di applicazione del golden power anche alle acquisizioni effettuate da soggetti appartenenti all’Unione europea in specifici settori strategici. Tra questi vengono ricompresi le comunicazioni, l’energia, i trasporti, la sanità, il settore agroalimentare e l’area finanziaria, compresi il credito e le assicurazioni.

Con la nuova formulazione, la possibilità per lo Stato di esercitare poteri speciali su operazioni nazionali o comunitarie resta preservata ma subordinata al rispetto delle competenze europee quando queste ultime risultano attivate sulle medesime operazioni.

Tutela della sicurezza economica e finanziaria

Tra i criteri che il Governo deve valutare per l’esercizio del golden power viene esplicitamente inserita la sicurezza economica e finanziaria. La norma precisa che un rischio per l’ordine pubblico o per la sicurezza pubblica può includere, oltre agli aspetti tradizionali, anche minacce alla sicurezza economica e finanziaria nazionale quando la normativa settoriale non offre già una protezione adeguata degli interessi essenziali dello Stato.

Questa specificazione ha lo scopo di fornire una base giuridica più chiara per interventi nazionali volti a preservare la stabilità del sistema finanziario e la resilienza delle infrastrutture critiche, compatibilmente con le prerogative delle autorità europee.

Impatto pratico e scenari futuri

L’adeguamento risponde all’esigenza di evitare conflitti di competenza tra lo Stato e le istituzioni europee, riducendo il rischio di decisioni contrastanti in materia di vigilanza prudenziale e concorrenza. Per il settore bancario e assicurativo, in particolare, la previsione rafforza il ruolo della Bce quale autorità di supervisione prudenziale.

Allo stesso tempo, la subordinazione dell’esercizio dei poteri nazionali all’esito delle istruttorie europee potrebbe allungare i tempi per le decisioni finali su operazioni ritenute sensibili a livello nazionale, rendendo più rilevante la cooperazione tra autorità nazionali ed europee.

Se il testo sarà approvato anche dall’aula del Senato e successivamente dalla Camera, il nuovo quadro normativo entrerà in vigore consolidando questi criteri di coordinamento; in caso contrario, lo scadere del decreto lascierebbe temporaneamente invariato l’assetto vigente fino a successive iniziative legislative.

Nel complesso, la modifica tende a bilanciare la necessità di tutela degli interessi nazionali con il rispetto delle competenze europee, cercando una soluzione che limiti conflitti istituzionali e garantisca al contempo strumenti efficaci per la protezione degli interessi strategici del Paese.



Author: Tony
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