Lusso, la crescita torna nel 2026

Il settore del lusso ha chiuso il 2025 con l’auspicio che la fase peggiore sia alle spalle e con aspettative di una ripresa dei consumi che dovrebbe essere graduale piuttosto che repentina. Diverse analisi segnalano segnali positivi: secondo gli ultimi studi degli analisti di UBS, il 2026 potrebbe portare al comparto una crescita organica di circa il 5%, in linea con il consenso di mercato. Un passaggio chiave per valutare la solidità del recupero sarà rappresentato dai risultati del quarto trimestre, le cui comunicazioni societarie prenderanno il via con Brunello Cucinelli e proseguiranno con gruppi come Richemont.

Il quarto trimestre

La ripresa resta in una fase iniziale, pur con alcuni segnali favorevoli apparsi nella seconda metà dell’anno precedente. Per il quarto trimestre gli analisti di UBS prevedono per la maggior parte delle società un’accelerazione sottostante nella crescita delle vendite, nonostante una base di confronto più impegnativa.

Nel dettaglio, la stima di UBS per l’ultimo trimestre del 2025 indica una crescita media delle vendite intorno al 4% (circa +3% escludendo Hermès), rispetto a un consenso intorno al +3% (+2% senza Hermès) e al +5% registrato nel terzo trimestre.

Analizzando i singoli gruppi, UBS prevede un avvio solido della stagione delle trimestrali: per Brunello Cucinelli sono attesi ricavi in aumento intorno al 7% e per Richemont un’accelerazione verso il +10% dei ricavi, con entrambe le società che potrebbero mostrare un momentum di crescita a doppia cifra. Per Burberry le stime indicano un +5% dei ricavi, superiore al consenso di mercato.

Per i grandi gruppi francesi la situazione è più eterogenea: LVMH dovrebbe riportare ricavi in linea con l’anno precedente, mentre per Kering UBS intravede ancora difficoltà nel breve periodo, con la progressiva attesa di un aggiornamento strategico da parte del nuovo ceo e una possibile flessione delle vendite nel trimestre stimata intorno al 4%.

Nonostante un atteggiamento più prudente su Hermès, UBS riconosce come la società possa beneficiare di una ripresa in APAC e in specifiche categorie di prodotto, stimando per il gruppo una crescita dei ricavi intorno al 9% nel trimestre. Rating neutral è stato assegnato anche a Moncler, per la quale il fattore critico rimane l’entità dell’eventuale sorpresa positiva sulle vendite rispetto alle attese degli investitori.

Tra le società italiane, le attese di UBS indicano per il quarto trimestre una crescita dei ricavi di circa l’1% per Salvatore Ferragamo, del 3% per Ermenegildo Zegna e del 4% per Prada, segnando una dinamica differenziata all’interno del mercato domestico.

I multipli alti del settore

Dal punto di vista valutativo, il comparto del lusso (escluso Hermès) sconta un premio di mercato significativo: tratta a un premio di circa il 79% rispetto all’indice Msci Europe, superiore alla media degli ultimi cinque anni (circa 75%) e molto al di sopra della media degli ultimi quindici anni (intorno al 57%).

UBS sottolinea che, pur essendo le prospettive per il 2026 più favorevoli, la ripresa rimane embrionale e qualsiasi segnale di indebolimento della domanda potrebbe determinare reazioni negative significative da parte degli investitori.

Valutazioni elevate implicano che il settore sia sensibile a variazioni nell’andamento della domanda e nelle aspettative di crescita. In particolare, gli investitori monitoreranno con attenzione elementi quali la domanda nei mercati chiave (APAC, Stati Uniti ed Europa), il contributo del travel retail, la dinamica dei margini, la gestione degli stock e l’esposizione a segmenti di prodotto soggetti a oscillazioni cicliche come orologi e pelletteria.

Per gli analisti e per il management societario, i prossimi trimestri saranno fondamentali per confermare la sostenibilità del recupero: oltre ai dati sui ricavi, saranno valutati gli andamenti delle vendite per canale, l’evoluzione dei margini operativi e le strategie commerciali nei mercati emergenti, che insieme determineranno la traiettoria delle quotazioni e le scelte di allocazione del capitale da parte degli investitori istituzionali.



Author: Tony
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