Tlc, alleanza storica per il 5G: TIM, Fastweb e Vodafone firmano l’intesa sulla rete unica ran

Il consolidamento nel settore delle telecomunicazioni avanza attraverso la condivisione delle infrastrutture: TIM, insieme a Fastweb e Vodafone, ha annunciato la sottoscrizione di un accordo preliminare per lo sviluppo congiunto delle reti di accesso mobile adottando il modello di Radio Access Network (RAN) sharing. L’intento dichiarato è di accelerare la diffusione del 5G in Italia ottimizzando gli investimenti in un contesto caratterizzato da margini ridotti e costi infrastrutturali elevati; nella comunicazione è citato anche Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM.

Un modello europeo per l’efficienza della rete

Il piano prevede che i tre operatori possano utilizzare reciprocamente le componenti di accesso radio nelle aree coinvolte, evitando la duplicazione degli impianti. Questo approccio, già adottato in diversi Paesi europei, consente di combinare efficienza industriale e autonomia commerciale dei partner, mantenendo la libertà di scegliere fornitori e soluzioni tecnologiche.

Secondo le previsioni delle società, il contratto definitivo dovrebbe essere finalizzato entro il secondo trimestre del 2026, avviando poi le attività operative che permetteranno una più rapida diffusione dei servizi mobili di nuova generazione.

Copertura delle aree bianche e benefici per le imprese

Una delle priorità del progetto è colmare il digital divide nelle aree bianche, dove la densità abitativa ridotta rende antieconomici interventi infrastrutturali separati. La condivisione di siti e apparati permette di ridurre i costi unitari di accesso e di estendere la copertura a zone oggi poco servite.

Le risorse liberate dalla minore spesa in duplicazioni potranno essere riallocate verso tecnologie avanzate, rete fissa a banda larga e soluzioni per la connettività delle famiglie e imprese, con effetti positivi sulla produttività territoriale e sulla competitività delle filiere locali.

Inoltre, la diminuzione del numero complessivo di siti favorisce impatti ambientali contenuti, riducendo consumo di suolo e impiego di materiali per infrastrutture ripetute.

Il nodo regolatorio e le autorizzazioni

Pur essendo definita sul piano industriale, l’intesa è vincolata al via libera delle autorità competenti. Il progetto dovrà superare le valutazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e le istruttorie dei regolatori di settore, in particolare del l’Antitrust (AGCM) e dell’AGCom.

Le autorità verificheranno che la cooperazione non riduca in modo significativo la concorrenza sul mercato, che siano salvaguardati i meccanismi di accesso all’ingrosso e che eventuali accordi includano clausole per garantire trasparenza, condizioni non discriminatorie e tolleranza di potenziali rischi di concentrazione.

Potrebbero essere richieste rimedi o garanzie specifiche, come impegni su accesso e interoperabilità, obblighi di fornitura all’ingrosso o limiti temporali agli accordi, al fine di bilanciare efficienza infrastrutturale e tutela della concorrenza.

Impatto economico e prospettive future

Il modello di sharing può contribuire a rendere più sostenibili gli investimenti in rete, riducendo il CAPEX e migliorando l’allocazione delle risorse per innovazione e qualità del servizio. A livello occupazionale, la riorganizzazione delle attività potrà richiedere riqualificazioni ma anche generare nuove opportunità legate alla manutenzione evolutiva e ai servizi digitali associati.

In termini di riferimento europeo, esperienze simili sono state attuate in paesi come il Regno Unito, la Svezia e la Norvegia, dove il modello di condivisione ha permesso di accelerare la copertura senza compromettere del tutto la concorrenza commerciale tra gli operatori.

Nel medio termine, la riuscita dell’accordo dipenderà dalla capacità delle parti di mantenere standard elevati di qualità del servizio, sicurezza delle reti e apertura a nuovi operatori all’ingrosso, elementi ritenuti essenziali per massimizzare i benefici per consumatori e imprese.



Author: Tony
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