Debito degli Stati Uniti schizza a 38,5 trilioni di dollari: cosa significa per bitcoin

Negli ultimi mesi il debito pubblico degli Stati Uniti è salito a livelli record, raggiungendo circa 38,5 trilioni di dollari, il massimo storico nei confronti di creditori nazionali e internazionali.

Oltre il 70% di questo debito è detenuto da creditori interni, mentre la quota rimanente è finanziata da investitori esteri, con in testa Giappone, Cina e Regno Unito.

Il dato assoluto però va letto in prospettiva rispetto all’economia: il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è vicino ai 30 trilioni di dollari, perciò il rapporto debito/PIL supera il 120%, ossia oltre 120 dollari di debito per ogni 100 dollari di produzione annua.

Questa dinamica è il risultato di ingenti spese durante la pandemia da coronavirus e di decenni di impegni fiscali su infrastrutture, spesa militare e programmi sociali. I soli interessi sul debito superano oggi il trilione di dollari all’anno, un onere superiore alla spesa per la difesa.

Impatto sui tassi e sulle politiche monetarie

In presenza di un indebitamento così elevato, le autorità fiscali e politiche spesso esercitano pressioni sulle banche centrali affinché mantengano i tassi d’interesse contenuti per ridurre il costo del servizio del debito. A titolo di esempio, figure politiche come Donald Trump hanno pubblicamente sollecitato una rapida riduzione dei tassi verso livelli prossimi all’1%.

Secondo osservatori economici, tra cui esponenti con esperienza nel settore pubblico come l’ex segretaria al Tesoro Janet Yellen, l’accumulo di debito crescente potrebbe indurre la banca centrale a privilegiare il contenimento dei costi di finanziamento rispetto al controllo inflazionistico, un fenomeno spesso definito dominanza fiscale.

Quando il debito aumenta, il governo deve emettere più titoli e gli investitori richiedono rendimenti più elevati per comprare quei titoli. A fronte di tensioni sui mercati, le banche centrali possono intervenire come acquirenti di ultima istanza, assorbendo titoli a breve scadenza per garantire liquidità e finanziamento immediato. Questo meccanismo tende a rendere più ripida la curva dei rendimenti: i rendimenti a lunga scadenza salgono, quelli a breve restano compressi.

Bitfinex ha osservato:

“Questa configurazione, combinata a un dollaro strutturalmente più debole, premia gli asset con caratteristiche reali o difensive.”

Conseguenze per Bitcoin e i beni rifugio

L’aumento del debito pubblico e la prospettiva di tassi più bassi per lungo periodo sono generalmente interpretati come fattori favorevoli per asset come Bitcoin e oro. La logica è che misure monetarie accomodanti e l’emissione di nuova moneta possano alimentare timori di svalutazione valutaria e di inflazione, spingendo investitori verso alternative diffuse a tutela del potere d’acquisto.

Storicamente, la percezione di una progressiva perdita di valore della valuta ha aumentato l’interesse per beni reali: un esempio spesso citato è il comportamento del Impero Romano, che ridusse intenzionalmente il contenuto di metalli preziosi nelle monete per finanziare spese crescenti, contribuendo a pressioni inflazionistiche.

Nel corso dell’ultimo anno l’oro ha registrato forti rialzi collegati proprio a queste preoccupazioni di “debasement” valutario; analogamente, alcuni analisti ritengono che Bitcoin possa incorporare le stesse paure e colmare il divario con l’oro come riserva alternativa di valore.

Scenari, rischi e implicazioni politiche

La scelta tra mantenere tassi bassi per alleggerire il peso degli interessi e rialzarli per contrastare l’inflazione rappresenta un trade-off centrale per i responsabili delle politiche. Tassi più bassi limitano il costo del debito ma aumentano il rischio di erosione del potere d’acquisto; tassi più alti proteggono la valuta e i risparmi ma amplificano il carico sul bilancio pubblico e possono richiedere misure fiscali restrittive.

L’interferenza politica nella sfera delle banche centrali può ridurre l’indipendenza di queste ultime, con effetti sulla credibilità delle istituzioni monetarie e sui mercati finanziari. Per gli investitori e i policy maker, il monitoraggio del rapporto debito/PIL, della curva dei rendimenti e delle scelte di comunicazione delle banche centrali sarà cruciale per valutare la direzione futura di Bitcoin, oro e degli altri asset rischiosi.

In sintesi, l’aumento del debito pubblico globale e, in particolare, quello degli Stati Uniti crea scenari in cui le politiche monetarie accomodanti e la ricerca di beni rifugio possono rafforzare la domanda per asset alternativi; il bilanciamento tra stabilità dei prezzi e sostenibilità del debito determinerà però i principali rischi e opportunità nei prossimi trimestri.