Bitcoin a $93,000, ether oltre $3,000 mentre Maduro, presidente del Venezuela, è in custodia negli Stati Uniti
- 5 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin (BTC) ha sfiorato brevemente i 93.000 dollari lunedì, spinto da un rinnovato appetito per il rischio sui mercati dopo un’azione degli Stati Uniti nei confronti del governo del Venezuela, mentre i flussi di inizio anno hanno sostenuto i principali token dopo una chiusura incerta del 2025.
Nel dettaglio, BTC è salito di circa l’1% nelle ultime 24 ore e di circa il 3% su base settimanale. Ether (ETH) si è mantenuto vicino ai 3.160 dollari, mostrando anch’esso un rialzo giornaliero. XRP ha guadagnato intorno al 3% superando i 2,10 dollari, consolidando la sua sovraperformance di inizio gennaio; Solana (SOL) si è attestata vicino ai 136 dollari. DOGE ha registrato una leggera flessione nella giornata ma rimane il token con il maggior rialzo settimanale (+17%).
Movimenti nei derivati
I movimenti sui mercati derivati hanno amplificato la spinta: le liquidazioni hanno superato i 260 milioni di dollari nelle 24 ore, con le posizioni corte che hanno rappresentato circa 200 milioni, segnalando che molti venditori tardivi sono stati costretti a ricoprire mentre i prezzi salivano.
Negli ultimi quattro ore oltre 121 milioni di dollari di posizioni corte sono state estinte, a fronte di meno di 9 milioni di dollari di liquidazioni long nello stesso periodo. Le liquidazioni long sono rimaste relativamente contenute, a indicare un mercato in cui la leva ribassista era molto concentrata e quindi più vulnerabile.
Sulla principale piattaforma decentralizzata focalizzata sui perpetual, Hyperliquid, le posizioni corte hanno rappresentato circa il 54,4% di tutte le posizioni liquidate rispetto al 45,6% delle long, secondo i dati di HyperDash. Questo squilibrio ha contribuito a intensificare la correzione dei venditori al rialzo dei prezzi.
Contesto dei mercati e materie prime
La ripresa di BTC è avvenuta in parallelo con una generale forza degli asset a rischio e un nuovo rialzo delle materie prime. I listini asiatici hanno segnato livelli record, sostenuti dall’avanzata dei titoli tecnologici e dall’inerzia dell’anno precedente legata all’intelligenza artificiale.
Il Brent si è stabilizzato dopo un iniziale indebolimento correlato agli sviluppi in Venezuela, mentre i prezzi dei metalli preziosi sono tornati a spingere: l’oro è risalito nettamente sopra i 4.400 dollari l’oncia e l’argento ha registrato movimenti ancora più marcati.
Operatori e gestori sottolineano che il rally di inizio anno è alimentato sia da posizionamenti tecnici sia da valutazioni relative: le criptovalute restano molto distanti dai massimi storici, mentre altri asset continuano a toccare nuovi record, generando opportunità di arbitraggio e ingresso per i trader.
Jeff Mei, chief operating officer di BTSE, ha osservato:
“Riteniamo che nel nuovo anno i trader stiano entrando per sfruttare inefficienze di prezzo: le criptovalute sono ancora ben al di sotto dei loro massimi storici, mentre azioni e metalli preziosi continuano a stampare record.”
Fattore geopolitico e impatto politico
Un fattore scatenante dei recenti movimenti è stato un intervento degli Stati UnitiNicolás Maduro hanno riacceso l’attenzione sui rischi geopolitici e sulle possibili ricadute sui flussi di capitale globali.
Donald Trump ha detto:
“Non saranno necessarie truppe statunitensi sul terreno finché la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, fa quello che vogliamo.”
Queste dichiarazioni e le azioni diplomatiche e operative associate possono influenzare non solo i mercati energetici e delle materie prime ma anche la percezione del rischio geopolitico da parte degli investitori. Le autorità nazionali e internazionali, così come i grandi gestori di portafoglio, valuteranno possibili reazioni, sanzioni e misure di contenimento che potrebbero modificare i flussi finanziari nei prossimi giorni.
In sintesi, gli operatori rimangono attenti alla combinazione di posizionamenti di mercato, dinamiche dei derivati e sviluppi politici internazionali: la volatilità potrebbe rimanere elevata finché non si avranno chiarimenti sugli aspetti geopolitici e sui segnali macroeconomici che possono sostenere o frenare ulteriori guadagni delle criptovalute e degli asset correlati.