Rilasciato Ilya Lichtenstein, l’hacker di bitcoin da un miliardo di dollari, grazie a Trump

Ilya Lichtenstein, l’hacker ritenuto responsabile di uno dei maggiori furti di Bitcoin nella storia, è stato rilasciato dal carcere dopo poco più di un anno dall’inizio della pena, beneficiando di una riforma della giustizia penale approvata durante la prima presidenza di Donald Trump.

Ilya Lichtenstein said:

“Grazie al First Step Act firmato durante la presidenza di Donald Trump, sono stato rilasciato anticipatamente. Rimango impegnato a contribuire positivamente nel settore della cybersicurezza non appena possibile.”

La misura legislativa nota come First Step Act, approvata nel 2018, ha ampliato i criteri per riduzioni di pena attraverso crediti di buona condotta e programmi di riabilitazione, rendendo possibile l’uscita anticipata per detenuti che soddisfano specifici requisiti.

Lichtenstein era stato condannato a cinque anni di reclusione a novembre 2024 dopo aver patteggiato un’accusa di cospirazione per riciclaggio collegata all’attacco informatico del 2016 ai danni di Bitfinex, che aveva portato al furto di quasi 120.000 Bitcoin.

Arresto, indagine e sequestro

Unitamente alla moglie, Heather Morgan, Lichtenstein era stato arrestato nel 2022 a seguito di una lunga indagine federale che aveva portato al sequestro di una quota significativa delle criptovalute sottratte. Il caso ha attirato una forte attenzione pubblica e mediatica, ispirando una docuserie e progetti cinematografici in corso.

Dopo la sentenza, Lichtenstein ammise di aver violato i sistemi di Bitfinex nel 2016 e di aver partecipato al riciclaggio di “migliaia di Bitcoin“, ma dichiarò di voler assumersi l’intera responsabilità per proteggere la moglie dalle accuse più gravi.

Ilya Lichtenstein said:

“[Mia moglie] non ha avuto alcun ruolo nell’hack in sé. Non ne era a conoscenza per anni.”

Heather Morgan, che si esibiva con lo pseudonimo artistico “Razzlekhan” ed era stata accusata di aver contribuito al riciclaggio dei proventi, aveva ricevuto una pena di diciotto mesi e aveva annunciato un rilascio anticipato già in ottobre, definendo il ritorno alla coppia come un dono importante dopo anni di separazione.

Heather Morgan said:

“È il miglior regalo di Capodanno dopo anni di lontananza.”

Impatto sui danneggiati e prospettive legali

Nonostante numerose persone ed entità siano state colpite dal furto del 2016, nei documenti giudiziari emerge che la piattaforma colpita, Bitfinex, potrebbe essere l’unica parte ad avere requisiti formali per richiedere un risarcimento direttamente dall’amministrazione dei beni sequestrati.

Il governo federale aveva invitato le vittime dell’attacco a presentare dichiarazioni sull’impatto subito, procedura finalizzata a stabilire l’eventuale assegnazione dei fondi recuperati tramite il processo penale e civile associato. La gestione di richieste di risarcimento in casi di grandi sequestri di criptovalute comporta complessità tecniche e giuridiche, inclusa la determinazione della titolarità e della tracciabilità dei fondi.

Revisione dei casi e prerogativa presidenziale

L’uscita anticipata di Lichtenstein coincide con una fase in cui la clemenza e le revisioni di casi legati alla tecnologia e alle criptovalute sono tornate al centro dell’attenzione politica. L’ex presidente ha indicato di voler esaminare il fascicolo del cofondatore del Samourai Wallet, Keonne Rodriguez, lasciando intendere che potrebbe valutare misure di clemenza o altre forme di intervento.

In passato, misure presidenziali di clemenza in casi legati al mondo digitale hanno già avuto luogo: tra gli esempi recenti figurano la grazia concessa a Ross Ulbricht, fondatore del defunto mercato darknet Silk Road, e la decisione di intervenire nel caso del fondatore di Binance, Changpeng Zhao.

La questione solleva questioni più ampie sul ruolo della politica nelle decisioni di clemenza, sull’equilibrio tra responsabilità penale e programmi di riabilitazione, e sulle implicazioni per la governance delle criptovalute. Monitorare il reinserimento di persone coinvolte in gravi reati informatici e il loro accesso a ruoli nel settore della sicurezza digitale resta una sfida per istituzioni, aziende e comunità tecnologiche.

Il rilascio di Ilya Lichtenstein inaugura ora una fase di osservazione sul suo percorso post-carcerario e sul possibile contributo, annunciato dallo stesso, nel campo della cybersicurezza, con l’attenzione delle autorità e del mercato rivolta alle garanzie necessarie per un eventuale rientro professionale.