Dispersi italiani a Crans-Montana: la famiglia di Achille Barosi lancia un appello disperato

Non ci sono notizie ufficiali riguardo a Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova e residente da alcuni anni a Dubai con la famiglia, che la sera dell’incidente si trovava all’interno del locale dove si è consumata la tragedia a Crans-Montana. In serata la Federazione Italiana Golf ha comunicato tramite canali social la morte attribuita al giovane. Determinante per il riconoscimento è stato il ritrovamento nel locale del suo telefono cellulare.

Sebastiano Galeppini ha detto:

“Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna”.

Il padre di Emanuele Galeppini, originario di Genova e stabilitosi a Dubai con la famiglia, ha rivolto numerosi appelli nella speranza di ricevere notizie. Secondo quanto riferito dai familiari, il ragazzo era stato sentito al telefono poco prima della tragedia per gli auguri di Capodanno.

Considerato una promessa del golf, Emanuele aveva ottenuto risultati importanti a livello giovanile: lo scorso aprile si era aggiudicato il torneo Omega Dubai Creek Amateur.

Sono inoltre segnalati come dispersi due minorenni di Milano, i cui nominativi sono stati omessi per rispetto delle famiglie coinvolte, viste le molte informazioni non verificate circolate nelle ore successive all’evento. Tra le persone ancora non rintracciate risultano complessivamente altri due minorenni.

Tempi e procedure per l’identificazione

Matteo Scopetti ha detto:

“Per arrivare all’identificazione di tutte le vittime ci vorranno almeno 5-6 giorni. Esistono procedure consolidate che vengono attivate non appena il luogo sarà ispezionabile, utili ad accertare l’identità delle persone coinvolte”.

Matteo Scopetti, professore associato di Medicina legale presso la Università Sapienza e dirigente medico della Aou S.Andrea di Roma, ha aggiunto una descrizione tecnica dell’evento definendolo un disastro di massa che richiede l’intervento coordinato di diverse professionalità.

Le attività per l’identificazione prevedono il prelievo di campioni biologici per l’analisi del DNA, il confronto con anagrafe genetiche o campioni forniti dai familiari, l’esame dei referti odontologici e, quando possibile, il confronto di impronte digitali. Queste operazioni richiedono tempo e l’accesso sicuro all’area interessata, oltre a protocolli internazionali di condivisione dei dati nei casi che coinvolgono cittadini di più paesi.

In scenari di questa gravità è frequente il coinvolgimento di équipe forensi internazionali e di consulenze specialistiche per accelerare le procedure senza compromettere le garanzie tecnico-scientifiche richieste. Parallelamente, le autorità competenti attivano i canali consolari per supportare le famiglie straniere e coordinare le comunicazioni ufficiali.

Le indagini sull’accaduto proseguono per chiarire dinamica e responsabilità; nel frattempo le famiglie attendono aggiornamenti ufficiali dalle autorità svizzere competenti, che a loro volta comunicheranno i risultati delle analisi e le informazioni necessarie per le procedure di identificazione e di lutto.



Author: Tony
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