Bitcoin e gli etf crollano: perdita record di 4,57 miliardi di dollari in due mesi
- 2 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I più popolari ETF spot sulle criptovalute quotati negli Stati Uniti hanno registrato la loro peggior striscia di risultati dalla quotazione, con gli investitori che hanno ritirato miliardi negli ultimi due mesi del 2025, chiudendo un finale d’anno particolarmente difficile per un prodotto che aveva svolto un ruolo centrale nell’adozione istituzionale delle valute digitali.
Le undici piattaforme ETF spot complessivamente hanno segnato un deflusso netto di circa 1,09 miliardi di dollari a dicembre, dopo un ritiro ancora più consistente di 3,48 miliardi registrato a novembre. In totale, nei due mesi si è arrivati a redenzioni per circa 4,57 miliardi di dollari, il valore più elevato dall’esordio delle quotazioni a gennaio 2024.
Questi movimenti segnalano una marcata diminuzione dell’appetito istituzionale per il principale asset digitale e sono coincisi con una flessione del 20% nel prezzo del Bitcoin nello stesso periodo. La precedente peggior performance su due mesi risaliva a febbraio-marzo, quando gli investitori ritirarono complessivamente 4,32 miliardi di dollari.
Anche gli ETF legati a Ether hanno avuto un finale d’anno negativo: nei mesi di novembre e dicembre gli investitori hanno sottratto oltre 2 miliardi di dollari da questi fondi.
Nonostante il calo di interesse verso Bitcoin e Ether, alcuni prodotti hanno invece attratto flussi: gli ETF su XRP hanno raccolto più di 1 miliardo di dollari tra novembre e dicembre, mentre gli ETF legati al token SOL di Solana hanno incassato oltre 500 milioni di dollari.
Flussi e impatti sul mercato
Gli ETF spot rappresentano una via di accesso regolamentata per gli investitori istituzionali al mercato delle criptovalute: offrono esposizione agli asset sottostanti senza la necessità che il cliente detenga direttamente le chiavi private. Per questo motivo, i flussi verso e dai fondi sono osservati con attenzione, perché influenzano liquidità, formazione dei prezzi e percezione del rischio tra gli operatori professionali.
I deflussi su larga scala possono aumentare la pressione sui market maker e sugli operatori che forniscono liquidità, con effetti diretti sui prezzi nelle fasi di viaggio al ribasso. Tuttavia, il profilo degli investitori che esce dal mercato e la capacità delle controparti di assorbire l’offerta determinano se la situazione degeneri in vendite forzate o rimanga un semplice riequilibrio di portafoglio.
Vikram Subburaj said:
“I deflussi dagli ETF e le liquidazioni costanti pesano sul sentiment, ma la struttura non sembra quella di un panico. Piuttosto, sembrerebbe un mercato in equilibrio, con gli investitori più deboli che escono verso fine anno e bilanci più solidi che assorbono l’offerta. Il prezzo si sta comprimendo mentre entrambe le parti attendono il ritorno della liquidità a gennaio.”
Prospettive e fattori da monitorare
Per comprendere le possibili evoluzioni nei prossimi mesi è utile seguire alcuni indicatori chiave: flussi netti negli ETF, profondità dei book degli exchange, attività delle grandi entità di mercato (market maker, hedge fund) e fattori macroeconomici che influenzano la propensione al rischio degli investitori istituzionali. Anche le decisioni e i commenti di enti regolatori come la SEC rimangono elementi sensibili per l’umore del mercato.
La rotazione dei capitali verso prodotti legati ad altre criptovalute, come XRP e SOL, indica che parte degli investitori continua a cercare esposizione al comparto digitale, anche se con preferenze più selettive. Questo comportamento può attenuare la pressione sui prezzi delle large cap come Bitcoin e Ether, se i capitali complessivi rimangono presenti ma redistribuiti su asset differenti.
In sintesi, il trend osservato a fine 2025 descrive una fase di riallineamento della domanda istituzionale e di compressione dei prezzi in attesa di un ritorno della liquidità. Nei primi mesi del 2026 sarà decisivo osservare se i mercati registreranno un rimbalzo dei flussi verso gli ETF principali o se la selettività degli investimenti proseguirà favorendo strategie più diversificate.