Dl milleproroghe: stop alla proroga dei bonus per giovani e donne, le misure restano nella manovra
- 1 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Milleproroghe ha confermato che non è stata introdotta la proroga di un anno prevista in una bozza per il bonus giovani under 35 e per il bonus donne, incentivi pensati per favorire l’inserimento lavorativo di giovani e donne in condizioni svantaggiate.
Nel testo definitivo sono state altresì escluse le estensioni che erano presenti nelle versioni precedenti relative al Bonus Zes per il Mezzogiorno e all’incentivo all’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo tecnologico e per la transizione digitale ed ecologica.
Parallelamente, nella legge di bilancio approvata definitivamente sono previste misure alternative: un esonero contributivo parziale per i datori di lavoro che nel 2026 assumono a tempo indeterminato o trasformano contratti a termine, con priorità per giovani, donne svantaggiate e per le aree interessate dalle Zes.
È importante rilevare che la proroga inserita inizialmente nel Milleproroghe era finanziata con fondi europei, mentre la misura prevista nella manovra è sostenuta da fondi nazionali, un cambiamento che incide sia sulla durata sia sull’entità delle risorse disponibili.
Dettagli sulla decisione e implicazioni
La scelta di non confermare la proroga nel provvedimento di cui sopra lascia invariato il termine di scadenza originario degli incentivi, fissato al 31 dicembre 2025 per molte delle agevolazioni in oggetto. Questo comporta effetti immediati su imprese e beneficiari che avevano pianificato assunzioni o avviato iter amministrativi in vista di un possibile posticipo dei termini.
La differenza di copertura finanziaria tra fondi europei e fondi nazionali può determinare una variazione delle risorse complessive destinate agli incentivi, influenzando la platea dei beneficiari e la capacità di attuazione da parte delle amministrazioni competenti.
Il bonus giovani under 35
Il bonus giovani under 35, introdotto con il decreto coesione del 2024, prevedeva per i datori di lavoro l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per un periodo massimo di 24 mesi, con un importo mensile massimo di 500 euro.
La misura si applicava alle assunzioni a tempo indeterminato o alle trasformazioni in contratti stabili effettuate entro il 31 dicembre 2025 per giovani con meno di 35 anni che non avevano mai avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel corso della loro carriera.
Il sostegno per le donne
Analogamente, il bonus donne consisteva in un esonero totale dei contributi previdenziali per i datori di lavoro, sempre per un massimo di 24 mesi, rivolto alle assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici in condizione di svantaggio.
Senza interventi di proroga i termini restano quelli previsti originariamente, con scadenza al 31 dicembre 2025 per usufruire del beneficio.
Il Bonus Zes e l’incentivo all’autoimpiego
Con la mancata proroga cessano alla fine del 2025 anche il Bonus Zes — destinato alle imprese del Mezzogiorno che assumono stabilmente persone con più di 35 anni disoccupate da lungo periodo — e l’incentivo all’autoimpiego, rivolto a persone sotto i 35 anni che avviano nuove attività nei settori considerati strategici per l’innovazione e la transizione.
Le Zes sono strumenti di politica territoriale volti a favorire investimenti e occupazione nelle aree a maggior disagio economico; la sospensione o la modifica degli incentivi connessi può quindi avere ripercussioni sulle dinamiche di sviluppo locale.
Conseguenze pratiche e prossimi passi
Per le imprese e i potenziali beneficiari la situazione richiede attenzione: le procedure di assunzione programmate in funzione di una proroga dovranno essere riviste e le convenienze economiche ricalcolate alla luce della diversa copertura finanziaria.
Dal punto di vista istituzionale, la decisione apre la possibilità di interventi correttivi o di misure alternative nella prossima legislazione economica. Ministeri competenti e amministrazioni locali dovranno coordinarsi per chiarire criteri, priorità e modalità di accesso alle risorse previste dalla manovra.
Si raccomanda a imprese, consulenti del lavoro e potenziali beneficiari di monitorare i decreti attuativi e i bandi che dettaglieranno l’applicazione delle nuove disposizioni, così da poter valutare tempestivamente le opportunità disponibili e gli adempimenti necessari.