Tether si aggiudica altri 8.888 BTC e sale al quinto posto tra i portafogli Bitcoin
- 1 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Tether ha acquistato 8.888 Bitcoin nella notte di Capodanno, portando la quantità di Bitcoin dichiarata dall’azienda a oltre 96.000 unità a chiusura del 2025, ha comunicato l’amministratore delegato Paolo Ardoino. L’ultima tranche aveva un valore di mercato stimato intorno ai 780 milioni di dollari al momento dell’acquisto.
La strategia di accumulo è parte di un processo trimestrale: Tether destina una porzione dei propri utili, fino al 15% ogni tre mesi, all’acquisto di Bitcoin, consolidando così la propria posizione tra i più grandi detentori attivi della criptovaluta.
L’acquisto e il posizionamento nel mercato
Con questa operazione l’indirizzo di Tether figura tra i primi cinque per quantità di Bitcoin detenuti, dietro a istituzioni e piattaforme come Binance, Robinhood e Bitfinex, e risulta secondo se si considerano solo le casse aziendali private. La regolarità degli acquisti trimestrali rende la sua strategia prevedibile ma non meno influente sui mercati, dato che acquisti di questa entità possono incidere sulla liquidità e sullo slancio dei prezzi.
Gli acquisti ripetuti sollevano questioni operative e di rischio: la dimensione e la frequenza degli acquisti possono amplificare la volatilità temporanea dei mercati spot e richiedono strumenti di gestione del rischio per evitare pressioni sui prezzi al momento di eventuali disinvestimenti.
Oro e composizione delle riserve
Tether non ha concentrato le sue risorse solo sul Bitcoin. Nel terzo trimestre del 2025 la società ha acquistato 26 tonnellate d’oro, portando il totale detenuto a circa 116 tonnellate, una posizione che la colloca tra i primi trenta detentori a livello mondiale. Questo mix di US Treasurys, Bitcoin e oro rappresenta la strategia di diversificazione della riserva dell’emittente dello stablecoin USDT.
La combinazione di attività rifugio e asset digitali ha attirato attenzione da parte delle agenzie di rating e dell’analisi finanziaria: in un contesto in cui la trasparenza e la concentrazione delle riserve sono elementi chiave per valutare la stabilità degli stablecoin, alcune agenzie hanno rivisto al ribasso il profilo di rischio associato a USDT.
Arthur Hayes, ex amministratore delegato di una piattaforma cripto, ha pubblicamente indicato potenziali criticità legate all’aumento della quota di Bitcoin e d’oro nelle riserve, sottolineando come la crescente esposizione a questi asset possa esporre l’emittente a rischi di mercato non trascurabili.
Variazioni delle detenzioni e partecipazioni correlate
Nel corso dell’anno le riserve in Bitcoin di Tether hanno mostrato fluttuazioni: dopo un grande acquisto nel primo trimestre le riserve avevano superato le 100.000 unità, per poi ridursi in momenti successivi. Questi movimenti avevano alimentato ipotesi di vendite sul mercato, ipotesi che la società ha smentito, spiegando che alcune trasferte di asset erano correlate a operazioni di sostegno a entità collegate.
In particolare, Tether ha dichiarato di aver contribuito a iniziative finanziarie collegate a una società partecipata, Twenty One Capital, la quale deteneva 43.514 Bitcoin al primo giorno dell’anno, posizionandosi come terza maggiore “cassa” tra le società pubbliche, alle spalle di Mara Holdings e Strategy.
Implicazioni regolamentari e di mercato
L’espansione delle riserve in Bitcoin e in oro da parte di grandi emittenti di stablecoin solleva questioni di natura regolamentare e di fiducia: autorità di vigilanza e agenzie di rating tengono sotto osservazione la governance delle riserve, la trasparenza delle dichiarazioni e i meccanismi di copertura che garantiscono la stabilità dello stablecoin.
Una calibrazione più rigorosa delle regole potrebbe richiedere standard più elevati di disclosure, audit esterni e limiti alla concentrazione di esposizione su asset volatili, per mitigare il rischio sistemico associato alla perdita di fiducia in una valuta digitale connessa a un emittente privato.
La corsa aziendale ai Bitcoin
Le acquisizioni di fine anno avvengono in un contesto più ampio di accumulo aziendale di Bitcoin. Società quotate e fondi stanno implementando politiche di tesoreria che includono la detenzione diretta della criptovaluta come copertura inflazionistica o diversificazione patrimoniale.
Tra gli esempi più recenti, la società giapponese Metaplanet ha aggiunto 4.279 Bitcoin al proprio portafoglio, portandosi a circa 35.102 unità, mentre Strategy ha continuato a raccogliere capitale, tramite equity e debito, per incrementare una cassa che rimane la più consistente tra le aziende, superando le 670.000 unità.
Questa dinamica di “accaparramento” aziendale contribuisce a modificare l’offerta disponibile sul mercato spot e può avere effetti sulla formazione del prezzo nel medio termine, richiedendo attenzione da parte degli investitori istituzionali e dei regolatori.
In sintesi, l’operazione di fine anno di Tether è parte di una strategia più ampia di diversificazione delle riserve che combina liquidità, oro e asset digitali; il mix scelto e la sua comunicazione resteranno fattori chiave per valutare rischi, impatti di mercato e risposte regolamentari nei prossimi mesi.