Le leggi sulle criptovalute negli Usa rischiano di trasformare il paese in uno stato di sorveglianza globalista
- 1 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Warren Davidson, deputato degli Stati Uniti, ha messo in guardia contro un possibile scivolamento verso un sistema finanziario autorizzato e sottoposto a sorveglianza diffusa, sostenendo che recenti provvedimenti legislativi sul mondo crypto minano la promessa originaria di denaro permesso e privato.
Critiche al GENIUS Act e ai rischi di un CBDC
In un post pubblicato su X, Davidson ha criticato il disegno di legge incentrato sulle stablecoin denominato GENIUS Act, sostenendo che la sua struttura facilita, di fatto, l’implementazione di una versione all’ingrosso di una valuta digitale ufficiale del dollaro (CBDC), con potenziali usi per la sorveglianza, la coercizione e il controllo.
Warren Davidson ha dichiarato:
“Do not be deceived.”
Warren Davidson ha dichiarato:
“We need to reject this globalist surveillance state and return to first principles.”
Davidson ha inoltre ricordato ai suoi follower che la promessa originaria di Bitcoin non era principalmente quella di essere un asset illiquido o una copertura dall’inflazione, ma di offrire un sistema di pagamento peer-to-peer senza autorizzazioni, capace di garantire privacy e autosovranità finanziaria.
Attività legislativa e passato politico di Davidson
Rappresentante dell’Ohio dal 2016, Davidson è tra i principali sostenitori in Congress del denaro senza permessi, dell’autocustodia e della protezione della privacy finanziaria. Nel corso dei suoi mandati ha presentato iniziative volte a limitare il controllo degli Stati sulle criptovalute, a criminalizzare l’introduzione di CBDC e persino una proposta per rimuovere il presidente della Securities and Exchange Commission, Gary Gensler.
Sostegno e preoccupazioni di altri rappresentanti
Non è il solo parlamentare a esprimere scetticismo. La deputata Marjorie Taylor Greene ha annunciato il suo voto contrario al GENIUS Act, sostenendo che la proposta rafforza il potere delle banche e crea una porta secondaria per l’introduzione di una CBDC.
Marjorie Taylor Greene ha dichiarato:
“The real danger lies in Digital ID, CBDC, and no self custody.”
Il ruolo del CLARITY Act e prospettive parlamentari
Sia Davidson sia Greene hanno mostrato una maggiore apertura nei confronti del CLARITY Act, un disegno di legge che mira a correggere alcune delle lacune del GENIUS Act e a salvaguardare l’autocustodia. Il CLARITY Act è atteso al voto del Senato e dovrebbe essere soggetto a discussione nelle prime fasi del 2026.
Warren Davidson ha dichiarato:
“CLARITY promises to fix some of the deficiencies in GENIUS by protecting self-custody and incorporating other House provisions.”
Tuttavia, Davidson ha sottolineato che, con il GENIUS Act già operativo, le modifiche apportate dal CLARITY Act rischiano di restare in gran parte simboliche e di non invertire la traiettoria di controllo sul denaro degli individui.
Warren Davidson ha dichiarato:
“The future of money will determine the future. Without massive divine intervention, that future looks permissioned, surveilled, and debased.”
Implicazioni politiche e tecniche
Le preoccupazioni sollevate dagli esponenti contrari a una soluzione autorizzata riguardano diversi aspetti: la perdita di privacy per i cittadini, l’aumento del potere di sorveglianza da parte dello Stato o di attori terzi, la possibile erosione del diritto all’autocustodia dei fondi e il ruolo rafforzato delle banche intermediarie. Dal punto di vista tecnico, una CBDC all’ingrosso potrebbe essere implementata con architetture che permettono controllo centralizzato sugli strumenti di pagamento, facilitando monitoraggi puntuali delle transazioni.
Dal punto di vista istituzionale, il dibattito coinvolge il Congresso, il Senato, le autorità di regolamentazione finanziaria come la Securities and Exchange Commission e le banche centrali, che devono bilanciare obiettivi di stabilità, lotta al riciclaggio e tutela dei diritti individuali. Il settore delle criptovalute e gli attori tecnologici osservano con attenzione: le scelte legislative definiranno il modello operativo dei pagamenti digitali per gli anni a venire.
Prospettive per l’industria crypto e i cittadini
Se dovessero prevalere soluzioni autorizzate e con requisiti di identificazione digitale obbligatoria, gli operatori del settore e gli utenti che privilegiano la privacy e l’autocustodia potrebbero trovarsi in un contesto normativo più restrittivo, con impatti su innovazione, accesso ai servizi finanziari e libertà economica. Al contrario, misure che proteggano l’autocustodia e la natura permissionless delle tecnologie distributed ledger potrebbero favorire modelli di pagamento più decentralizzati e resilienti.
Nei prossimi mesi il confronto parlamentare sul GENIUS Act e sul CLARITY Act sarà determinante: emendamenti, audizioni tecniche e pressioni politiche definiranno quali salvaguardie verranno adottate per bilanciare sicurezza finanziaria, prevenzione degli abusi e tutela della privacy individuale.