Sistema sanitario di Milano sotto i riflettori: boom del giro d’affari dei ricoveri nel privato
- 31 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La nuova geografia della sanità nel territorio di Milano si configura con una netta distinzione: l’ambito ambulatoriale resta soprattutto di competenza del pubblico, mentre la degenza si sposta progressivamente verso il settore privato. Questo quadro emerge dall’analisi delle prestazioni registrate nei primi nove mesi dell’anno secondo i dati forniti dall’Ats di Milano e Lodi.
Evoluzione delle prestazioni ambulatoriali
Sul fronte ambulatoriale si registra un aumento delle visite erogate dal sistema pubblico, che passano da circa 468 milioni nel 2024 a 480 milioni nel 2025, con una crescita percentuale dell’ordine del 2,5%. Anche il privato mostra un incremento, ma più contenuto: da 437,7 milioni a 439,7 milioni, corrispondente a circa lo 0,5% di crescita.
Il maggiore aumento nel pubblico non è però omogeneo sul territorio: la crescita è concentrata in pochi grandi poli ospedalieri che assorbono la maggior parte dell’incremento complessivo. In particolare spiccano le performance di Asst Niguarda, con un incremento attorno al +9,4%, e dell’Irccs Policlinico di Milano, che registra circa il +8,5%.
Al contrario, altre strutture pubbliche mostrano diminuzioni significative: Asst Sacco evidenzia una flessione stimata intorno al -1,4%, Asst Nord Milano circa -6,6%, mentre l’Irccs Istituto Tumori registra un calo più marcato vicino al -13,1%. Nel complesso il segmento ambulatoriale riflette una polarizzazione interna al pubblico più che uno spostamento di quote verso il privato.
Occorre inoltre considerare il ruolo dell’intramoenia, che resta una componente rilevante della prestazione pubblica e contribuisce alla capacità degli ospedali pubblici di fornire visite in regime extra-aziendale, influenzando l’occupazione delle agende e le dinamiche di accesso per i pazienti.
Andamento dei ricoveri e della degenza
Nel periodo compreso tra gennaio e settembre il quadro si ribalta per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri. Il valore economico complessivo della degenza nel settore pubblico diminuisce di circa 2,8%, con una riduzione pari a 23,6 milioni di euro e una contrazione di 4.683 ricoveri rilevati come Sdo (schede di dimissione ospedaliera).
Contemporaneamente il settore privato accreditato mostra un aumento sia in termini di volumi sia in valore: sono stati registrati circa 2.259 ricoveri in più e un incremento economico di circa 16 milioni di euro rispetto allo stesso periodo precedente.
Questa dinamica, ben visibile nell’area metropolitana del capoluogo, rispecchia una tendenza che si osserva anche in diverse province della Lombardia, con conseguenze sull’offerta ospedaliera complessiva e sulla distribuzione delle casistiche tra pubblico e privato.
Implicazioni per accesso, programmazione e policy
La simultanea crescita dell’offerta ambulatoriale pubblica concentrata in pochi centri e la perdita di peso del pubblico nella degenza sollevano questioni sia di equità di accesso sia di pianificazione dei servizi. Se la degenza si sposta verso il privato accreditato, si apre il tema della sostenibilità dei costi, del controllo dei livelli di assistenza e della capacità del sistema pubblico di rispondere a bisogni complessi.
Dal punto di vista istituzionale, la situazione richiede un’attenta lettura da parte delle autorità sanitarie regionali e delle aziende sanitarie locali: occorrono politiche che favoriscano l’appropriatezza delle cure, una governance capace di integrare pubblico e privato e strumenti di monitoraggio per valutare qualità, tempi di attesa e impatto finanziario sui bilanci regionali.
Inoltre, i risultati variano tra strutture e territori, rendendo necessaria una programmazione mirata che tenga conto delle specificità locali e delle aree di eccellenza in cui il pubblico continua a crescere, così come delle realtà dove il privato sta assorbendo una quota crescente di ricoveri.
In sintesi, la rilevazione preliminare per i primi nove mesi dell’anno indica una sanità metropolitana caratterizzata da due traiettorie divergenti: ambulatoriale pubblico in consolidamento in alcuni poli e degenza sempre più orientata verso il privato. Le decisioni di politica sanitaria future dovranno affrontare questi nodi per garantire equilibrio tra accesso, qualità e sostenibilità economica.