Da gennaio salgono le accise sul gasolio: la benzina scende ai minimi dal 2021
- 30 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dal primo gennaio chi guida un veicolo alimentato a gasolio dovrà affrontare un aumento delle tasse sui carburanti che si tradurrà in un rincaro alla pompa di 4,05 centesimi al litro.
Secondo le stime diffuse dalle associazioni di settore e dalle organizzazioni dei consumatori, la misura interesserà circa 16,6 milioni di utenti e dovrebbe tradursi in un incremento delle entrate fiscali per lo Stato pari a circa 552 milioni di euro nel 2026.
Dettagli normativi e tecnico‑economici
L’aumento è riconducibile all’entrata in vigore delle nuove disposizioni previste dal Ddl Bilancio 2026 in materia di accise sui carburanti per autotrazione, che comportano un allineamento delle imposte applicate a benzina e gasolio.
Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti ha spiegato:
“È previsto l’allineamento delle accise su benzina e gasolio, che saranno entrambe fissate a 672,90 euro per 1.000 litri. Tale allineamento comporterà una riduzione di circa 50 euro a metro cubo sulla benzina (IVA inclusa) e un aumento di circa 50 euro a metro cubo sul gasolio (IVA inclusa).”
Quanto peserà sui consumatori
Per quantificare l’impatto per gli automobilisti basta qualche dato esemplificativo: considerando l’aliquota del IVA al 22%, un pieno di gasolio da 50 litri risulterà più caro di circa 2,47 euro rispetto ai livelli attuali a partire dall’1 gennaio.
Codacons ha calcolato:
“Un pieno di gasolio da 50 litri costerà dal 1° gennaio 2,47 euro in più rispetto ad oggi; ipotizzando due pieni al mese, la spesa annua per autovettura aumenterebbe di circa 59,3 euro. Se si aggiunge l’incremento precedente di 1,5 centesimi introdotto lo scorso maggio, il rincaro complessivo sarebbe pari a 3,38 euro a pieno, ovvero +81,1 euro all’anno.”
La stessa associazione osserva inoltre che gli effetti redistributivi tra i diversi carburanti possono restare solo parziali al livello dei prezzi alla pompa: precedenti interventi fiscali hanno visto aumenti immediati nei prezzi del gasolio, mentre le riduzioni teoriche sulla benzina si sono tradotte in ribassi effettivi molto contenuti.
Contesto e possibili ricadute politiche ed economiche
L’adeguamento delle accise rientra in un disegno più ampio di bilancio che ha l’obiettivo di uniformare la tassazione sui diversi carburanti, ma la misura ha ricadute dirette su famiglie, imprese di trasporto e settore della logistica, con possibili effetti indiretti sull’inflazione dei prezzi dei beni trasportati.
Dal punto di vista politico, aumenti ripetuti o percepiti come non equi possono generare pressioni sui decisori pubblici, richieste di interventi compensativi e un dibattito sul ruolo delle imposte ambientali e dei sussidi, nonché sulla necessità di misure per contrastare il caro‑carburanti per i nuclei più vulnerabili.
Gli operatori del settore e le associazioni dei consumatori ribadiscono la necessità di monitorare l’evoluzione dei prezzi alla pompa e di valutare strumenti di mitigazione che possano contenere l’impatto sui cittadini, favorendo al contempo politiche di transizione energetica e mobilità sostenibile.
Prospettive e elementi da osservare
Nei prossimi mesi sarà importante valutare come il mercato risponderà all’adeguamento fiscale: andranno monitorati i listini medi alla pompa, i margini degli operatori di distribuzione e le eventuali misure compensate introdotte dal Governo per attenuare l’effetto sui consumatori e sulle filiere produttive più esposte.
Occorrerà inoltre seguire il confronto istituzionale e parlamentare sulle misure di bilancio, dato che eventuali modifiche normative o emendamenti potrebbero ridefinire tempistiche e modalità di applicazione delle nuove aliquote.