Torino spinge su lavoro e soluzioni innovative per Aska
- 30 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Mercati, Newsletter
La fase più complessa della crisi del settore automobilistico sembra alle spalle grazie all’aumento della produzione della Fiat 500 ibrida nello stabilimento di Mirafiori, ma il pericolo di deindustrializzazione e di lavoro povero resta una questione centrale per il futuro di Torino e dell’intero territorio piemontese.
I nodi economici
Il tema occupa un ruolo centrale nei dibattiti della giunta cittadina guidata dal sindaco Stefano Lo Russo (PD) e trova nuova attenzione anche nella discussione sull’eventuale riconoscimento per il Piemonte della Zes (Zona economica speciale). Un provvedimento del genere sarebbe insolito per una regione del Nord e comporterebbe strumenti di attrazione degli investimenti e agevolazioni mirate.
Nonostante le affermazioni delle associazioni degli industriali che parlano di una regione in transizione e non in recessione, la filiera dell’automotive ha subito un ridimensionamento di lungo periodo: il ricorso alla cassa integrazione resta elevato e Torino è la provincia italiana con il maggior uso di questo ammortizzatore sociale. Sul fronte commerciale, il Piemonte ha perso una posizione nella classifica delle regioni esportatrici, scendendo dalla quarta alla quinta posizione nell’ultimo anno, segnando così limiti nella capacità di ripresa complessiva.
Per rispondere al problema del mercato del lavoro la città ha ottenuto un finanziamento di 2,3 milioni per aprire sette poli per l’occupabilità nel 2026. Il progetto, promosso dal Comune, è finalizzato a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e a migliorare le prospettive di inserimento per chi cerca occupazione.
La vicesindaca e assessora al Lavoro Michela Favaro ha spiegato che i poli offriranno servizi integrati di orientamento, formazione e reinserimento professionale, con l’obiettivo di facilitare transizioni efficaci dal mondo della formazione e della disoccupazione verso opportunità lavorative più stabili.
Un indicatore utile dello stato di salute economico è il dato sulle esportazioni: nei primi nove mesi dell’anno il Piemonte ha registrato un recupero dell’1,7%. Tuttavia questo progresso è trainato soprattutto da altre province della regione, mentre Torino — che pesa per oltre il 40% delle esportazioni regionali — ha segnato una crescita più contenuta, intorno al +0,4% rispetto al 2024, evidenziando la necessità di rafforzare competitività e diversificazione produttiva.
Sul piano istituzionale la situazione sottolinea l’importanza di un coordinamento tra il Comune, la Regione Piemonte, le rappresentanze imprenditoriali e le organizzazioni sindacali per costruire politiche industriali mirate: dagli incentivi agli investimenti fino alla formazione professionalizzante e al supporto alle filiere strategiche.
Focus innovazione
Dopo l’esperienza come Capitale europea dell’Innovazione, l’amministrazione locale punta ora sul progetto Torino Talent Gateway e sulla creazione dell’Ecosystem Guide, un pacchetto di servizi rivolto a talenti, start-up e imprese tecnologiche per facilitare l’insediamento e la crescita nel territorio.
Chiara Foglietta ha detto:
“Si tratta di servizi gratuiti pensati per attrarre, accogliere e supportare professionisti qualificati, start-up e piccole e medie imprese innovative.”
L’iniziativa intende mettere a sistema strumenti quali sportelli informativi, servizi di onboarding per lavoratori stranieri e nazionali, collegamenti con incubatori e accesso a reti di investitori. L’obiettivo è favorire la formazione di un ecosistema in grado di sostenere i nuovi driver tecnologici.
Tra i settori individuati come leve di sviluppo figurano la Guida autonoma, l’Intelligenza artificiale e le tecnologie Clean tech. Per tradurre queste opportunità in crescita concreta servono investimenti in infrastrutture di ricerca, programmi di riqualificazione professionale e partenariati stabili con atenei e centri di ricerca, oltre a politiche di attrazione di capitale e competenze internazionali.
In sintesi, la città e la regione si trovano in una fase di transizione: i segnali positivi della ripresa produttiva devono essere accompagnati da politiche industriali e sociali coordinate per evitare fenomeni di declino strutturale e per consolidare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.