Oro e argento scavalcano Bitcoin (BTC): i nuovi scudi della moneta fiat nel 2025
- 30 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Quest’anno gli investitori hanno preferito in modo deciso i metalli preziosi come strumento di protezione contro la possibile erosione del valore della valuta fiat, mettendo in secondo piano il bitcoin, che si attestava intorno ai 87.930 dollari. Il oro ha guadagnato quasi il 70% dall’inizio dell’anno e l’argento circa il 150%, superando nettamente la più grande criptovaluta che ha perso circa il 6% nello stesso periodo.
Il fenomeno è stato attribuito alla strategia nota come debasement trade, ovvero l’acquisto di asset percepiti come riserva di valore nell’attesa che la valuta fiat perda potere d’acquisto. Questa svalutazione, spesso conseguenza di politiche monetarie estremamente espansive e di un aumento del deficit fiscale, erode il potere d’acquisto e spinge al rialzo i prezzi degli asset considerati rifugio.
All’inizio dell’anno i sostenitori del bitcoin avevano avanzato previsioni ottimistiche, indicando proprio il debasement trade come fattore chiave per le stime di fine anno. Tuttavia, il rally del bitcoin si è arrestato bruscamente sopra i 126.000 dollari all’inizio di ottobre e da allora la quotazione è scesa nuovamente sotto i 90.000 dollari.
Rally record per l’oro
Il rally dell’oro è particolarmente significativo anche dal punto di vista dell’analisi tecnica. Secondo osservatori di mercato, il metallo prezioso è rimasto stabilmente sopra la media mobile semplice a 200 giorni per circa 550 sedute di borsa consecutive, un indicatore di trend di lungo periodo che attenua le oscillazioni su un orizzonte di circa nove mesi.
Questa serie rappresenta la seconda più lunga mai registrata, dietro a un periodo di circa 750 sedute che seguì la crisi finanziaria del 2008. Il mantenimento duraturo al di sopra della media a 200 giorni è interpretato dagli analisti come un segnale di forza strutturale dell’asset.
Interpretazioni degli analisti
Lewis Harland, portfolio manager presso Re7 Capital, ha commentato la dinamica relativa tra i due asset:
“L’oro ha guidato il BTC di circa 26 settimane, e la sua fase di consolidamento dell’estate scorsa è coerente con la pausa che oggi osserviamo su Bitcoin. La rinnovata forza del metallo riflette un mercato che attribuisce sempre più probabilità a ulteriore svalutazione delle valute e a tensioni fiscali nel 2026, uno scenario che storicamente ha sostenuto entrambi gli asset, con il Bitcoin che tende a rispondere con maggiore intensità.”
Questa lettura implica che il bitcoin potrebbe recuperare terreno nel corso del prossimo anno, seguendo con un certo ritardo l’andamento dell’oro. Gli analisti sottolineano come la correlazione tra i due asset si manifesti spesso su orizzonti temporali differiti.
Segnali dal mercato delle previsioni
Anche i mercati delle previsioni riflettono una certa fiducia nella ripresa relativa del bitcoin. Alla data dell’analisi, i trader su Polymarket attribuivano circa il 40% di probabilità che il bitcoin sia l’asset con la migliore performance l’anno successivo, contro il 33% per l’oro e il 25% per le azioni.
Tuttavia, va ricordato che i mercati delle scommesse e delle previsioni sono strumenti che riflettono aspettative e non garantiscono risultati; le loro valutazioni possono cambiare rapidamente in funzione di nuovi dati macroeconomici, decisioni delle Banche centrali e avvenimenti geopolitici.
Implicazioni per investitori e istituzioni
Per gli investitori l’attuale contesto richiede una valutazione attenta del rapporto rischio/rendimento: i metalli preziosi hanno agito da copertura nell’ambiente di politiche monetarie espansive e pressioni fiscali, mentre il bitcoin rimane un asset caratterizzato da elevata volatilità ma potenziale leva in scenari di debasement prolungato.
Le scelte di allocazione dovrebbero tenere conto non solo delle dinamiche di mercato a breve termine, ma anche del ruolo che avranno le Banche centrali nell’orientare la politica monetaria, delle traiettorie del deficit fiscale e delle possibili misure regolamentari sulle criptovalute. Un approccio diversificato e basato su una valutazione dei fondamentali resta raccomandabile per gestire l’incertezza.