Svolta decisiva per la logistica e l’economia locale
- 30 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La logistica del Nord Ovest guadagna un’importante leva competitiva con il completamento della autostrada A33 Asti-Cuneo, un’opera attesa da decenni che facilita i collegamenti tra i porti liguri, il cuore produttivo del Piemonte e i mercati internazionali. Dopo oltre 30 anni di lavori la struttura arriva a fine ciclo con un costo complessivo molto superiore alle previsioni iniziali: la cifra finale si aggira intorno a 1,457 miliardi di euro rispetto ai circa 340 milioni stimati all’origine.
L’intera tratta tra Asti e Cuneo, lunga circa 90 chilometri, è ora percorribile, fatta eccezione per un tratto di circa cinque chilometri in cui temporaneamente si circola su una sola carreggiata con doppio senso di marcia; la piena funzionalità dell’infrastruttura, con l’apertura della seconda carreggiata, è prevista entro aprile 2026. L’ultimo lotto, tra Alba e Cherasco, è stato completato in 15 mesi invece dei 30 previsti, grazie all’impiego di circa 400 addetti giornalieri, il coinvolgimento di 15 imprese e oltre 130 fornitori. L’opera colma una storica lacuna nella viabilità del sud del Piemonte, migliorando l’accessibilità di un’area caratterizzata da forte vocazione agricola e manifatturiera.
Una svolta storica
L’annuncio del completamento è stato dato durante una verifica dell’intera tratta, percorsa dal viceministro alle Infrastrutture e dal presidente della Regione Piemonte fino allo svincolo con la A6 Torino-Savona presso Marene. L’incontro ha voluto sottolineare il valore strategico dell’opera per i sistemi produttivi locali e per i corridoi di trasporto verso i porti liguri.
Edoardo Rixi ha detto:
«È una svolta storica: si chiude una ferita lunga trent’anni.»
Alberto Cirio ha sottolineato:
«Questa arteria attraversa il cuore economico non solo del Piemonte, ma contribuisce alla competitività del sistema produttivo nazionale ed europeo. Aziende di rilievo e il tessuto di fornitori locali potranno ridurre i tempi e i costi di trasporto, migliorando la loro posizione sui mercati internazionali.»
Il concessionario dell’opera è la Asti-Cuneo Spa, società facente parte del gruppo Astm (Gavio), uno dei principali operatori autostradali italiani dopo Aspi (Autostrade per l’Italia). La gestione successiva alla fase di completamento sarà fondamentale per garantire l’efficienza e la manutenzione dell’infrastruttura.
Una delle vicende infrastrutturali più lunghe del Paese
Il completamento chiude una vicenda iniziata formalmente il 5 aprile 1991, con la prima concessione, che prevedeva una conclusione dei lavori già nel 1996. La realizzazione si è però articolata in fasi molto lunghe: dopo l’inserimento tra le opere finanziate alla fine degli anni Novanta, i primi cantieri furono avviati da Anas nel 2000 e le prime tratte furono aperte tra il 2005 e il 2008.
Nel 2006 fu costituita la società di progetto legata al gruppo Gavio, che assunse la gestione dei tratti esistenti e si occupò del completamento. Tra il 2012 e il 2020 l’opera attraversò la sua fase più critica: contestazioni legali, rallentamenti burocratici e difficoltà di copertura finanziaria produssero anni di stallo, trasformando alcuni tronconi in simboli di opere incompiute. L’area prossima a Cherasco divenne l’emblema di questa lunga paralisi.
Il cross-financing approvato dall’Unione europea
Una svolta decisiva nei lavori è arrivata con l’autorizzazione al meccanismo di cross-financing da parte della Unione europea. Questo strumento consente a concessionarie con solidità finanziaria e con tratte correlate di redistribuire risorse per sostenere investimenti di grande entità su opere considerate strategiche e non completate.
Nel caso dell’A33 Asti-Cuneo il meccanismo ha permesso a Satap, concessionaria della A4 Torino-Milano, di contribuire al finanziamento incrociato dei lotti mancanti, coprendo i costi di realizzazione degli ultimi circa 10 chilometri necessari alla piena continuità dell’arteria.
Il ricorso al cross-financing è stato valutato alla luce delle regole europee sugli aiuti e sugli investimenti infrastrutturali e richiede adeguati livelli di trasparenza, controllo e valutazione economica. L’approvazione ha sbloccato risorse e permesso di accelerare appalti e cantieri, consentendo di concludere lavori che, altrimenti, sarebbero rimasti sospesi per mancanza di coperture.
Sul piano economico e territoriale, l’apertura completa dell’arteria è attesa migliorare i tempi di percorrenza per il traffico merci, ridurre i costi logistici per le imprese locali — inclusi grandi poli industriali come Ferrero e la loro filiera — e rendere più efficienti i collegamenti con i porti e i corridoi europei. L’effetto combinato dovrebbe rafforzare la competitività delle produzioni locali e agevolare il ricambio di traffico su vie più rapide e sicure.
Restano da completare le attività di sistemazione finale e l’apertura della seconda carreggiata nel tratto provvisoriamente a senso alternato: il monitoraggio dell’avanzamento dei lavori e la gestione della manutenzione futura saranno cruciali per garantire il ritorno dell’investimento pubblico-privato e la durabilità dell’opera nel tempo.