Cinema: legge di bilancio mette il tetto al tax credit
- 30 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel lessico della produzione cinematografica italiana una parola aveva un peso particolare: “splafonamento”, ossia l’assenza di un tetto rigido alla spesa per i crediti. Con la nuova legge di bilancio quella pagina si chiude: torna un limite invalicabile alle risorse dedicate ai crediti d’imposta per la produzione e la modifica sarà sancita oggi con il voto finale a Montecitorio, dopo che il Governo ha ottenuto ieri un nuovo voto di fiducia sullo stesso testo approvato a Natale dal Senato.
Il bilancio dei crediti
La decisione arriva a valle di numeri che hanno messo in luce uno squilibrio: dal 2021 a settembre 2025 i crediti autorizzati per la produzione hanno superato le risorse disponibili di circa 1,8 miliardi, a fronte di stanziamenti complessivi pari a 1,72 miliardi nello stesso arco temporale. I dati relativi al 2025 non sono ancora definitivi e non includono alcune istanze presentate verso la fine dell’anno, periodo in cui si è registrata una forte accelerazione delle domande.
Il tema era già stato sollevato pubblicamente dal direttore della direzione generale Cinema e Audiovisivo del Mic, Nicola Borrelli, durante la Mostra di Venezia 2024, in cui aveva segnalato la necessità di una maggiore disciplina per evitare la deriva delle spese.
Come cambiano regole e procedure
Oltre al ritorno del tetto, la novità più significativa riguarda il metodo: i decreti attuativi dovranno ridefinire procedure, tempi e criteri di selezione per assicurare che la spesa non ecceda gli stanziamenti. In pratica, graduatorie, priorità e scadenze assumeranno un ruolo decisivo nell’accesso ai benefici.
Questo meccanismo di controllo, voluto dal Mef per contenere l’asimmetria tra autorizzazioni e stanziamenti, introduce però un elemento di incertezza finanziaria per le produzioni, in particolare per quelle indipendenti che basano parte significativa del proprio equilibrio di bilancio sul credito d’imposta.
Risorse e monitoraggio
La cornice delle risorse è stata ridimensionata: il Fondo per il cinema e l’audiovisivo viene fissato a un minimo di 610 milioni per il 2026 e a 500 milioni annui a partire dal 2027. Si tratta di una riduzione strutturale che limita i margini di espansione e impone una selezione più rigorosa dei progetti finanziabili.
Per rafforzare il controllo è previsto un monitoraggio trimestrale a cura del Ministero della Cultura, con flussi informativi rivolti al ministero dell’Economia e delle Finanze per verificare l’andamento dei crediti e tutelare la stabilità dei conti pubblici.
Il settore ha reagito segnalando i rischi di un esaurimento anticipato del plafond: se le risorse non bastano per soddisfare la totalità delle richieste alcune produzioni potrebbero interrompersi o essere rinviate, con effetti sull’occupazione e sulla capacità del Paese di attrarre produzioni internazionali.
Impatto sul lavoro e misure per i giovani
La manovra interviene anche sulle regole relative all’occupazione nel comparto audiovisivo: per accedere all’indennità di discontinuità per gli attori i requisiti vengono modificati, richiedendo almeno quindici giornate lavorate nell’anno precedente o trenta nel biennio, una variazione che incide sulle platee potenzialmente beneficiarie.
Dal 2027 entrerà in vigore il Bonus Valore Cultura, un credito elettronico destinato ai giovani diplomati da utilizzare per consumi culturali — dai biglietti dei cinema ai prodotti dell’editoria audiovisiva — pensato come incentivo alla domanda culturale più che come sostegno diretto alla produzione.
Un elemento ritenuto importante dal settore è la soppressione, avvenuta in sede di Commissione Bilancio, di una norma che avrebbe limitato la compensazione dei crediti d’imposta con contributi previdenziali e premi assicurativi: la modifica evita restrizioni alla liquidità delle imprese che si sarebbero tradotte in difficoltà operative per molte realtà produttive.
In particolare è stata eliminata la possibilità di limitare la compensazione con versamenti a Inps e Inail, intervento che il comparto avrebbe percepito come una compressione della capacità di cassa necessaria alla prosecuzione delle attività.
Scenario e prossimi passi
Il cinema italiano entra in una nuova fase, meno espansiva e più vigilata: l’obiettivo dichiarato è preservare la sostenibilità finanziaria, ma la sfida sarà mantenere anche la vitalità creativa e l’attrattività internazionale.
I prossimi passaggi cruciali saranno i decreti attuativi che definiranno criteri, graduatorie e priorità; i meccanismi di monitoraggio e controllo; e l’implementazione operativa del Bonus Valore Cultura. Occorrerà valutare gli effetti sulle produzioni indipendenti, sui livelli occupazionali e sulla competitività rispetto ad altri paesi europei, dove spesso gli iter amministrativi risultano più snelli.
Nel breve termine resterà fondamentale il dialogo tra istituzioni e operatori per calibrare le regole in modo da conciliare il rigore di bilancio con la necessità di sostenere un settore che produce valore culturale ed economico.