Con Parigi più forte, le FS rilanciano la sfida per il Frecciarossa nella Manica
- 29 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’alleanza di fine anno tra Ferrovie dello Stato e il fondo americano Certares proietta il 2026 di Trenitalia verso un’espansione francese, ma contiene anche un obiettivo più ambizioso: portare il Frecciarossa lungo la tratta più trafficata e redditizia d’Europa, quella che collega Londra e Parigi attraversando il Canale della Manica.
La strategia per la tratta Londra-Parigi
Dietro questa ambizione c’è da tempo il progetto del direttore generale di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, che punta a inserire i treni ad alta velocità italiani nella rete internazionale più remunerativa. L’idea non è nuova: la penetrazione nel mercato britannico rappresenta da anni un tassello necessario per la strategia europea del gruppo.
Trenitalia ha fatto il suo ingresso operativo nel Regno Unito nel 2019 vincendo, in competizione con il magnate Richard Branson e la sua Virgin Trains, la concessione per la relazione Londra–Manchester–Glasgow, gestita con il marchio Avanti West Coast. Quell’operazione aveva valore strategico doppio: oltre all’accesso al mercato britannico, consentiva di posizionarsi in vista della futura linea ad alta velocità HS2, per la quale Avanti era destinata a svolgere un ruolo operativo in attesa della piena realizzazione dell’infrastruttura.
La rinazionalizzazione nel Regno Unito
Lo scenario è mutato con la decisione del governo britannico di riconsiderare il modello di privatizzazione ferroviaria: le strade ferrate sono state progressivamente riportate sotto il controllo pubblico e le concessioni private, distribuite a circa 26 operatori, sono state gradualmente riviste e non rinnovate. Questo processo ha alterato gli spazi competitivi e ha costretto gli operatori stranieri a ripensare le loro strategie locali.
Accesso ai depositi e concorrenza
In questo contesto Trenitalia UK ha cercato di inserirsi sulla tratta veloce internazionale già attiva, che oggi è dominata da Eurostar da oltre vent’anni. Per consentire la concorrenza, le autorità competenti hanno previsto l’apertura degli spazi di deposito e manutenzione dei treni a nuovi operatori: l’accesso a quelle infrastrutture si è rivelato però il fattore cruciale per operare sulla tratta.
Nel recente bando per l’uso di tali depositi la disponibilità necessaria per effettuare le rotazioni è stata assegnata alla rinata Virgin Trains, preferita alla proposta di Trenitalia UK. Questo ha complicato la possibilità per gli italiani di operare direttamente con base logistica a Londra.
L’opportunità di Parigi
L’esclusione dall’assegnazione dei depositi londinesi ha però aperto un’alternativa: la tratta internazionale dispone di due capolinea e, se l’accesso da Londra è risultato al momento limitato, nulla impedisce a un operatore di basare la propria logistica sul versante francese. Trenitalia già opera collegamenti internazionali con base a Parigi e dispone di spazi presso la Gare du Lyon, oltre a gestire la relazione Milano–Parigi.
L’intesa con il fondo Certares, specializzato in investimenti nel settore dei trasporti e delle infrastrutture, potrebbe fornire il capitale necessario per adattare i convogli Frecciarossa agli standard internazionali richiesti e per organizzare una presenza stabile nella capitale francese, con l’obiettivo di iniziare a operare sulla tratta attraverso il Tunnel della Manica a partire dal 2029.
Implicazioni regolamentari e di mercato
Per realizzare un servizio Londra-Parigi con treni italiani saranno necessari passaggi tecnici e normativi significativi: omologazioni di sicurezza transfrontaliere, interoperabilità dei sistemi di segnalamento e compatibilità con le procedure del gestore del tunnel, oltre all’assegnazione di slot e spazi di manutenzione.
L’ingresso di Frecciarossa nella relazione metterebbe sotto pressione l’attuale monopolista Eurostar e la nuova offerta di Virgin Trains, aumentando la concorrenza sui prezzi e sulla capacità dei convogli. Dal punto di vista istituzionale, il progetto riporta all’attenzione il tema dell’integrazione ferroviaria internazionale dopo la fase di riorganizzazione del mercato britannico e le sfide normative emerse nel periodo post-Brexit.
Per i viaggiatori la potenziale entrata di un nuovo operatore ad alta velocità può tradursi in maggiori opzioni di viaggio, aumento della frequenza delle corse e pressione a favore di servizi più competitivi, mentre per le istituzioni europee e britanniche rappresenta un banco di prova per la cooperazione transfrontaliera nel settore dei trasporti.