Ucraina, il Cremlino annuncia accordo con Trump: colloqui in fase finale, ma Kiev deve ritirarsi dal Donbass
- 29 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il piano di pace in fase di stesura — articolato in circa 20 punti — è ormai completato per circa il 90%. Restano aperti due nodi fondamentali: il funzionamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia e la definizione dello status dei territori interessati dal conflitto.
Stato dei negoziati
Secondo quanto riportato da dichiarazioni ufficiali del capo dello Stato ucraino, il testo del piano è avanzato ma non ancora finalizzato proprio a causa di questi punti sensibili. La questione dei territori riguarda la sovranità, il rientro delle aree occupate e le modalità di amministrazione temporanea o definitiva, mentre il tema della centrale nucleare implica garanzie tecniche, di sicurezza e di gestione internazionale che coinvolgono operatori e organismi specializzati.
Volodymyr Zelensky ha dichiarato:
“Restano due questioni. La centrale nucleare di Zaporizhzhia, come funzionerà. E la questione dei territori.”
Il presidente ha inoltre precisato che la componente relativa alle garanzie di sicurezza è stata concordata nella sua sostanza, sebbene permangano dettagli procedurali e di durata da definire nei documenti formali.
Volodymyr Zelensky ha dichiarato:
“Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza, tutto è pronto al 100%. Stiamo solo discutendo alcuni dettagli riguardanti il periodo di validità delle garanzie.”
Posizione del Cremlino
Il Cremlino ha manifestato cautela nel commentare pubblicamente singoli aspetti delle proposte in discussione, ritenendo inopportuno anticipare o sminuire negoziati sensibili. Questa prudenza riflette la complessità degli elementi tecnici e politici coinvolti, in particolare là dove la sicurezza nucleare e la sovranità territoriale si intersecano con interessi strategici e di sicurezza nazionale.
Dmitrij Peskov ha dichiarato:
“Attualmente riteniamo sconsigliabile commentare singoli punti in discussione o rilasciare dichiarazioni pubbliche.”
Garanzie di sicurezza statunitensi e prospettive
All’indomani di un incontro tenutosi a Mar-a-Lago, il presidente Zelensky ha riferito che il piano include proposte per garanzie di sicurezza fornite dagli Stati Uniti per un periodo iniziale di 15 anni con possibilità di estensione. Kiev ha espresso l’intenzione di ottenere un orizzonte temporale molto più lungo, ritenuto necessario a fronte di un conflitto che si protrae nel tempo.
Volodymyr Zelensky ha dichiarato:
“Ieri abbiamo confermato con il presidente degli Stati Uniti che avremo forti garanzie di sicurezza dagli USA. In realtà, non è per sempre, nei documenti si parla di 15 anni, con la possibilità di estendere queste garanzie.”
Il capo dello Stato ha poi spiegato di aver sollevato l’ammirazione per un arco temporale più lungo, citando la necessità di prevedere misure durature alla luce di anni di ostilità. Ha riferito di aver sollecitato il presidente Donald Trump affinché valutasse l’ipotesi di estensioni pluridecennali, definendola una possibile decisione storica.
Volodymyr Zelensky ha dichiarato:
“Gli ho detto che abbiamo già una guerra in corso che dura da quasi 15 anni. Pertanto, vorrei davvero che le garanzie fossero più lunghe. E gli ho detto che vorremmo davvero considerare la possibilità di 30-40-50 anni. Questa sarebbe una decisione storica da parte del presidente Trump.”
Dal punto di vista giuridico e diplomatico, le garanzie di sicurezza possono assumere forme diverse: accordi bilaterali, protocolli multilaterali, impegni firmati da singoli Stati o meccanismi di sicurezza collettiva supportati da organizzazioni internazionali. La loro efficacia dipende da clausole di verifica, meccanismi di risposta a violazioni e dalla disponibilità di attori internazionali a partecipare attivamente alla deterrenza e all’applicazione delle misure concordate.
In prospettiva, la chiusura dei punti aperti sul controllo dei territori e sulla gestione della centrale di Zaporizhzhia rimane cruciale per trasformare il piano in un accordo stabile: senza intese operative su questi aspetti, il rischio è che il documento resti formale e privo di meccanismi immediatamente applicabili sul terreno.