Bitcoin pronto a volare a 85.000 dollari?

Gli operatori rialzisti di Bitcoin mostrano preoccupazione per un calo dell’interesse istituzionale dopo una diminuzione della domanda di futures su BTC, ma alcuni indicatori suggeriscono che il prezzo potrebbe evitare un cedimento sotto i 85.000 dollari.

Nelle ultime sedute Bitcoin è stato respinto dopo un breve test della soglia dei 89.000 dollari, episodio che ha sorpreso molti trader e ha portato a liquidazioni per oltre 260 milioni di dollari in posizioni future con leva.

Andamento dell’open interest sui futures

L’open interest aggregato sui principali exchange per i futures su BTC è sceso a circa 42 miliardi di dollari, rispetto ai 47 miliardi di metà mese, segnando il livello più basso degli ultimi otto mesi. Questa contrazione riflette prevalentemente un “flush” di leva finanziaria piuttosto che un’immediata presa di posizione ribassista: in ogni mercato i long e gli short si bilanciano e la riduzione dell’esposizione può derivare da chiusure forzate o prese di profitto.

La tensione tra gli investitori è aumentata dopo cinque giorni consecutivi di deflussi dagli ETF spot su Bitcoin per un totale di circa 825 milioni di dollari. Pur essendo una somma rilevante, rappresenta meno dell’1% dei depositi complessivi stimati intorno ai 116 miliardi, perciò il segnale non è necessariamente sintomo di un’inversione strutturale del trend rialzista.

Metalli preziosi e contesto macro

In parallelo, oro e argento hanno segnato nuovi massimi storici mentre gli investitori cercano rifugio di fronte all’aumento del debito pubblico e alle tensioni di politica commerciale. La domanda per titoli di Stato ha spinto il rendimento del Treasury a 10 anni degli Stati Uniti verso i minimi delle ultime tre settimane, intorno al 4,12%.

In ambito commerciale, l’amministrazione di Donald Trump ha annunciato il rinvio dei dazi su alcune importazioni di semiconduttori dalla Cina fino al 2027; nella settimana precedente il governo statunitense aveva inoltre allentato i limiti sull’esportazione di chip per l’IA di Nvidia verso la Cina, misure queste che influenzano la percezione degli operatori sulle prospettive economiche e sulla politica commerciale globale.

Il tasso di base dei futures su Bitcoin

Il premio annualizzato dei futures mensili su Bitcoin, noto come tasso di base, è un indicatore utile per capire se grandi operatori e market maker stiano diventando più cauti. In condizioni di mercato neutrali questo valore si colloca tipicamente tra il 5% e il 10%.

Nel corso della settimana il tasso di base si è attestato attorno al 5%, sostanzialmente in linea con la settimana precedente e in miglioramento rispetto ai livelli sotto il 4% osservati lo scorso 18 dicembre, quando il prezzo di Bitcoin era sceso sotto gli 85.000 dollari. Questo recupero suggerisce che la pressione ribassista diretta da parte dei grandi operatori non è predominante.

Il mercato delle opzioni e il delta skew

Per integrare l’analisi, il mercato delle opzioni fornisce informazioni sul costo relativo delle protezioni ribassiste (put) rispetto alle call. Il cosiddetto delta skew a 30 giorni misura quanto le put siano più costose delle call; valori superiori alla soglia neutrale indicano un aumento della domanda di copertura e quindi maggiore avversione al rischio.

Attualmente il delta skew non mostra segnali estremi: un aumento moderato sarebbe coerente con la maggiore incertezza macro, mentre valori molto elevati indicherebbero che il mercato sconta un rischio di ribasso più pronunciato. Nel complesso, la struttura delle opzioni non conferma uno spostamento net di sentiment verso un mercato strutturalmente ribassista.

Valutazione complessiva e prospettive

La diminuzione dell’open interest sui futures e i flussi leggermente negativi dagli ETF non sono da soli elementi sufficienti per definire l’avvio di un mercato orso. Indicatori come il tasso di base dei futures e alcune metriche del mercato delle opzioni rimangono in zone compatibili con una condizione di rischio gestito.

Resta plausibile un test del supporto intorno agli 85.000 dollari, ma gli operatori rialzisti sembrano gradualmente riconquistare fiducia. Nel breve termine la capacità di Bitcoin di superare stabilmente i 90.000 dollari sarà un elemento chiave per consolidare la tendenza, mentre il monitoraggio dei flussi dagli ETF, dell’open interest e del delta skew delle opzioni continuerà a offrire segnali utili per valutare il rischio di discesa più profonda.