Bitcoin vacilla, mentre oro, argento e rame volano verso nuovi record venerdì

La seduta di avvio sui mercati statunitensi ha rapidamente annullato i timidi rialzi notturni nel settore delle criptovalute, riportando i prezzi su livelli inferiori già nelle prime ore di contrattazione.

Il Bitcoin aveva sfiorato i 89.000 dollari durante le ore di chiusura statunitense di venerdì, ma è rapidamente sceso sotto quota 87.000$ al riavvio delle contrattazioni dopo la pausa natalizia.

Il movimento è avvenuto mentre i metalli preziosi continuavano una forte corsa: oro, argento, rame, platino e palladio hanno registrato nuovi massimi recenti, attirando capitale che avrebbe potuto dirigersi verso le criptovalute.

In particolare il palladio e il platino sono aumentati di oltre il 10%, mentre argento e rame hanno guadagnato circa il 5%. Il oro ha segnato un +1,5% portandosi su livelli attorno a 4.573 dollari l’oncia.

Questa rotazione verso i metalli è stata alimentata da fattori sia macroeconomici sia geopolitici: la ricerca di beni rifugio in un contesto di incertezza sui tassi reali e tensioni internazionali dopo azioni militari e misure economiche recenti.

Andamento degli indici e delle principali criptovalute

I principali indici statunitensi, Nasdaq, S&P 500 e DJIA, hanno aperto la giornata sostanzialmente piatti, in un clima di scambi relativamente ridotti dopo le festività.

Sul fronte crypto, il Bitcoin ha perso circa l’1,6% nelle ultime 24 ore. Anche Ether è sceso in misura analoga, attestandosi intorno ai 2.908 dollari.

DOGE è calata oltre il 4%, mentre XRP ha registrato un ribasso vicino al 3%, risultando tra le monete con le performance peggiori della sessione.

Performance delle società quotate nel settore crypto

Anche i titoli legati alle criptovalute hanno terminato la mattinata in territorio negativo: Coinbase ha contenuto le perdite a circa il 2%, mentre altre piattaforme e exchange hanno sofferto cali più marcati.

Tra gli operatori più penalizzati della giornata si segnalano Gemini con un -6%, Bullish con circa -3,8% e Galaxy Digital intorno al -3,5%.

Pressione sui miner e trasformazioni del settore

I produttori di infrastrutture di mining sono stati particolarmente colpiti nella sessione post-natalizia: tra le società in flessione si evidenziano IREN, Cipher Mining, Terawulf e Marathon Digital, tutte in ribasso di circa il 5% o più.

Alcune di queste aziende stanno riorientando parte della loro attività verso servizi legati all’intelligenza artificiale e all’infrastruttura dati, una strategia volta a diversificare i ricavi in un mercato delle materie prime digitali ciclico e sensibile ai prezzi dell’energia.

Un esempio è Hut 8, che negli ultimi sette giorni si era distinta per piani legati all’AI ma è stata la peggiore della giornata, con una flessione attorno al 7,5%.

Fattori di contesto e prospettive

La combinazione di liquidità più ridotta durante le festività, la ricerca di rifugi sicuri da parte degli investitori e le recenti tensioni geopolitiche ha favorito i metalli industriali e preziosi a scapito degli asset rischiosi come le criptovalute.

Per gli operatori resta cruciale monitorare gli sviluppi della politica monetaria, i flussi istituzionali — inclusi ETF e prodotti strutturati — e le evoluzioni normative nel settore crypto, elementi che possono rapidamente modificare l’asset allocation globale.

Nel breve termine, la volatilità rimane elevata e gli aggiustamenti di portafoglio potrebbero intensificarsi se dovessero aumentare le pressioni inflazionistiche o le tensioni internazionali.