Ethereum pronto a scalare esponenzialmente grazie a zk nel 2026
- 26 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il 2026 è destinato a essere un anno decisivo per Ethereum: i primi validatori cominceranno a verificare piccole prove a conoscenza zero (ZK) anziché rieseguire tutte le transazioni, aprendo la strada a vantaggi immediati di scalabilità per il livello base e avvicinando la rete all’obiettivo di 10.000 transazioni al secondo (TPS).
Il ricercatore Justin Drake ha dimostrato durante l’evento EthProofs Day a Devconnect che è già possibile validare queste prove anche su hardware modesto; si stima che circa uno su dieci validatori possa adottare le ZK entro la fine dell’anno.
Si tratta di una revisione profonda del funzionamento fondamentale della blockchain, paragonabile per portata alla Merge del 2022, quando Ethereum passò dal proof-of-work al proof-of-stake.
Oggi ogni validatore riesegue ogni singola transazione; l’introduzione di un’elaborazione parallela più efficiente con l’aggiornamento Glamsterdam rappresenta solo un passo intermedio. L’idea a regime è di generare per ogni blocco una prova ZK che dimostri matematicamente l’esecuzione corretta, così che i validatori si limitino a verificarne la validità.
Perché le prove ZK risolvono il trilemma della blockchain
La verifica di una prova ZK è così efficiente che in teoria può essere eseguita su dispositivi con risorse molto ridotte, come smartphone o smartwatch. Ciò permette alla rete di rimanere altamente decentralizzata senza essere vincolata dalle specifiche minime dei nodi più deboli. Attualmente Ethereum gestisce circa 30 TPS in condizioni ideali, ma i requisiti minimi per i validatori domestici sono già elevati rispetto a dispositivi consumer.
Gary Schulte, senior staff blockchain protocol engineer sul client Besu, said:
“È un modo per scalare la rete e la sua capacità di traffico facendo lavorare meno risorse più efficacemente.”
Schulte spiega che il limite del gas non può essere aumentato sostanzialmente senza sollevare le specifiche minime richieste ai validatori. Nel nuovo sistema, gran parte del lavoro più oneroso rimarrà in capo ai block builder e ai ZK provers, mentre la maggior parte dei validatori effettuerà controlli leggeri.
Justin Drake said:
“Se abbiamo un piccolo numero di macchine che costruiscono, eseguono e dimostrano i blocchi, e tutta la rete di validazione a valle fa un lavoro molto leggero… questo ci permette di scalare.”
Drake prevede che circa il 10% della rete opti per la validazione tramite ZK già nel 2026 come prima fase di Lean Execution. Poiché i primi validatori ad adottare il nuovo metodo saranno probabilmente quelli con hardware meno performante, la transizione consentirà di aumentare il limite del gas senza escludere i partecipanti meno potenti.
La migrazione su larga scala non potrà però compiersi finché non verrà risolta la penalizzazione attuale per esecuzioni ritardate, che oggi scoraggia l’uso delle prove ZK poiché la loro generazione e propagazione richiede più tempo.
Gary Schulte said:
“Inizialmente solo i validatori disposti a sostenere le penalità valideranno le prove ZK, ma l’upgrade ePBS previsto in Glamsterdam risolverà questo problema.”
Tempistiche della transizione: Fasi 0, 1 e 2
La transizione è suddivisa in fasi. Siamo nella Phase Zero, con pochi entusiasti che testano la validazione delle prove. La Phase One, attesa nel 2026, dovrebbe portare fino al 10% dei validatori su ZK. La Phase Two, auspicata per il 2027, introduce la svolta più significativa: la generazione obbligatoria delle prove da parte dei produttori di blocchi e un ambiente in cui tutti i validatori operano su zkEVM.
Justin Drake said:
“La vera magia avverrà in Phase Two, quando le prove saranno obbligatorie e ci aspettiamo che tutti corrano su zkEVM.”
Nel corso dell’anno è previsto un dibattito tecnico rilevante: se convenga riscrivere la EVM per mirare nativamente a RISC-V, un’architettura di istruzioni ridotta che facilita la generazione di prove ZK per ragioni di semplicità, licenze e interoperabilità.
Gary Schulte said:
“L’impulso favorevole verso RISC-V è dovuto alla sua natura snella e al fatto che è uno standard aperto, ma ci sono preoccupazioni sulle difficoltà che le basi software più testate incontrano nel mirare a un ambiente zkEVM.”
Alcuni sviluppatori core temono che l’approccio ZKVM imponga vincoli significativi ai client di esecuzione più consolidati, mentre team più recenti trovano più agevole compilare nativamente verso RISC-V o sviluppare versioni modificate di RETH.
Alex Gluchowski, cofondatore e CEO di Matter Labs, said:
“L’adozione delle prove ZK aumenterà anche l’interoperabilità a breve termine tra catene che adottano standard di proving, e a lungo termine la renderà più nativa.”
Specifiche e costi della generazione delle prove
La generazione delle prove non richiede la stessa decentralizzazione della validazione: una prova è verificabile come corretta o meno. Le specifiche target sono pensate per un operatore domestico avanzato: costi sotto i 100.000 dollari e consumi paragonabili a una batteria domestica. Tuttavia, il progresso tecnologico ha già ridotto drasticamente i requisiti GPU.
Ad esempio, SP1 Hypercube impiegava 160 GPU per provare blocchi in meno di 12 secondi; il team ZisK ora lo fa in 7,4 secondi con 24 GPU; il gruppo ZKsync Airbender ha dimostrato prove in meno di 50 secondi usando una singola GPU, sebbene con compromessi di sicurezza.
Ethereum Interoperability Layer (EIL)
Un altro sviluppo importante per il 2026 è il Ethereum Interoperability Layer (EIL), un sistema di messaggistica trustless pensato per permettere alle varie L2 di comunicare e trasferire valore in modo fluido e sicuro, riducendo la frammentazione di liquidità creata dalla proliferazione di rollup.
Joaquin Mendes, chief operating officer di Taiko, said:
“Con oltre 55 rollup L2, Ethereum ha creato ecosistemi isolati; l’EIL li unifica dando la sensazione di una singola catena.”
Una volta operativo, un utente potrà trasferire 100 USDC dal proprio wallet su Arbitrum direttamente a un wallet su Base in pochi secondi, o combinare fondi da indirizzi su Scroll e Arbitrum per pagare un NFT su Linea. L’EIL si basa su ERC-4337 e propone un’evoluzione dei sistemi a “intent”, puntando a ridurre la fiducia in solver centralizzati.
Yoav Weiss, sviluppatore dell’EIL, said:
“L’EIL è interoperabilità account-based: l’account dell’utente esegue direttamente ogni chiamata su tutte le catene. I fornitori di liquidità forniscono solo gas e asset, mai la transazione, eliminando dipendenze di fiducia intermedie.”
Il design dell’EIL mira a impedire che solver o relayer possano sottrarre, congelare fondi o introdurre vettori di censura; i provider di liquidità si limitano a riequilibrare pool cross-chain senza eseguire transazioni al posto dell’utente.
Il lancio in tre fasi promosso dalla Ethereum Foundation era previsto per il 2026 ma rimane ancora in fase di ricerca e sviluppo; il sistema raggiungerà la piena efficacia solo dopo future modifiche che accelereranno le conferme sull’L1.
ZKsync, Atlas e Gateway: interoperabilità istantanea
Anche le L2 sfruttano le prove ZK: progetti come Appchain Lighter usano circuiti custom per scalare a decine di migliaia di TPS, mentre ZKsync impiega ZK-proofs per offrire interoperabilità quasi istantanea tra L1 e le sue catene ZK con l’upgrade Atlas e l’architettura Gateway. La prima chain Atlas in produzione, la catena istituzionale ADI negli UAE, è già attiva.
Alex Gluchowski said:
“Atlas consente ai fondi di rimanere in custodia su L1 ma di essere utilizzati immediatamente nelle L2, offrendo esecuzioni veloci pur ereditando la sicurezza e la finalità di Ethereum.”
Atlas permette alle L2 di attingere quasi in tempo reale al grande capitale immobilizzato su Ethereum, risolvendo l’inefficienza storica per cui ogni L2 doveva bootstrappare la propria liquidità e ricostruire stack DeFi separati. Le transazioni L2↔L2 possono avvenire in circa un secondo, mentre i trasferimenti L1↔L2 finalizzano più rapidamente di un singolo blocco Ethereum.
Implicazioni e prospettive
I cambiamenti previsti per il 2026 pongono Ethereum su un percorso che coniuga scalabilità, sicurezza e decentralizzazione: le prove ZK spostano il lavoro computazionale più pesante su soggetti specializzati (builder e provers), mentre i validatori possono mantenere un ruolo ampiamente distribuito grazie a verifiche leggere. Parallelamente, soluzioni come EIL e Atlas affrontano la frammentazione dell’ecosistema, migliorando l’interoperabilità e l’utilizzo dei depositi su L1.
Resta cruciale l’evoluzione tecnica dei client, la verifica formale dei sistemi di generazione delle prove e l’adozione coordinata degli upgrade come Glamsterdam e ePBS. Nei prossimi mesi la comunità e gli operatori infrastrutturali discuteranno architetture, costi e trade-off, mentre si monitorerà l’adozione pratica da parte dei validatori e l’impatto sui limiti del gas e sulla liquidità complessiva del sistema.