Imprese innovative: perché le banche che finanziano il fintech prestano di più e meglio
- 26 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Uno studio della Banca d’Italia analizza l’impatto degli investimenti in progetti fintech da parte delle banche sulla concessione di credito alle imprese, con particolare attenzione alle realtà più giovani e innovative.
Risultati principali
Le banche che finanziano iniziative fintech finalizzate a migliorare la valutazione della clientela tendono a concedere più prestiti alle imprese innovative già loro clienti e a condizioni più favorevoli rispetto agli istituti che non realizzano tali investimenti.
Lo studio evidenzia inoltre che questi investimenti sono associati a relazioni creditizie più durature: le imprese rimangono con lo stesso intermediario per periodi più lunghi. Al tempo stesso, non emergono variazioni significative nella probabilità di deterioramento della qualità del credito per le controparti coinvolte.
Metodologia e fonti
L’analisi si basa su dati amministrativi provenienti dalla Centrale dei rischi e su informazioni raccolte nell’ambito dell’Indagine regionale sul credito bancario riguardo all’innovazione finanziaria delle banche.
Le imprese innovative sono state identificate utilizzando la sezione speciale del Registro delle imprese istituita con lo Start-up act del 2012, consentendo di isolare le caratteristiche delle società più nuove e a elevato contenuto innovativo.
Investimenti nel periodo recente
Secondo la quinta edizione dell’Indagine Fintech nel sistema finanziario italiano, gli investimenti in tecnologie innovative realizzati nel biennio 2023-2024 da banche e intermediari non bancari sono stati pari a circa 1 miliardo di euro.
Per il biennio successivo si stima un impegno di spesa di entità simile, con una crescita complessiva stimata attorno all’1,4%, sebbene la spesa risulti fortemente concentrata presso pochi intermediari che guidano il processo di innovazione nel settore.
Aree di applicazione e dinamiche settoriali
Le applicazioni maggiori degli investimenti si concentrano su pagamenti, intermediazione del credito e attività operative, che complessivamente rappresentano l’88,5% del totale degli investimenti in tecnologie fintech.
Negli ultimi cicli emerge una riduzione relativa del peso dell’area dei pagamenti a favore di interventi volti a migliorare le attività operative, indicando uno spostamento verso l’efficienza interna e l’automazione dei processi bancari.
Implicazioni per imprese, banche e regolatori
Per le imprese innovative l’adozione di relazioni con banche che investono in fintech può tradursi in accesso più agevole al credito e condizioni economiche più favorevoli, facilitando così la crescita e gli investimenti aziendali.
Per le banche, l’integrazione di strumenti tecnologici per la valutazione del merito creditizio rappresenta un’opportunità per migliorare l’accuratezza delle decisioni di lending e per consolidare relazioni di lungo periodo con segmenti di clientela ad alto potenziale.
Dal punto di vista della politica finanziaria e della vigilanza, i risultati suggeriscono la necessità di monitorare sia le concentrazioni di investimento tecnologico tra pochi operatori sia le implicazioni sulla concorrenza e sulla stabilità del credito, promuovendo standard e best practice per l’adozione responsabile delle tecnologie digitali.
Considerazioni conclusive
Nel complesso, lo studio della Banca d’Italia indica che gli investimenti in fintech possono favorire un migliore accesso al credito per le imprese innovative senza aumentare in modo evidente il rischio di deterioramento dei portafogli. Tuttavia, l’effetto osservato è influenzato dalla forte concentrazione degli investimenti e richiede attenzione regolamentare e di mercato per garantire che i benefici siano diffusi e sostenibili.