Borsa, Asia ottimista a Santo Stefano: Tokyo e Shanghai chiudono in rialzo
- 26 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Giornata positiva per le borse asiatiche, aperte anche nel giorno di Santo Stefano: gli acquisti hanno interessato soprattutto i mercati orientali, mentre le piazze occidentali sono rimaste chiuse per le festività.
La seduta a Tokyo ha chiuso in rialzo, con l’indice Nikkei in progresso e le quotazioni sostenute dai titoli legati all’export e alla tecnologia. Anche in Cina gli scambi hanno mostrato segnali positivi, con Shanghai in lieve aumento e Shenzhen in moderato rialzo. Seul ha registrato una progressione, mentre è rimasta chiusa la piazza di Hong Kong, maggiormente collegata ai mercati occidentali. In controtendenza, la borsa di Mumbai ha segnato un calo, con il BSE Sensex in ribasso.
Tokyo e dinamica dei mercati
La borsa di Tokyo ha chiuso l’ultima seduta della settimana con un aumento dell’indice di riferimento: il Nikkei ha guadagnato terreno, chiudendo attorno a 50.750,39 punti, pari a un rialzo vicino allo 0,7% rispetto alla precedente chiusura. L’assenza di input dalle piazze statunitensi ed europee, ferme per le festività, ha accentuato il ruolo dei fattori domestici nella formazione dei prezzi.
Sul mercato valutario il yen è rimasto sostanzialmente stabile, attestandosi intorno a 156,20 nei confronti del dollaro e vicino a 184 rispetto all’euro, mentre gli investitori hanno monitorato con attenzione i movimenti dei tassi e i flussi verso i titoli orientati all’export.
I titoli di Stato giapponesi (JGB) hanno registrato un lieve rimbalzo: i rendimenti, che nelle settimane precedenti avevano toccato livelli visti raramente negli ultimi decenni, si sono parzialmente contratti dopo segnali di possibile moderazione nelle future emissioni sovrane. Il riallineamento dei prezzi obbligazionari riflette anche le attese di mercati e operatori sulla gestione del debito pubblico e sulla strategia finanziaria del governo.
Il primo ministro Sanae Takaichi ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica e gli investitori in merito al consistente piano di stimolo e al quadro di bilancio predisposto per il prossimo anno, in un contesto in cui le decisioni sul livello e sulla composizione delle nuove emissioni di titoli a lunghissimo termine possono condizionare i mercati finanziari nazionali.
I dati congiunturali hanno mostrato una flessione della produzione industriale a novembre: la stima preliminare del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria indica un calo mensile del 2,6%, invertendo l’aumento dell’1,5% registrato il mese precedente e risultando più debole delle attese di mercato.
Si tratta della contrazione più pronunciata dallo scorso gennaio, un segnale che riflette sia la domanda estera sia la dinamica della produzione interna: la variazione mette in luce rischi di rallentamento per alcuni comparti industriali e alimenta il dibattito sul grado di ripresa economica nel breve periodo.
Sempre a livello locale, l’inflazione nell’area di Tokyo ha mostrato un lieve rallentamento: l’indice dei prezzi al consumo core è salito del 2,3% su base annua a dicembre, in calo rispetto al 2,8% di novembre e sotto le attese degli analisti. Il dato rappresenta il valore più basso da febbraio, pur restando al di sopra dell’obiettivo di inflazione del 2% perseguito dalla Banca del Giappone.
Analogamente, l’indice dei prezzi al consumo complessivo è sceso al 2,0% dal 2,7% di novembre, mentre la misura al netto di alimentari ed energia si è attestata al 2,6% da 2,8%: questi numeri evidenziano pressioni sui prezzi ancora presenti ma in fase di attenuazione, con possibili implicazioni per la politica monetaria e le scelte della banca centrale nei prossimi mesi.
Nel complesso, i movimenti odierni riflettono un equilibrio tra notizie macro meno favorevoli, segnali di stabilizzazione sui titoli di Stato e un contesto finanziario condizionato dalle festività globali: gli operatori continueranno a monitorare indicatori economici chiave, decisioni di emissione del debito e le mosse della politica monetaria per valutare la sostenibilità del recupero dei mercati asiatici.