I venture capitalist puntano sui player consolidati e sulle stablecoin: le crypto vincenti del 2025
- 25 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Dopo un anno caratterizzato da mutamenti normativi e da performance di mercato irregolari, gli investitori in criptovalute stanno ricalibrando dove si è concentrato il valore nel 2025. In un recente podcast, diversi investitori e operatori del settore hanno individuato sia soggetti consolidati che specifiche categorie di prodotti come i principali protagonisti dell’anno.
I vincitori del 2025
Tra i beneficiari più evidenti sono emersi gli operatori tradizionali che hanno approfittato della maggiore chiarezza regolamentare per aumentare il loro impegno nel settore crypto, le emittenti di stablecoin e le piattaforme di mercati predittivi.
Mason Nystrom, partner di Pantera Capital, ha osservato:
“Gli operatori consolidati hanno fatto un ottimo lavoro anticipando dove si sarebbe spostato il mercato man mano che la regolamentazione si chiariva.”
Secondo Mason Nystrom, molti incumbent hanno adottato una strategia prudente negli anni precedenti e nel 2025 hanno saputo muoversi con maggiore decisione: un approccio che ha permesso loro di sfruttare la nuova cornice normativa e di guadagnare posizioni di mercato.
Le stablecoin sono state indicate come un’altra chiara area di successo, grazie a una rapida crescita dei volumi di transazione e a margini operativi elevati per gli emittenti.
Hootie Rashidifard, cofondatore di Hash3, ha detto:
“Tether è l’azienda più redditizia del pianeta per dipendente.”
Hootie Rashidifard ha inoltre sottolineato come la percezione delle stablecoin sia cambiata rispetto al biennio precedente: progetti con stablecoin, un tempo considerati secondari, sono ora visti come attività con clienti finali reali e ricavi sostenibili.
Un altro segmento che ha registrato una crescita significativa nel 2025 è stato quello dei mercati predittivi. Piattaforme specializzate hanno superato i sospetti iniziali legati a pratiche come il wash trading e all’uso limitato legato a eventi elettorali.
Alana Levin, partner di Variant, ha commentato:
“Penso che un anno fa sia Kalshi sia Polymarket avessero valutazioni inferiori al miliardo di dollari, e vedere poi l’investimento di 2 miliardi di dollari da parte dell’Intercontinental Exchange in Polymarket è stato davvero sorprendente.”
Questi movimenti di capitale e l’incremento di adozione suggeriscono una maturazione del settore, con prodotti che iniziano a dimostrare utilità pratica per utenti istituzionali e retail.
I perdenti e le cause dell’anno
Accanto ai vincitori, gli interlocutori del podcast hanno identificato anche attori individuali e istituzionali che hanno pesantemente inciso in senso negativo sull’ecosistema crypto nel 2025.
Tra i casi personali emblematici è emerso quello di Do Kwon, cofondatore di Terraform Labs, la cui vicenda giudiziaria e l’affondamento del progetto Terra hanno provocato perdite massicce e un impatto reputazionale duraturo sull’intero settore.
Hootie Rashidifard ha definito l’atteggiamento regolamentare degli anni precedenti come un problema sistemico, spiegando:
“È stato un periodo ostile per motivi politicizzati che non avevano senso.”
Con questa critica si è voluto evidenziare come anni di enforcement aggressivo da parte della Commissione per i Titoli e gli Scambi degli Stati Uniti (SEC) abbiano, secondo alcuni operatori, offerto benefici limitati nel lungo termine e spinto molti fondatori a spostare attività e talenti all’estero prima della svolta normativa del 2025.
Il quadro regolatorio è comunque cambiato nel corso dell’anno: a luglio è stato approvato il GENIUS Act, che ha creato una cornice federale per l’emissione delle stablecoin, la gestione delle riserve e la supervisione normativa negli Stati Uniti. Parallelamente, una proposta di riforma sulla struttura di mercato delle criptovalute è rimasta in sospeso, con le audizioni rinviate dal Senate Banking Committee al 2026.
Questi sviluppi indicano una transizione verso una regolazione più definita: il GENIUS Act ha introdotto requisiti formali per la trasparenza e le riserve delle stablecoin, mentre il rinvio della legge sulla struttura di mercato lascia ancora aperte questioni fondamentali su clearing, listaggio e vigilanza degli scambi crypto.
Nel complesso, la combinazione di interventi normativi, condanne ad alto profilo e grandi operazioni di capitale ha rimodellato il panorama: i vincitori del 2025 sono spesso piattaforme e emittenti che hanno saputo adattarsi alle nuove regole, mentre i perdenti sono quegli attori la cui condotta o la cui gestione hanno amplificato i rischi percepiti del settore.
Lo scenario che si prospetta per il 2026 rimane caratterizzato da opportunità di consolidamento per le imprese mature e da un’attenzione ancora elevata delle autorità, con implicazioni rilevanti per la governance, la compliance e la competitività internazionale dell’industria crypto.