Bitcoin contro l’oro, la bilancia pende a favore del metallo
- 24 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
L’oro segna nuovi massimi mentre il bitcoin fatica a mantenere livelli chiave, riaccendendo un dibattito tra investitori che non si è mai davvero placato: se il bitcoin è considerato l’“oro digitale”, questo è il tipo di mercato in cui dovrebbe prevalere, ma al momento non lo sta facendo.
Perché l’oro avanza
Il rally dell’oro è sostenuto da aspettative di tagli dei tassi e da crescenti timori geopolitici, oltre che dalla ricerca di protezione contro rischi valutari di lungo periodo. In questo contesto l’oro beneficia spesso della prima ondata di ricerca di sicurezza da parte degli investitori.
Oltre all’oro, anche altri metalli preziosi hanno registrato guadagni significativi: l’argento è salito di circa il 150% quest’anno e l’platino ha raggiunto livelli record, segnali che indicano un ritorno degli investitori verso il settore come copertura contro l’incertezza politica ed economica.
Perché il bitcoin rimane sotto pressione
Il bitcoin paga anche una componente tecnica: il mercato sta ancora smaltendo un lungo periodo di trading basato sulla leva finanziaria, e i rimbalzi recenti sono stati spesso seguiti da rapide prese di profitto. Questo crea una maggiore volatilità al rialzo e al ribasso.
Dal punto di vista macroeconomico, anche in presenza di attese di allentamento della politica monetaria il bitcoin tende a richiedere condizioni chiare per favorire la propensione al rischio, non solo un percorso di tassi più morbido. Rendimenti obbligazionari volatili e un dollaro oscillante hanno alimentato più volte un atteggiamento di preservazione del capitale, favorevole prima di tutto all’oro.
Un confronto operativo: istituzionale contro retail
La divergenza tra oro e bitcoin è percepita anche sul piano dell’adozione: l’oro è consolidato come asset di riserva e gode di domanda istituzionale, mentre il bitcoin è principalmente trattato come un investimento di dettaglio con esposizione speculativa.
David Miller ha dichiarato:
“L’oro ha avuto un anno da record, con un rialzo superiore al 60%. Ma anche il bitcoin ha avuto periodi forti. Rimane però evidente che non è l’oro digitale.”
David Miller ha dichiarato:
“Quello che l’oro può fare e che il bitcoin sicuramente non può è servire come reale riserva alternativa a una valuta. Il bitcoin è soprattutto un prodotto per il mercato retail, mentre l’oro ha un ruolo molto istituzionale.”
Miller è chief investment officer presso Catalyst Funds e gestore dell’Strategy Shares Gold Enhanced Yield ETF, posizioni che gli consentono di osservare sia il comportamento dei flussi che il ruolo strategico dei metalli preziosi nei portafogli professionali.
Flussi negli ETF e segnali di accumulo
I dati indicano che le posizioni in ETF sostenuti dall’oro sono cresciute quasi tutti i mesi dell’anno, segnalando un accumulo costante piuttosto che un’ondata di acquisti temporanei. Questo tipo di domanda tende a dare supporto più duraturo ai prezzi rispetto a flussi speculativi di breve termine.
Le riserve dell’SPDR Gold Trust, il più grande ETF sull’oro gestito da State Street, sono aumentate di oltre il 20% nel 2025, un indicatore della forte domanda istituzionale che ha sostenuto il rally dei prezzi.
Previsioni e implicazioni per gli investitori
Alcune grandi banche d’investimento mantengono una visione rialzista sull’oro anche per il prossimo anno: Goldman Sachs ha ipotizzato che i prezzi possano avvicinarsi a $4.900 l’oncia nel 2026 nello scenario base, con rischi orientati al rialzo. Queste proiezioni riflettono aspettative su tagli dei tassi e persistenti tensioni geopolitiche.
Per gli investitori la situazione suggerisce di valutare il ruolo difensivo dell’oro all’interno di un portafoglio ben diversificato, soprattutto come protezione contro l’espansione fiscale e il rischio di svalutazione valutaria. Il bitcoin, pur mantenendo un potenziale di rendimento elevato, richiede una gestione della volatilità e una chiara comprensione del suo diverso profilo di rischio e adozione.
In un contesto di mercati globali ancora incerti, la distinzione tra attività trattate come riserve istituzionali e asset di rischio retail può determinare performance divergenti: monitorare flussi, politiche monetarie e sviluppi geopolitici rimane fondamentale per prendere decisioni informate.